L’autobiografia in cui l’atleta paralimpico lucchese racconta la sua “seconda” vita, dopo essere rimasto vittima, all’età di 29 anni, di una forma violenza di meningite che gli ha fatto perdere entrambe le gambe e sette dita delle mano.

Nel 2016 ha infatti iniziato a correre in pista 100, 200 e 400 metri, grazie ad un paio di protesi in fibra di carbonio, ed è diventato il primo atleta italiano della storia a correre con doppia amputazione agli arti inferiori sotto i 12 secondi nei 100 metri piani. Nel 2017 c’è stato anche il ritorno alle arrampicate in montagna su roccia, sua grande passione anche prima della malattia.

 

il 19 gennaio ore 17.30  

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