Al Mediceo come al Metropolitan”: il progetto si è chiuso ieri. Bilanci e prospettive

Cento studenti sulle orme di Picasso, Pollock e Bansky. Un mese intero di arti visive, musica, poesia, street art nei luoghi della cultura – Palazzo Mediceo e le Scuderie Granducali – ma anche nelle piazze e fra la gente. Ragazzi, genitori, insegnanti e pubblico fianco a fianco nell’esplorazione di nuove forme espressive e di relazione.

Bilancio più che soddisfacente ed ottime prospettive per “Al Mediceo come al Metropolitan”, progetto della Fondazione Terre Medicee sposato per il terzo anno dall’Istituto Comprensivo di Seravezza. L’evento si è chiuso ieri, ultimo giorno di visita alla mostra allestita al piano nobile di Palazzo Mediceo. Un successo su tutti i fronti: di partecipazione da parte degli studenti, di qualità delle loro performance, di interesse suscitato nel pubblico. «Siamo già pronti a sederci al tavolo per discutere con la scuola come organizzare l’edizione numero quattro, quella del 2020, anno in cui cade fra l’altro una ricorrenza molto significativa per il mondo dell’educazione scolastica: il centenario della nascita di Gianni Rodari», annuncia il vicepresidente della Fondazione Terre Medicee Giacomo Genovesi.

 

 

 

 

 

 

“Al Mediceo come al Metropolitan” è sostenuto dal Comune di Seravezza attraverso l’assessorato alla promozione e valorizzazione del territorio e i settori pubblica istruzione e politiche giovanili. Quest’anno si è articolato in un’ampia mostra a Palazzo Mediceo affiancata da due esibizioni musicali, un incontro fra gli studenti e l’artista americana Rachel Lee Hovnanian, un progetto che ha unito musica e poesia, la riqualificazione artistica di un piccolo spazio urbano e una performance di street art nel centro storico di Seravezza. Occasioni che hanno permesso ai ragazzi di sperimentare e di mettere in pratica gli insegnamenti tratti dallo studio di artisti certamente non ordinari quali appunto Picasso o il contemporaneo Bansky. «Un approccio libero e multidisciplinare che consideriamo importante per la crescita dei nostri ragazzi», commenta il consigliere delegato alla pubblica istruzione Riccardo Biagi. «Ringraziamo gli insegnanti Marco Valenza ed Eleonora Como e tutti i loro colleghi, oltre naturalmente al dirigente scolastico, per il gran lavoro svolto nei lunghi mesi preparatori del progetto e nell’ultima fase di realizzazione pratica. Confermiamo il massimo sostegno da parte del Comune».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come spiegano i docenti, “il progetto unisce l’arte figurativa e la musica, in quanto entrambe queste forme d’arte riescono a coinvolgere i ragazzi, soprattutto nelle loro manifestazioni più contemporanee. L’evento ha coinvolto quest’anno circa 100 studenti fra componenti dell’orchestra scolastica e piccoli amanti dell’arte, dai 12 ai 13 anni, oltre alle famiglie, sempre molto presenti e disponibili, insegnanti di lettere e storia, musica, canto, arte. Sia i lavori esposti a Palazzo Mediceo sia le installazioni sparse per la città sono il prodotto di un laboratorio pomeridiano fatto a scuola e iniziato a febbraio, che ha visto protagonisti circa trenta studenti. In questi incontri gli alunni hanno conosciuto artisti come Picasso, Pollock, Banksy e, ispirati dalle loro opere, hanno potuto sperimentare tecniche nuove e stimolanti. In particolare gli interventi urbani sono nati dall’analisi e dallo studio delle opere di Banksy, artista britannico che oggi tanto fa parlare e pensare. A questo si è aggiunto il rapporto con la musica, tema principale del progetto”.

“Al termine dell’evento”, concludono gli insegnanti, “dopo quattro mesi di lavoro decisamente intenso, i ragazzi ci hanno dimostrato di aver vissuto il tutto con molto interesse e la partecipazione generale è stata indice di quanto alto sia stato il nostro impegno nel realizzare un buon lavoro, per i giovani e per i luoghi in cui vivono. Saremo felici di accogliere nella nostra scuola tutti coloro che vorranno ulteriormente approfondire i contenuti del progetto, per un confronto che riteniamo sempre molto utile e talvolta costruttivo”.

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