Alta Via dei Pastori: un percorso di trekking, amicizia, passione

Alta Via dei Pastori: un percorso di trekking, amicizia, passione

Alta Via dei Pastori: un percorso di trekking, amicizia, passione

Ci sono strade che si percorrono con le scarpe da ginnastica ai piedi, ma ci sono anche percorsi più complessi, fatti di passione, di impegno e di una grande amicizia. È il caso dell’Alta Via dei Pastori, il lungo percorso di trekking che dal paese di San Cassiano di Controne, nel comune di Bagni di Lucca, si inerpica lungo gli affascinanti sentieri del Prato Fiorito. È una storia così bella che merita di essere raccontata, così come merita, almeno una volta, di percorrere quella strada.

Sono di parte, lo so, perché io in questi posti ci sono cresciuta, ho visto l’abbandono a cui purtroppo stava andando incontro il nostro territorio e adesso vedere la sua rinascita mi riempie il cuore di gioia e di orgoglio. Vi accompagno così in questo viaggio virtuale, spiegandovi la storia dell’Alta Via dei Pastori, completamente ripulita e tracciata dai membri del Gruppo Trekking Pegaso di Bagni di Lucca in accordo con il Cai di Castelnuovo. Partiremo da San Cassiano, un piccolo paesino ricco di sorprese per arrivare sulla vetta del Prato Fiorito, dalla quale ci fermeremo a riposare ammirando il mare all’orizzonte.

Come nasce l’idea dell’Alta Via dei Pastori

Ho la fortuna di conoscere il coordinatore del progetto di ripulitura del sentiero Alta Via dei Pastori, nonché membro storico del Gruppo Trekking Pegaso. Si tratta di Aldo Lanini che, oltre a essersi impegnato anima e corpo per riaprire questa vecchia via di accesso al Prato Fiorito, mi ha gentilmente concesso un po’ di tempo per parlare e per illustrarmi i dettagli del loro lavoro.

I sentieri che dal paese di San Cassiano raggiungevano il Prato Fiorito erano utilizzati sin dall’antichità per raggiungere i pascoli, i castagneti e i boschi situati sulla montagna. Con l’abbandono dell’agricoltura e dell’allevamento, purtroppo, nel corso degli anni sono stati via via abbandonati. Il Prato Fiorito, tra l’altro è raggiungibile comodamente in auto attraverso la strada di Foce al Lago, cosa che ha ancora di più accelerato il processo di degrado delle vie alternative.

I partecipanti del Gruppo Trekking Pegaso, profondi conoscitori e amanti delle nostre montagne, hanno con entusiasmo abbracciato l’idea di riscoprire e ripulire le strade che i nostri antenati avevano con fatica tracciato. Era solo dicembre, mi ha raccontato Aldo, quando parlando con alcuni componenti del Cai di Castelnuovo, saltò fuori l’idea di tracciare un percorso ad anello intorno al Prato Fiorito. Da lì è partito un iter che è stato velocissimo: prima di tutto la richiesta di autorizzazione al Comune e l’approvazione della Società dei Beni di San Cassiano, già Comunali, associazione che possiede buona parte dei possedimenti situati sul Prato Fiorito.

La parte pratica di ripulitura dei sentieri

C’è stata poi l’organizzazione della parte operativa. Una fase faticosa, a cui però tutti hanno partecipato con grande impegno. È stato bellissimo, anche per chi purtroppo non poteva partecipare attivamente, seguire le imprese del Gruppo Trekking Pegaso attraverso le numerose foto postate sui social. Vedere tante persone, tra cui moltissimi giovani, unite da un grande entusiasmo, impegnarsi per il bene dei nostri territori ci dà tanta speranza per il futuro. Così, decespugliatore in spalla, con motoseghe, falci e voglia di fare hanno iniziato una progressiva sgrossatura e ripulitura dei sentieri, un pezzo alla volta, riportando alla luce non solo un percorso nella montagna, ma anche ricordi e testimonianze storiche di un’epoca a cui tutti dobbiamo essere grati. Perché è stata la fatica dei nostri nonni, che ogni giorno percorrevano instancabili quelle strade per andare a vendere il formaggio o un sacco di castagne, che ci ha permesso di arrivare dove siamo oggi, a goderci una vita tutto sommato agiata.

