Non mi voglio rivolgere all’1% delle persone che hanno criticato Jovanotti che sono attivisti, ambientalisti, quelli che ci credono da anni e si battono per l’ambiente da anni. – ha dichiarato – Mi voglio rivolgere al rimanente 99%, a quelle persone che si sono messe a criticare #Jovanotti solamente per moda. Perché oggi funziona così, nel 2022, si parte con una shitstorm senza sapere neanche di cosa si stia parlando, ma solo perché è un trend”: con queste parole Francesco #Facchinetti è intervenuto, attraverso un video diffuso su TikToK, a difesa del #JovaBeachTour.
Il conduttore televisivo e dj non si è limitato a questo e a un certo punto nel calderone ha buttato dentro una serie di tematiche, che nulla hanno a che fare con i danni ambientali causati dal tour musicale.
“Voi negli ultimi vent’anni, mentre l’Italia sbagliava qualsiasi politica energetica e qualsiasi politica che riguardava l’ambiente, dove eravate? Mentre l’Italia si trasformava in un Paese non autosufficiente, energicamente parlando, voi dove eravate? – ha proseguito – Lo sapete che dopo la guerra in Ucraina abbiamo dovuto riaccendere le centrali a carbone in Italia? Nel 2022 le centrali a carbone perché siamo delle capre, perché abbiamo reso questo Paese un Paese non autosufficiente. Dove eravate mentre spegnevano tutte le centrali atomiche in Italia, mentre siamo circondati da centrali atomiche?”
Un’accozzaglia di argomenti, trattati con superficialità e un’evidente scarsa dimestichezza, come sottolineato anche da Enzo Di Salvatore, docente di Diritto costituzionale presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Teramo e co-fondatore del coordinamento nazionale No Triv.
Caro Francesco Facchinetti, il tuo diritto di difendere Jovanotti è sacrosanto, ma sarebbe stato meglio evitare di parlare di argomenti che evidentemente ignori. E allo stesso modo a noi e al resto dei cittadini e associazioni dovrebbe essere concesso il diritto di difendere l’ambiente ❗️
E no, non si tratta di semplice moda. Esistono associazioni, movimenti e volontari che fanno della tutela degli ecosistemi una battaglia giornaliera, scontrandosi con l’inciviltà e l’indifferenza delle istituzioni. Chi pensa che criticare un evento come il Jova Beach Party significa avercela direttamente con Jovanotti probabilmente non ha compreso il punto delle polemiche. Se il tour musicale si è rivelato un boomerang, un motivo ci sarà. Il problema è stato aver spacciato un evento che non ha nulla di sostenibile per un’iniziativa #ecofriendly.
Ma come può essere definito sostenibile un evento che si svolge in aree in cui vivono anche specie selvatiche a rischio, fra cui l’iconico #fratino? Tra l’altro per ogni tappa viene costruito una sorta di villaggio dalle dimensioni di tre campi da calcio, che può arrivare a ospitare fino a 60.000 persone (e ha anche un impatto sociale non indifferente). Non a caso la Procura di #Lucca ha deciso proprio in questi giorni un’inchiesta per danni ambientali.
Se vogliamo guardare con ingenuità (e un pizzico di ipocrisia) al tour di Jovanotti, potremmo dire che è un evento che porta una ventata di festa e allegria. Ma noi preferiamo di gran lunga l’onestà e dire le cose come stanno: all’#ambiente tutto ciò non Jova. Ora chiamateci pure #econazisti o modaioli o come meglio preferite…
Per sapenre di più: https://bit.ly/3KluacL

 

fonte

GreenMe 

 

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