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Parla il presidente provinciale di Fipe ristoratori Stefani, dopo il tragico fatto di cronaca
di pochi giorni fa in provincia di Pisa
 
Torna a prendere la parola Benedetto Stefani, presidente provinciale di Fipe ristoratori Confcommercio Lucca nonché componente della giunta nazionale della Federazione stessa, dopo la sentenza della Cassazione tributaria con la quale è stato ribadito come ai circoli privati sia consentita attività di somministrazione e bevande a due sole condizioni: che sia riservata ai propri soci e che non sia “attività prevalente” rispetto a quella istituzionale. “Le indicazioni della Cassazione verso i circoli – afferma Stefani – devono rappresentare un punto di partenza per arrivare una volta per tutte alla regolamentazione della somministrazione alimentare anche in altri settori. E mi riferisco nello specifico agli agriturismi e alle sagre, ambiti nei quali negli ultimi anni siamo stato costretti ad assistere ad un proliferare incontrollato di azioni collegate fra loro dalla concorrenza sleale nei confronti della ristorazione tradizionale”. “Il recente e drammatico fatto di cronaca avvenuto in provincia di Pisa – prosegue Stefani –, che ha visto la morte di una giovane di 24 anni dopo una cena in un agriturismo per uno shock anafilattico originato probabilmente da una intolleranza alimentare conferma tutte le nostre preoccupazioni sulla necessità di regole e controlli più stringenti anche per questo tipo di attività che svolgano ristorazione”. “Per questa ragione – insiste il presidente provinciale di Fipe ristoratori – è nostra intenzione quella di chiedere alla Asl un tavolo di confronto propedeutico a un aumento dei controlli in questo settore.  Ad oggi, su un campione di 100 controlli sul rispetto delle normative igienico sanitarie per chi lavora nella ristorazione, l’80 per cento circa avviene nei ristoranti tradizionali. E’ chiaro che questo meccanismo necessiti di una modifica urgente”. “Lo stesso – prosegue Stefani – deve valere anche per le sagre, fermo restando il fatto che delle sagre vada rivista l’essenza stessa con un ritorno a quelle che erano le loro prerogative iniziali, ovvero sia la promozione di prodotti tipici locali e non la presentazione di menù completi dall’antipasto al dolce”. “Da parte nostra – termina il presidente provinciale – non abbiamo niente in contrario a prescindere contro sagre, agriturismi o circoli;: chiediamo solo il sacrosanto rispetto del principio che a persone che svolgano lo stesso lavoro vadano garantire le medesime regole”.

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