ANDREA BONFANTI – Mi sembra che ci sia tanta confusione sui buoni alimentari.

C’è chi mi chiama per sapere quali sono le fasce di reddito, chi divide i 23mila euro per il numero degli abitanti di Pescaglia e si lamenta che gli toccherà poco e chi, per non saper cosa dire ma per il gusto di criticare, dice un generico (e buono per tutte le stagioni) “speriamo che non finiscano in tasca a chi so io”. Quindi ho deciso di spiegarmi meglio.

Quei buoni servono per aiutare chi in questo momento non ha i soldi per poter comprare il cibo o i medicinali per sé e la propria famiglia. Chi, a causa di questa crisi, è rimasto senza un soldo in tasca, senza stipendio o sussidio e non sa come sfamare i figlioli.

Non è un aiuto a pioggia, non sono 7 euro a testa per tutti, come è stato erroneamente detto da qualcuno.
Sono fondi che permettono di coprire l’esigenza di chi non riesce a mettere insieme il pranzo con la cena da qui al 15 Aprile.
Sul sito del Comune di Pescaglia, per chi ne ha bisogno, è possibile trovare il numero di telefono a cui rivolgersi e l’autocertificazione da compilare per richiedere l’aiuto.

Chi ha bisogno si faccia avanti (non c’è da vergognarsi, una difficoltà potrebbe toccare a chiunque a causa di questa crisi), non verrà lasciato solo.

Share