L’ultimo giorno di scuola, da contratto, è uno dei momenti più belli, divertenti, emozionanti di tutto l’anno.
Si vive l’anno scolastico nell’attesa dell’ultimo giorno, l’ultima campanella, l’ultima corsa fuori dalla porta.
Quest’anno ci è toccato un ultimo giorno di scuola strano, quasi scomodo.
Ho finito la scuola da tempo ma ricordo con affetto i miei ultimi giorni, per questo so il dispiacere e immagino lo sconforto di salutare compagni e insegnanti attraverso un monitor.
Ho vissuto con voi, con i vostri genitori e i vostri insegnanti, i giorni difficili della quarantena.
Ho assistito agli sforzi eccezionali che avete compiuto voi, bambini e giovani studenti strappati alle abitudini di sempre, così indispensabili per la vostra individualità e la vostra crescita, le vostre famiglie, divise tra lavoro, sacrifici, preoccupazioni inevitabili e la riscoperta di argomenti di matematica e grammatica forse dimenticati, e gli insegnanti, che, talvolta anche senza i giusti strumenti, sono riusciti nonostante tutto a portare avanti i programmi, ad essere punti di riferimento, a esserci per voi come ci sono in aula.

Ci avete restituito il senso vero e pieno di “fare comunità”, di ricreare quel villaggio che serve per crescere i giovani.
Vi siete rimboccati le maniche e avete stretto i denti, pagando un prezzo altissimo in termini di rapporti, socialità, scambi.

Vi auguro un ultimo giorno di scuola che sia più l’inizio di un nuovo cammino che la fine di un percorso.
Vi auguro un’estate felice e un rientro a scuola in grande stile.
Ovviamente ci rivediamo a settembre, con la sicurezza, la bellezza, le opportunità e l’entusiasmo che meritate.
Tutti, studenti, genitori, insegnanti e personale scolastico.

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