Ad Altopascio, Consorzio, Comune, Ascit e tre associazioni in prima linea per la raccolta dei rifiuti nei corsi d’acqua: siglato protocollo e convenzioni per “Salviamo le tartarughe marine, salviamo il Mediterraneo”. Un contributo significativo alla lotta contro i cambiamenti climatici

La lotta alla plastica in mare comincia dai fiumi: e mantenere puliti e curati i corsi d’acqua è il primo passo, per salvare le tartarughe marine e il Mediterraneo. Fornendo anche un contributo significativo alla lotta contro i cambiamenti climatici.

Con questa consapevolezza, il Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord, il Comune di Altopascio, l’azienda Ascit e tre associazioni della cittadina del Tau (Natura di mezzo, Comitato di Badia Pozzeveri, Caccia pesca ambiente) hanno siglato un protocollo d’intesa

L’iniziativa si chiama appunto “Salviamo le tartarughe marine, salviamo il Mediterraneo”; nata per prevenire e combattere gli incivili che utilizzano i corsi d’acqua come discarica: e così facendo contribuiscono, non poco, a far sì che i rifiuti finiscano in mare, dove appunto i fiumi defluiscono. In virtù del protocollo e delle convenzioni, le associazioni perlustreranno ogni trenta giorni i corsi d’acqua adottati, impegnandosi anche a rimuovere direttamente (se naturalmente possibile) i rifiuti presenti. Il tutto, in stretta collaborazione, appunto, con Consorzio, Comune e Ascit.

A siglare l’accordo erano presenti il presidente del Consorzio Ismaele Ridolfi, il sindaco Sara D’Ambrosio e l’assessore all’ambiente Daniel Toci, e il presidente di Ascit Maurizio Gatti.

L’associazione Natura di mezzo sarà attiva su Gora del Mulino e Fosso Giardino; il Comitato di Badia Pozzeveri su Rio Tazzera, Rio Rapecchio e Rio Rapecchino; Caccia pesca ambiente su Rio Tassinaia e Rio Navareccia.

Ogni anno vengono riversati negli oceani 8 milioni di rifiuti plastici – ricorda il presidente del Consorzio, Ismaele Ridolfi – in questi mari si calcola che oggi ci siano 150milioni di tonnellate di plastica. Nel solo Mediterraneo, secondo le stime rese note da Legambiente, ci sono 58 rifiuti per chilometro quadrato, per il 96 per cento di plastica. In Italia, ogni 100 metri di spiaggia si trovano in media 620 rifiuti, all’80 per cento di plastica. Ecco, noi siamo convinti che la lotta alla plastica in mare inizi proprio dai fiumi: nell’ottica del principio “pensare globale, agire locale”, anche noi possiamo dare il nostro piccolo ma importante contributo, partendo da un maggior coordinamento tra tutti i soggetti che, ogni giorno, si adoperano per la sicurezza ambientale del territorio. Reputiamo molto importanti questo protocollo e queste convenzioni: che oltre ad Altopascio abbiamo già proposto anche a Capannori, e che intendiamo estendere, in stretta collaborazione col progetto “Plastic free” della Regione Toscana, anche agli altri territori della Piana; e proporre pure alle aree del comprensorio gestite da diverse aziende dei rifiuti. E proseguiremo senza indugio, fino a quando un solo sacchetto di plastica resterà sulla sponda di uno dei nostri corsi d’acqua”.

Soddisfazione è stata espressa anche dagli amministratori di Altopascio, che vedono in questo protocollo la reale possibilità di fare rete a favore dell’ambiente. “Poter contare sull’esperienza e la disponibilità del Consorzio di bonifica, sul supporto dell’amministrazione comunale e sul reale impegno di tre associazioni radicate e conosciute sul territorio, ai quali riconosceremo un rimborso spese per il lavoro effettuato – spiegano il sindaco, D’Ambrosio e l’assessore all’ambiente, Toci – è già di per sé un traguardo davvero importante per Altopascio. Siamo tutti impegnati per la nostra comunità: le tre associazioni saranno il nostro braccio operativo e ci permetteranno di mantenere ancora più pulito il nostro paese, di intervenire tanto sull’ambiente quanto sul decoro urbano e cittadino. Infine, questa attività ci consentirà anche di effettuare un monitoraggio costante della situazione e di intervenire con maggiore tempestività”.

“Siamo felici di poter contribuire a un’iniziativa come questa, che Ascit sostiene sia affiancando le parti coinvolte nel trattamento dei rifiuti raccolti che nella fornitura dei materiali necessari, come guanti e sacchetti – afferma il presidente di Ascit, Maurizio Gatti – Crediamo fortemente che, i grandi cambiamenti, passino anche dall’impegno delle realtà locali, attraverso la sensibilità e la collaborazione fra persone, enti e associazioni. Ognuno di noi può fare qualcosa. In questo senso, accogliamo con piacere l’ingresso nel progetto anche del Comune di Altopascio perché siamo convinti che, fare rete, sia il miglior modo per ottenere risultati e invertire la rotta. La lotta alla plastica e all’abbandono deve essere una missione condivisa, soprattutto a fronte di dati tanto allarmanti. Intercettare i materiali alla fonte, prima che raggiungano il mare è il primo passo per salvaguardare l’ecosistema, affiancando questo impegno alla riduzione dell’usa e getta e a campagne di sensibilizzazione volte a scoraggiare gli abbandoni”.

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