Ad una decina di giorni dalla retrocessione del Viareggio calcio in Eccellenza viene naturale operare una riflessione sullo stato dello sport e degli impianti sportivi in città , riflessione che possa avere un costrutto oltre una fase di valutazione.

 

La perdita della serie D è stata sicuramente una cosa dolorosa per tutti gli amanti della maglia bianconera tanto più nell’anno del centenario, che non poteva essere festeggiato in maniera peggiore, tra l l’altro non disputando nemmeno una partita sul campo di casa allo stadio  “dei pini Torquato Bresciani”. Certo infatti che aver vagato tra Camaiore e Castelfiorentino per disputare le gare “casalinghe” è stato un peso non da poco sui riflessi sportivi della squadra.

 

Sul reale stato dei fatti in relazione alla situazione dello stadio perdura un buio ancora senza spiragli di luce, e la richiesta avanzata dai consiglieri Trinchese e Santini per avere delucidazioni sul merito della vicenda è ancora senza risposta nonostante siano spirati da settimane i termini per ottenere quanto in diritto. Sono stati commessi gravi errori di gestione amministrativa che hanno nel tempo fatto maturare una situazione di assoluta non gestione, con il progressivo abbandono ed incuria dello stadio a cui non si poteva realisticamente pensare di porre rimedio con interventi spot, che in effetti poi si sono rivelati insufficienti a poter far riaprire la struttura. Ovviamente fatto altrettanto grave è stata la perdita della “Coppa Carnevale” migrata a La Spezia, una ferita anche questa sportiva, culturale e d’immagine per Viareggio che nel tempo aveva costruito sull’evento una sua fama internazionale.

 

 Sbagli dell’Amministrazione certo che trovano radici in una perdurante mancanza di progettualità ed attenzione di chi ha governato la città negli ultimi anni. Ora si deve guardare a come poter velocemente riaprire la struttura e qui il quesito è d’obbligo, se cioè, visto che anche il nuovo regolamento urbanistico prevede la possibilità di interventi sullo stadio, sia il caso di prendere in seria considerazione l’affidamento dello stadio a privati che possano ridare ai Viareggini l’utilizzo dell’impianto.

 

 

Il fatto, che pone delle riflessioni, è infatti che se consideriamo come fine ultimo quello dell’utilizzo delle strutture della città e l’Amministrazione non è in grado di garantirne l’apertura, l ‘affidamento a privati è l’unica cosa che si possa pensare di fare, non dimenticando però l’Amministrazione di svolgere quel ruolo di controllo che deve sempre avere. Ma, ripetiamo, anche l’assenza della documentazione richiesta non ci permette una piena valutazione sullo stato dei fatti. Discorso non molto distante quello che riguarda la ormai ex Piscina comunale, chiusa ormai da quasi 3 anni e che vista vincere la gara d’asta dalla cooperativa di Milano il giugno scorso, ancora non vede una data minimamente certa sulla sua riapertura. In sostanza pensiamo che la logica dovrebbe essere quella di un’Amministrazione che gestisce i beni al meglio per la città, ma laddove ciò non riesce la gestione del privato a nostro avviso deve essere sempre fatta nel costante obiettivo del soddisfacimento dell’interesse pubblico. Stadio e piscina chiusa sono la dimostrazione tangibile del fallimento delle politiche amministrative della città.

Alfredo Trinchese – Lega

Massimiliano Baldini- Lega

Maria Domenica Pacchini – Lega

Alessandro Santini – Lega

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