Ancora poco tempo per salvare il pianeta

di Claudio Vastano

 

Gli effetti del cambiamento climatico si stanno intensificando con una velocità che fino a pochi anni fa gli scienziati non avrebbero mai immaginato; di conseguenza, il tempo a nostra disposizione per rallentare la “febbre” della Terra sta per esaurirsi. E’ questo, in sostanza, il messaggio lanciato pochi giorni fa dall’IPCC, un gruppo intergovernativo di esperti sul clima e sul riscaldamento globale. Secondo la comunità dei climatologi, se la temperatura del pianeta dovesse superare di 2°C quella dell’epoca pre-industriale potrebbe essere messa a repentaglio la nostra stessa sopravvivenza. Il fatto grave è che, a giudicare dall’andamento climatico dell’ultimo trentennio, sembra che non manchi molto al raggiungimento di tale soglia. Probabilmente, sostengono alcuni ricercatori, già nel 2030 potrebbe essere troppo tardi per intervenire.

Oltrepassato il limite dei 2°C dovremmo dire addio a numerosi habitat terrestri, primo fra tutti quello della barriera corallina, già gravemente compromessa per oltre un terzo della sua estensione. E dovremmo anche attenderci desertificazioni, fenomeni climatici estremi e scomparsa di pianure costiere, con tutto quello che questi eventi potrebbero inevitabilmente innescare, dalle carestie alla migrazione massiva di popoli.

Uno dei messaggi chiave che viene fuori molto fortemente in questo report è che abbiamo già visto le conseguenze di 1°C  di riscaldamento globale attraverso un clima più estremo, livelli del mare in aumento e una diminuzione del ghiaccio marino artico, tra gli altri cambiamenti” ha spiegato Panmao Zhai dell’IPCC.

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