Al via i saldi invernali, tra acquisti impulsivi e occasioni

La stagione degli sconti partirà in Basilicata e in Sicilia, poi in tutte le altre regioni. Il budget medio di ogni italiano sarà di 150 euro per un giro d’affari superiore ai 4 miliardi di euro

saldi invernali
Saldi

AGI – Sicilia e Basilicata danno il via domani ai saldi invernali, il 3 gennaio la Valle d’Aosta mentre tutte le altre Regioni partiranno mercoledì 5 gennaio. Anche quest’anno lo shopping dei saldi interessa oltre 15 milioni di famiglie e ogni persona spenderà circa 119 euro, per un giro di affari di 4,2 miliardi di euro: sono questi, secondo le stime dell’Ufficio Studi Confcommercio, i numeri dei saldi invernali.

“Dopo i segnali di ripresa registrati in stagione – commenta Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio – nonostante le molte preoccupazioni per il Covid-19, gli ineludibili incrementi dei prezzi fanno di questi saldi una importante risposta degli operatori commerciali al contenimento dell’inflazione e un’opportunità per i consumatori a caccia dell’affare e per oltre 15 milioni di famiglie italiane desiderose di concedersi un regalo di moda e soddisfare un desiderio dopo tante restrizioni”.

“È un’eccezionale occasione anche per consolidare lo shopping sotto casa nei negozi di prossimità – prosegue Borghi – dove fiducia, relazione, servizio, prova e consegna istantanea unitamente al prezzo di saldo fanno propendere i consumatori per un acquisto nei punti vendita delle nostre città e dei nostri centri. Le vendite di fine stagione sono sempre una straordinaria opportunità per i consumatori ma per noi commercianti servono per avere liquidità rinunciando ai margini nell’auspicio però che possano aiutare a far trovare una stabilità di cui tutti abbiamo bisogno”.

Il decalogo per i saldi

  • Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
  • Prova dei capi: non c’è obbligo. è rimesso alla discrezionalità del negoziante.
  • Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e vanno favoriti i pagamenti cashless
  • Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.
  • Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.
  • Rispetto delle distanze: occorre mantenere la distanza di un metro tra i clienti in attesa di entrata e all’interno del negozio.
  • Disinfezione delle mani: obbligo di igienizzazione delle mani con soluzioni alcoliche prima di toccare i prodotti.
  • Mascherine: obbligo di indossare la mascherina fuori dal negozio, in store e anche in camerino durante la prova dei capi
  • Modifiche e/o adattamenti sartoriali: sono a carico del cliente, salvo diversa pattuizione;
  • Numero massimo di clienti in store: obbligo di esposizione in vetrina di un cartello che riporti il numero massimo di clienti ammessi nei negozi contemporaneamente Confcommercio segnala, inoltre, le varie iniziative promosse sull’intero territorio nazionale da Federazione Moda Italia, come “Saldi Chiari e Sicuri”, “Saldi Trasparenti”, “Saldi Tranquilli”.

Il parere di Carpisa, Yamamay e Jaked

L’impatto delle restrizioni anti-Covid sarà “sicuramente meno drammatico” con le nuove regole sulla quarantena ma bisogna stare attenti alla ‘scurè dell’inflazione. è fiducioso Gianluigi Cimmino, CEO di Pianoforte Holding, che controlla i marchi Carpisa, Yamamay e Jaked, in vista dell’apertura della stagione dei saldi invernali.

“Dicembre – spiega all’AGI – è andato molto bene anche rispetto al 2019, e nonostante ci sia stato il 30% in meno di flussi” dovuti alla pandemia e “abbiamo visto le vendite salire del 12%”. “Temo molto invece – aggiunge – l’inflazione e la spirale di nuovi aumenti, rispetto a questa ondata di casi. Ancora non ci siamo resi conto dei rincari che presto arriveranno a causa delle materie prime e del costo dell’energia che è più che raddoppiato”.

Secondo Cimmino, “dovremmo ragionare e a prepararci”. E aggiunge: “Sono tornato da poco negli Stati Unti: ho visto dei prezzi lievitati in modo incredibile, e anche lì la ripresa dei consumi c’era anche se non fortissima”. Dopo Natale, insomma, e in vista dei rincari “arriva la parte più difficile”.

“Se si interverrà in tempo sull’aumento dei costi, la ripresa non si fermerà. Altrimenti, l’impennata dei prezzi renderà prudente qualsiasi consumatore. L’inflazione reale non è ancora partita, dobbiamo fare attenzione”. Chi ora, con la pandemia, esce per fare acquisti, secondo Cimmino” “ha voglia di spendere. Noto – sottolinea – più decisionismo, più fiducia, è chiaro che i flussi sono sempre ridotti ed infatti dobbiamo imparare a convivere con questa nuova realtà. Ma se alle difficoltà che abbiamo ora, arriva l’ennesima stangata, allora sarà difficile poter ripartire”.

“I saldi sono sempre il riflesso del Natale. È andata meglio di quanto si potesse pensare, andranno bene anche loro grazie anche alle nuove regole sulle quarantene”: Fabio Pampani, ceo di Douglas Sud Europa (e dal 2017 ceo di Douglas Italia) è ottimista sulla nuova stagione degli sconti che andranno meglio del previsto, a suo giudizio, anche se sempre “qualche punto percentuale in meno rispetto al 2019”, fino al 5%. “Il flusso di shopping nelle nostre profumerie – spiega all’AGI – è cambiato. Entrano meno persone, ma spendono di più. Il vero punto negativo è rappresentato dal fortissimo calo delle presenze degli stranieri”.

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