Il termine latino dell’aloe selvatica è Aloe Ferox. Spesso questa pianta viene confusa con l’agave e, per tale motivo, si pensa comunemente che appartenga alla famiglia delle cactacee, mentre invece appartiene a quella delle liliacee.

Aloe Ferox
L’Aloe Ferox cresce nella regione vergine ed idilliaca del Capo, in Sud Africa. E’ molto robusta e la sua altezza varia dai 2 ai cinque metri nelle piante più vecchie. Le sue foglie, molto carnose, hanno una tendenza di colore che va dal verde al grigio – verde, con spine di colore più scuro rispetto alla foglia. Presenta infiorescenze erette, con 5-12 fiori rosa – corallo disposti in verticale su un unico stelo. Generalmente confusa con altre specie ( A. Marlothii, A. Spectabilis), fiorisce da maggio ad agosto (nelle zone più settentrionali, invece, da settembre a novembre). è anch’essa originaria dell’Africa meridionale e in particolar modo è diffusa nelle zone aride della provincia del Capo (est ed ovest), nel sud del kwaZulu-Natal e in alcune zone del sud-ovest del Lesotho.


I principi attivi dell’Aloe ferox

Il succo d’aloe contiene più di 200 sostanze diverse, per esempio:

 antrachinoni, tra cui aloina e emodina;
 aminoacidi, molti dei quali sono essenziali per l’uomo. Il nostro corpo non li può fabbricare da solo e deve trovarli nell’alimentazione;
 saccaridi come il prezioso acido uronico;
 enzimi come amilase e la lipase che aiutano la digestione ed enzimi più rari come la bradichinase;
 vitamine come la vit.E sottoforma naturale, che il corpo assorbe con facilità;
 minerali ed oligoelementi come il calcio e il ferro;
polisaccaridi, come l’acemannano composto da una moltitudine di molecole;
 altre sostanze come l’acido acetilsalicilico o il betasitosterolo.

Contrariamente all’Aloe vera l’Aloe ferox ha un contenuto molto elevato di calcio e aminoacidi. Il succo giallastro che dà all’Aloe ferox il nome di aloe amara, contiene tre diversi altri elementi, la nota aloina e l’emodina di aloe. Il contenuto di succo amaro può variare da un 13 a un 30%. Si è constatato che le aloe più ricche di spine contengono una maggior quantità di succo amaro.
calcio e aminoacidi

L’aloina chiamata anche barbaloina dal momento che si trova anche nell’Aloe barbadensis, è in effetti un C-glucoside dell’emodina dell’aloe, cioè uno zucchero dell’emodina dell’aloe. I chimici l’hanno descritta come un misto di due diasteromeri che sarebbero l’aloina A e l’aloina B. Il succo amaro bruno-giallastro dell’aloe è un lassativo molto efficace.
L’effetto lassativo non viene dall’aloina ma dalla presenza dell’emodina di aloe, che non contiene zuccheri. L’aloina di per sé sarebbe leggermente lassativa, ma nella flora intestinale dell’uomo, l’aloina viene trasformata in emodina (antrone). Il succo amaro possiede comunque un effetto lassativo. Come pure delle quantità infinitesimali di succo amaro si rivelano efficaci anche in caso di certe forme di artrite e affezioni reumatiche. Le ricerche relative a queste terapie sono ancora però all’inizio.


Gli effetti terapeutici

aloe-vera-extractLa maggior parte degli effetti terapeutici dell’aloe derivano dal suo contenuto in polisaccaridi, cioè in glucidi lunghi che possono essere suddivisi in mucopolisaccaridi e omopolisaccaridi. Questi polisaccaridi complessi sono composti da monosaccaridi, cioè da numerosi elementi più piccoli: i cosiddetti glucidi semplici. Questi elementi più piccoli possono essere identici (per esempio l’acemannano, che è composto unicamente da elementi di mannosio) o diversi. Esempi di polisaccaridi d’Aloe ferox sono: ramnosio, l’arabinosio, lo xilosio, l’acemannano, il galattosio, il glucosio con l’acido glucoronico e l’acido galatturonico.

Le macromolecole arabinogalactano, ramnogalacturomano e il glucomannoglicano sono responsabili della consistenza vischiosa della foglia. Dietro a questi nomi complicati si nasconde un gruppo di sostanze vegetali oggetto da molto tempo di intense ricerche scientifiche. I polisaccaridi influenzano in effetti il sistema immunitario non specifico dell’uomo, aumentandone le difese contro germi patogeni (cioè portatori di malattie). In una foglia d’aloe si possono trovare anche emicellulose non idrosolubili, xilano e xiloglucano, presenti anche in molte altre piante. Oltre ai polisaccaridi, il gel, il succo e il succo amaro contengono un buon numero di altre sostanze bioattive, delle quali non è conosciuto il funzionamento terapeutico.

Il succo d’aloe trasparente, che viene dall’interno della foglia e che ha la consistenza di un gel, contiene preziosi polisaccaridi idrosolubili, che per questo si trovano all’interno delle foglie dove il contenuto in acqua è elevato.

Le foglie di tutte le specie d’aloe mostrano pressa poco la stessa forma fisica:

 un’epidermide, più o meno spessa (strato superiore);
 l’interno, gelatinoso.

L’aloe secerne due diversi succhi:

 un succo amaro, giallastro e vischioso;
 un succo trasparente, verdastro e gelatinoso.

Nel corso di diversi secoli l’aloe d’Africa ha fornito materia prima ai medici di questo immenso continente per la preparazione dei loro medicamenti e, ancora oggi, gli Africani hanno fiducia nei rimedi della medicina tradizionale. Si suppone che ben 2/3 della popolazione africana non utilizzi la medicina moderna, troppo costosa e praticata in studi medici spesso troppo lontani dalle abitazioni. Anche la popolazione delle città e le persone ben istruite, che hanno magari studiato in università europee, seguono i consigli di un medico moderno ma preferiscono affiancarli con la terapia tradizionale. Alcune specie d’aloe sono velenose e vengono utilizzate come curaro e esche da caccia. Diverse specie di aloe sono servite e servono tutt’oggi per curare piaghe e ustioni e altre malattie oggetto anche ai nostri giorni di ricerche scientifiche.

Gli effetti terapeutici provengono da una tradizione culturale etno-medica, dall’esperienza degli utilizzatori moderni e da diversi esperimenti scientifici effettuati in Giappone in America e in Africa del Sud.

  • Per i trattamenti complementari di tutti i tipi d’ustioni, colpi di sole inclusi.
  • Per accelerare la guarigione di piaghe, in caso di ferite e operazioni.
  • Per il trattamento complementare di dolori articolari, di reumatismi e certe forme d’artrite.
  • Per il trattamento complementare di certe forme allergiche e in caso di eczemi e psoriasi (ancora in discussione!).
  • Per attenuare le infiammazioni gengivali e delle mucose orali.
  • Per rallentare l’invecchiamento delle cellule e proteggere dai radicali liberi. Per rigenerare e fortificare globalmente, come elisir di lunga vita.
  • Per abbellire la pelle rallentandone l’invecchiamento.
  • Per aumentare le difese immunitarie non specifiche.
  • Per diminuire la sensibilità alle infezioni soprattutto utilizzando come complemento della vitamina C naturale come quella contenuta nell’acerola o nella Rosa canina.
  • Per combattere il diabete mellito.

A cura di Vittorio Salotti

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