ANCHE LA VALLE DEL TORRENTE MULINA FU COLPITA DALL’ALLUVIONE DEL 1996: RICORDIAMOLA!

19 giugno 1996 loc. Il Bacco-Mulina

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Stazzema_ Per coloro che 23 anni or sono non vissero quel mercoledì del 19 giugno 1996 e che non hanno conosciuto completamente il disastro che causò l’alluvione anche nella valle del Torrente Mulina, vogliamo ricordare che la prima famiglia evacuata a causa dell’esondazione del Canale delle Rave avvenne nella frazione di Mulina, precisamente un nucleo famigliare residente in località Il Bacco. Va precisato pure che la portata maggiore di piena si ebbe la mattina del 19 giugno 1996 e fu interessato appunto il Torrente Mulina, che isolò la località di Orti di Carbonaia, erose un tratto della provinciale presso la Presa Pocai. Nel pomeriggio, a causa delle frane che innescarono l’effetto castoro lungo i corsi d’acqua della Capriola, del Versiglia, del Deglio e della Merchia causando la tragedia di Cardoso e poi sconvolgimento di molte località lungo il corso del Vezza e poi del Versilia, nuovamente la frazione di Mulina di Stazzema fu interessata dalla tracimazione del Fosso di Picignana all’altezza del Ponte di Culerchia a seguito della frana della Castellina. La frana creò una improvvisa diga sul Fosso di Picignana, 500/600 metri a monte della frazione, in località Cancello Rosso. Lo smottamento dell’invaso creatosi interessò la parte alta della frazione di Mulina. Furono danneggiati una abitazione, l’Appalto Garbati e la Falegnameria Bottari, distrutti il Ponte di Culerchia, quattro ponticelli pedonali nelle località Appalto Garbati, Calcaferro, Tappi e Orti di Carbonaia; ancora più a valle, fu distrutto il Ponte di Tomarlo, un attraversamento che subì l’abbattimento bellico nei primi giorni dell’agosto 1944 e si iniziò ricostruire il 21.12.1944, al tempo del Commissario del Comune di Stazzema Lorenzo Balloni, nominato dalle Forze Alleate.

L’alluvione lasciò dietro di sé una situazione drammatica, fra cui anche quella logistica data dall’interruzione della viabilità della provinciale Sp. 42 per Stazzema. Solo un imperscrutabile destino benigno volle preservare la frazione di Mulina dalle possibili tragedie causate dalla perdita di vite umane e dalle devastazioni abitative. Oggi, a distanza di 23 anni, Mulina è il paese su cui – a nostro parere – incombe il rischio idrogeologico maggiore del territorio comunale di Stazzema. E’ la frazione più a rischio. Ma riandando a quella giornata di 23 anni fa, di cui nella commemorazione annuale dell’alluvione non si vede un piccolo segno di memoria, ricordiamo che la mattina l’acqua straripata a seguito di una frana del Canale delle Rave e che determinò l’evacuazione della famiglia di Angelo Leonardi in località Il Bacco, rientrò fortunatamente per gran parte nell’alveo e solo un piccolo torrentello continuò la corsa fino alle case del Ceppo di Carbonaia e poi prese a scorrere lungo la via provinciale, tanto che alla porta della Casa del Lencio Meo furono messi dei sacchetti di rena per impedire che l’acqua penetrasse dalla porta e allagasse il piano della casa che è a livello sottostrada. Medesimamente nel pomeriggio la benignità del caso si ripettette l’acqua tracimata del Canale di Picignana a causa della frana della Castellina, fu deviata da una barriera che si determinò dopo che un tratto di guardrail strappato dalla furia delle acque si dispose di traverso al piano stradale. Fortuna volle che così disposto consenti la formazione di una vera e propria barriera fatta con la risulta di frana e con gli alberi sradicati Il provvido sbarramento creatosi deviò l’acqua del Fosso di Picignana verso la Falegnameria Bottari e nell’alveo sottostante. Senza questa fortunosa interdizione di materiale le abitazioni di Culerchia avrebbero corso seri rischi di essere inondate dalle acque . Se per avere una doverosa memoria della strage nazifascista sono occorsi anni di impegno dopo 47 anni di totale silenzio, vorremmo che questo scritto sensibilizzasse i nuovi amministratori di Stazzema, di maggioranza e di minoranza, a far sì che il prossimo anno nel programma commemorativo dell’alluvione si prevedesse un momento simbolico per significare la memoria dell’alluvione anche per quanto riguarda la valle del Torrente Mulina. Per esempio far partire dal Ponte di Picignana quattro teofori rappresentanti le frazioni di Farnocchia, di Pomezzana, di Stazzema e di Mulina e farli incontrare a Pontestazzemese con quelli della staffetta che risalgono il fiume Versilia.

Giuseppe Vezzoni

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