Sabato 2 marzo, alle ore 21:15, al Teatro Comunale “Idelfonso Nieri” di Ponte a Moriano prenderà il via la quinta edizione del Festival Regionale “Il ToscaNello”.

 

 

 

 

 

 

Un inizio caratterizzato dall’effervescenza delle trame tipiche della Commedia dell’Arte.
La Compagnia G.A.D. Città di Pistoia presenterà “Francesco Andreini, pistoriense e la Compagnia de I Comici Gelosi – ovver commedia in discorsi e fatti a dir poco noti versi ed accomodate sguerguenze che ci portonno via orsù tempo e intelletto” due atti di Enrico Melosi.

Lo spettacolo narra le vicende di una Compagnia di comici erranti, i Comici Gelosi, e del loro regista, Francesco Andreini, tra quotidianità di attori in erba e vissuti, vecchie attrici, litigi, gelosie, rancori e forse amori.
Un giorno la Compagnia riceve una lettera dai Medici di Firenze che richiedono una loro recita in occasione di un principesco matrimonio a Palazzo Pitti; è l’occasione di tutta una vita per Francesco Andreini…

Ma chi è stato Francesco Andreini?

Nato a Pistoia dalla nobile e agiatissima famiglia Cerracchi Dal Gallo, vissuto tra il ‘500 e il ‘600, creatore e fondatore de “La Compagnia dei Comici Gelosi”, con la quale ha girato le più grandi e lontane piazze di tutta l’Europa, lasciò con i suoi scritti e le testimonianze dell’epoca un ricordo imperituro della sua attività artistica e imprenditoriale a cui continuano a rivolgere la loro attenzione studiosi e ricercatori della Commedia dell’Arte.

L’Andreini, nella cui compagnia per la prima volta nel Teatro Italiano recitavano anche le donne, inventò il personaggio di Capitano Spavento da Valle Inferna, che divenne presto una vera e propria maschera della Commedia dell’Arte, con la quale rallegrava spettatori, e più tardi lettori, con azioni fantasiose, narrazioni disavventure o bravure iperboliche e stravaganti.

Gli fu degna compagna di vita e d’arte la moglie, Isabella Andreini nata Canali, da Padova, primattrice, affascinante pure nella danza e nel canto, ammirata da grandi sovrani e principi, esaltata dal Chiabrera, dal Marino e dal Tasso, che più volte le affidò la pastorale amorosa Aminta, che Isabella recitò con enorme successo nei ruoli maschili e femminili.

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