Un punto di ritrovo elegante, raffinato. Come solo le grandi città si possono permettere. Come Bibli in quel di Trastevere a Roma o Feltrinelli o Brac a Firenze. Le tante di Milano o l’Antico Caffè San Marco a Trieste. Luoghi dove ancora si sente l’odore dei libri e magari assieme alla presentazione di un testo, si può assaporare qualcosa da mangiare e da bere.

Questo a Lucca è il Caffè Letterario, situato strategicamente a ridosso dell’impenetrabile centro storico, accessibile ormai ai soli pochissimi residenti, ma vicino alla stazione, su Viale Regina Margherita, l’unica circonvallazione della città.

Quello gestito da Talitha Ciancarella, neanche trentenne figlia di Mario, che di libri ne ha venduti per qualche decennio proprio nel centro storico di a Lucca, segue proprio la tendenza dei book bar, non luoghi a metà strada tra librerie e caffetterie, dove gustarsi solo un cappuccino sfogliando libri e riviste, ma vere librerie e veri centri di prelibatezze da bere e da mangiare. Questa tendenza, nata a New York (il Library cafè ne è il primo felicissimo esempio) rapidamente diffusa anche in Europa, prima nei paesi scandinavi, poi in Inghilterra e da lì in Italia.

Il vantaggio di questi luoghi è di poter rivivere, in una sorta di rivisitazione moderna, i nostri Caffè Letterari, pieni di cultura prima illuminista, poi risorgimentale, luoghi di nascita di correnti politiche, letterarie e pittoriche.

Nei book bar, ci si può rilassare anche da soli, passare del tempo immersi nella lettura, mentre si degustano tè, tisane e caffè accompagnati da dolci artigianali, tartine bio ed anche no! perché non è detto che essere intellettuali al bar o al ristorante si debba per forza essere alternativi!

Gli ultimi due appuntamenti che abbiamo seguito al Caffè Letterario dei Ciancarella, sono stati il successo, sabato sera (un vero pienone!) per la presentazione di un libro di medicina alternativa.

Domenica, presentazione sempre al Caffè Letterario di Lucca, delle attività e dei lavori dell’Associazione Archimede Associazione Culturale e di promozione sociale, con la sua attivissima Presidente Rita Taccola.

Quaranta attivisti, più tanti volontari, tutti tesi all’occupazione, al lavoro attivo e, soprattutto, all’integrazione di persone con disabilità psichiche, in collaborazione con l’Unità Funzionale Salute Mentale dell’USL 2 di Lucca, divisi in più settori: un Laboratorio di Musica, con un passato intensissimo e che oggi si vuol trasformare in Multimediale, con l’obbiettivo ambizioso di riciclare i vecchi computer. E poi il Filo Magico, di Tempagnano, laboratorio di arte-terapia, con l’obbiettivo del recupero della manualità,     che produce arazzi, oggetti in tessuto, dolci di stoffa, insomma in linea con la tradizione antica dei telai lucchesi, come la Tela di Penelope, con i suoi telai ed il bellissimo negozio, ricco di sete, sciarpe e tessuti strepitosi molto ricercati dai turistoi, appena al di fuori dell’Anfietatro di Lucca, così come Penelope di Lammari, capace di sfornare vestiti e kimoni che sono stati apprezzati anche in sfilate di moda tenute a Lucca.

 

 

foto 5-1

IMG_1523

 

 

 

IMG_1524

 

foto 4

 

 

foto 5

 

 

Share