Accadde Oggi, 9 Ottobre: 768, Carlomanno e Carlo Magno incoronati Re dei Franchi

Dopo i Merovingi, che avevano fondato il reame, ecco a capo dei Franchi, popolo germanico occidentale, i Carolingi

di Daniele Vanni

Carlomanno I(Soissons, 28 giugno 751 – Salmontiaco, 4 dicembre 771) è stato re dei Franchi congiuntamente al fratello, Carlo Magno, dal 768 fino alla sua morte.

Un po’ discussa. Un po’ perché sulle morti dei poveracci, nessuno scrive. Un po’ perché sono davvero i grandi potenti della Terra che si addormentano di morte naturale…

Era il figlio maschiosecondogenito del Maggiordomo di palazzo (nella Gallia merovingia e poi in quella carolingia il maggiordomo di palazzo, detto anche signore di palazzo o maestro di palazzo (in latino maior domus, “maggior servitore della casa”),era il funzionario che sovrintendeva al palazzo reale, all’epoca vero e proprio cuore amministrativo del regno) di Neustria (tra Loira e Senna ed il Canale della Manica) e Burgundia,(valle del Rodano, fino al Reno e all’Austrasia)  poi anche di Austrasia (trai Sassoni a nord ed il Reno)ed infine re di tutti i Franchi, Pipino il Breve (che era figlio del Maggiordomo di palazzo di Austrasia ed in seguito maggiordomo di palazzo di tutti i regni dei Franchi, Carlo Martello)e della moglie Bertrada di Laon, figlia del conte Cariberto di Laon (ca. 695 -ca. 750) e di Bertrada di Colonia.

Quindi era il fratello minore di Carlo Magno. 

Nell’estate del 754, assieme al fratello maggiore Carlo, ricevette il titolo di Patrizio dei romani (cioè protettori di Roma) dal papa Stefano II e, durante la Messa a Parigi, dallo stesso Stefano II fu unto erede del regno dei Franchi, assieme a tutta la famiglia, dopo che il padre era stato unto re dei Franchi.

Nel 756 la richiesta di aiuto del papa era rivolta oltre che a Pipino e Carlo anche a Carlomanno.

Nel 762, assieme al fratello Carlo, fu al seguito del padre, Pipino, quando, entrato in Vasconia, pose l’assedio a Bituricam (l’attuale Bourges) e la conquistò, permettendo a tutti i difensori inviati da Waifer che erano stati catturati di tornare alle proprie terre, mentre Bitorica ricostruita venne occupata dai Franchi.

Nel 768 il padre Pipino si recò in Aquitania con la regina ed i due figli, Carlo e Carlomanno, per portare a termine la guerra contro il duca d’Aquitania, Waifer, che venne sconfitto catturato e ucciso.

Sempre in quello stesso anno, Carlomanno, con la madre, Berta, ed il fratello, Carlo, seguirono il re Pipino, ormai ammalato e febbricitante, che lasciata l’Aquitania ritornò a Parigi a Saint-Denis, dove constatato che la sua vita era giunta al termine, col consenso dei notabili e dei vescovi dei Franchi, divise il regno tra i figli: a Carlo, il maggiore, andarono l’Austrasia e a Carlomanno la Burgundia, la Provenza, la Gotia, l’Alsazia e L’Alemannia, mentre l’Aquitania appena conquistata la divise tra i due: Carlo ebbe l’Austrasia, gran parte della Neustria e la metà nord-occidentale dell’Aquitania (ossia il nord e l’Occidente della Francia più la bassa valle del Reno); Carlomanno ebbe la Borgogna, la Provenza, la Gotia, l’Alsazia, l’Alamagna, e la parte sud-orientale dell’Aquitania (cioè il sud e l’Oriente della Francia più l’alta valle del Reno).

Secondo il biografo di corte, il monaco Eginardo (775-840), Carlo Magno ricevette la parte del regno che era stata di suo padre, Pipino, mentre a Carlomanno toccò la parte di regno che era stata dello zio Carlomanno. Carlomanno ed il fratello, Carlo, furono unti e incoronati re nello stesso giorno di ottobre , rispettivamente a Saxonis (l’attuale Soissons) e a Noviomem (l’attuale Noyon).

Nel 769 Carlomanno sposò Gerberga, una nobile franca, che alcuni storici accreditano come figlia del re dei Longobardi, Desiderio.

Siccome sembra accertato che il fratello maggiore Carlo fosse nato prima del matrimonio dei suoi genitori, Carlomanno forse riteneva Carlo alla stregua di un illegittimo; comunque sia i due fratelli non si trovarono mai d’accordo, mentre la loro madre, Berta, vedova dal 768, continuò nella sua opera di consigliera dei figli.

Secondo alcuni storici, quando Hunaldo II d’Aquitania, nel 769, si ribellò fu affrontato in Vasconia e sconfitto dal solo Carlo Magno, poiché Carlomanno si era rifiutato di aiutarlo a domare la rivolta aquitana.

Carlomanno trascorse la fine del 769 e i primi mesi del 770, a Salocca (l’attuale Seltz), con la madre, Bertrada, che poi si recò in Italia, da dove rientrò con una delle figlie del re Desiderio, Ermengarda, per darla in moglie al figlio.

Anche in occasione di questo matrimonio, Carlomanno diede il suo sostegno al papa Stefano III, che si era preoccupato parecchio per la scelta delle alleanze di Carlo Magno.

Ma in pochi mesi però il partito longobardo a Roma prese il sopravvento, tanto che il papa inviò una lettera a Carlo dove aveva parole di elogio per il re longobardo, e Carlomanno si trovò isolato e antagonista del papa.

Comunque, fu Carlomanno a nutrire difficoltà nel mantenere la concordia col fratello e addirittura pare che avesse preso in considerazione una guerra contro Carlo.

La morte di Carlomanno, avvenne a seguito di una malattia, dopo poco più di due anni di regno, ma fu improvvisa (4 dicembre 771) e quindi assai chiacchierata, e pur avendo degli eredi, in particolare il figlio maschio maggiore, la metà del regno posseduta da Carlomanno, dopo una ristretta riunione di nobili, andò a Carlo, che fu proclamato successore del fratello per cui ebbe il potere su tutto il regno dei Franchi, senza spargimento di sangue.

Carlomanno venne inumato nella chiesa abbaziale di Saint-Remi, a Reims. Nel corso del XIII secolo il sepolcro fu trasferito a Parigi, nella Basilica di Saint-Denis.

Grazie invece ad una serie di fortunate campagne militari (compresa la conquista del Regno longobardo) Carlo divenne Magno e allargò il regno dei Franchi fino a comprendere una vasta parte dell’Europa occidentale.

Il successo di Carlo Magno nel fondare il suo impero si spiega tenendo conto di alcuni processi storici e sociali in corso da diverso tempo: nei decenni precedenti l’ascesa di Carlo le migrazioni dei popoli Germanici orientali e degli Slavi si erano fermate quasi del tutto; a occidente si era esaurita la forza espansionistica degli Arabi, anche grazie alle battaglie combattute da Carlo Martello; inoltre a causa di rivalità personali e contrasti religiosi la Spagna musulmana era divisa da lotte intestine.

L’impero resistette fin quando fu in vita il figlio di Carlo, Ludovico il Pio: fu poi diviso fra i suoi tre eredi, ma la portata delle sue riforme e la sua valenza sacrale influenzarono radicalmente tutta la vita e la politica del continente europeo nei secoli successivi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Share