Alla Britsh Columbia nasce la prima cella solare biogenica

di Claudio Vastano

Pochi giorni fa, i ricercatori della British Columbia University hanno reso noto di aver progettata e
realizzata una cella fotovoltaica composta da elementi biologici derivati dall’ingegnera genetica.
Nello specifico, grazie alla manipolazione del DNA i ricercatori hanno “costretto” le cellule di un
comune batterio –l’Escherichia coli- a secernere grandi quantità di un pigmento fotoattivo, il
licopene.
Una volta ottenuto questo risultato, le cellule sono state ricoperte da un sottilissimo strato di
nanoparticelle di ossido di titanio (un semiconduttore), e distese su una superficie di vetro. L’unità
solare così ottenuta è riuscita a sviluppare una corrente pari a 0,6 milliampere per centimetro
quadrato.
“Abbiamo registrato la più alta densità di corrente per una cella solare biogenica. Questi materiali
ibridi che stiamo sviluppando possono essere fabbricati in modo economico e sostenibile e, con una
sufficiente ottimizzazione, potrebbero funzionare con efficienze comparabili a quelle delle celle
solari convenzionali” ha dichiarato Vikramaditya Yadav del dipartimento d’ingegneria chimica e
biologica dell’università British Columbia.
I test preliminari indicano inoltre che, a differenza delle normali unità fotovoltaiche, le celle solari
biogeniche sono in grado di funzionare anche in condizioni di scarso irraggiamento solare.

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