Per completare l’opera, hanno poi apposto la segnaletica completa, preparata in particolare da Vezio Masotti, volontario del Cai: 200 segnali bianchi e rossi, 60 paline e 7 cartelli con freccia indicativa rendono ben identificabile e percorribile il sentiero.

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La fatica è finalmente premiata: l’inaugurazione dell’Alta Via dei Pastori e il primo trekking ufficiale

Nelle parole di Aldo traspare tutto il suo entusiasmo, mentre mi racconta questa storia fino al giorno tanto atteso: l’inaugurazione ufficiale, che si è tenuta il 04 maggio 2019 a San Cassiano. Alla presenza delle autorità, dei rappresentanti del Gruppo Trekking Pegaso e di un gran numero di persone accorse sfidando il maltempo, è stato presentato il progetto, con la definitiva apertura del sentiero.

Il giorno successivo, il 05 maggio, si è svolto il primo trekking ufficiale dell’Alta Via dei Pastori, inserito anche nel calendario del Cai, coronato addirittura da una bella nevicata che ha imbiancato la cima del Prato Fiorito. Dopo tutta la fatica fatta, i partecipanti non si sono certo lasciati scoraggiare e hanno percorso tutta la strada con gli occhi carichi di meraviglia e di orgoglio.

È giusto premiare questa incredibile forza di volontà, andando a visitare sia il paese di San Cassiano che i bellissimi sentieri che attorniano il Prato Fiorito. Vi assicuro che ne rimarrete affascinati.

Partenza e arrivo del percorso Alta Via dei Pastori: San Cassiano di Controne e il Prato Fiorito

Il percorso dell’Alta Via dei Pastori parte da San Cassiano di Controne, un paese ricco di sorprese. Non tutti sanno che la Pieve di San Cassiano è stata la prima Vicaria del Regno di Lucca, e i primi documenti attestanti la sua esistenza sono datati intorno al 722. Sicuramente si tratta di una chiesa costruita come ampliamento di una struttura preesistente, che conserva opere artistiche dal valore inestimabile. Al suo interno è possibile ammirare un crocifisso ligneo, attribuito a Francesco di Valdambrino. Nei pressi della chiesa è stato allestito un piccolo museo permanente che contiene le opere dal valore artistico maggiore, tra cui un altro bellissimo gruppo ligneo che rappresenta San Martino a cavallo, attribuibile a Jacopo della Quercia.

Ma quello che vi lascerà davvero a bocca aperta è la natura e il paesaggio che incontrerete inerpicandovi lungo gli stretti sentieri sulle pendici del Prato Fiorito. Questa montagna presenta una grande varietà di ambienti naturali completamente diversi tra loro. Si passa dai castagneti, vero patrimonio che fornì sostentamento ai nostri antenati nei tempi di povertà, ai pascoli sulla vetta, libera dagli alberi. In primavera, lo spettacolo della fioritura delle giunchiglie è sensazionale.

Il percorso ad anello dell’Alta Via dei Pastori si ricollega ad altri sentieri indubbiamente interessanti da percorrere. Chi abbia ancora tanta voglia di camminare, ad esempio, con un breve deviazione può raggiungere Foce al Lago, da qui Albereta e il sentiero Cai per Fontana a Troghi. Ne parleremo magari in un’altra avventura.

Consigli e suggerimenti per la sicurezza durante il trekking

Prima di mettersi lo zaino alla spalle e partire alla scoperta di questi luoghi così incantevoli, vi do le ultime indicazioni che Aldo mi ha gentilmente rilasciato. I percorsi di trekking devono, infatti, essere prima di tutto divertimento. Vanno quindi affrontati in sicurezza, con la giusta attrezzatura, con il giusto allenamento e con la consapevolezza del percorso che andremo a seguire.

Il trekking Alta Via dei Pastori si sviluppa per 9 km con un dislivello di 800 metri. Facile capire che non può essere affrontato per intero senza essere abituati a fare lunghe passeggiate. Si consiglia di munirsi di scarponi da trekking di buona qualità, pantaloni lunghi e uno zaino con acqua, qualcosa da mangiare nel caso prendesse fame e protezione solare. Vi consiglio, infine, di avere la macchina fotografica sempre a portata di mano, per immortalare le emozioni e la bellezza di un paesaggio così unico.

Traccia sentiero

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