accadde oggi, 9 Marzo, Napoleone Bonaparte sposa Giuseppina Beauhaenais

 

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Il 9 marzo 1796 Napoleone (Ajaccio, 15 agosto 1769 – Isola di Sant’Elena, 5 maggio 1821) sposò Giuseppina Tascher de La Pagerie, vedova Beauharnais, già moglie di un ufficiale ghigliottinato dopo la rivoluzione. Dopo soli due giorni partì per Nizza per assumere il comando dei 38.000 uomini mal equipaggiati dell’Armata d’Italia. Il generale, giunto al quartier generale il 27 marzo, diede il via a un’operazione militare che, nei piani del Direttorio, doveva essere semplicemente di «diversione», poiché l’attacco all’Austria sarebbe dovuto avvenire lungo due direttrici sul Reno.

 

Piccolo di statura, molto magro, il viso scavato, lo sguardo freddo dei grandi occhi grigioazzurro, i capelli lunghi sulle spalle e il volto “sulfureo”, il generale, cupo e spigoloso, descritto come “un matematico o un visionario”, impose la sua autorità, dimostrò la sua risolutezza, impressionò i suoi generali subordinati e predispose la rapida attuazione dei suoi ambiziosi piani di guerra.

 

Il 12 aprile 1796 cominciava la prima campagna d’Italia che avrebbe portato alla luce il genio militare e politico del generale Bonaparte il quale, nonostante l’inferiorità numerica e logistica, riuscì a sconfiggere ripetutamente le forze austriache e piemontesi. Questi successi affascinarono anche il grande compositore Ludwig van Beethoven, che inizialmente dedicò al giovane generale repubblicano la sinfonia n. 3, l'”Eroica”, ma successivamente stracciò la dedica, indignato dal fatto che Napoleone si fosse proclamato imperatore.

 

Dopo essere riuscito a sollevare il morale e lo spirito combattivo delle sue truppe, Napoleone manovrò con rapidità per disgregare e sconfiggere separatamente i due eserciti avversari; il giovane generale impiegò per la prima volta la cosiddetta “strategia della posizione centrale” e la campagna di Montenotte fu caratterizzata dalle continue vittorie dell’Armata d’Italia. Le forze austriache e piemontesi vennero battute successivamente a Cairo Montenotte, Dego, Millesimo, Cosseria; il 19 aprile 1796 sconfisse i piemontesi nella Battaglia di Mondovì, chiamata anche “Battaglia della Bicocca di San Giacomo” o “Presa di San Michele”.[50] Con l’armistizio di Cherasco, Napoleone costrinse Vittorio Amedeo III di Savoia a pesanti concessioni, ratificate con la Pace di Parigi (15 maggio), che assegnava alla Francia sia la Savoia sia la contea di Nizza. Il 10 maggio 1796 sbaragliò l’ultima difesa austriaca nella battaglia di Lodi e il 14 maggio dello stesso anno entrò a Milano.

 

« Vedevo il mondo sprofondare sotto di me come se fossi sollevato in aria. »

(Napoleone in occasione delle vittorie in Italia.)

 

 

Marie-Josèphe-Rose de Tascher de La Pagerie nacque a Les Trois-Îlets, nel territorio francese della Martinica, da Giuseppe-Gaspard di Tascher, signore della Pagerie e tenente di fanteria nella marina, e Rose-Claire des Vergers de Sanois. I Tascher erano una famiglia di proprietari terrieri e possedevano piantagioni di canna da zucchero.

Nel 1766, in seguito alle devastazioni delle loro proprietà provocate da violenti uragani, la famiglia si trovò improvvisamente in difficoltà finanziarie. Edmée, zia paterna di Giuseppina e amante del visconte di Beauharnais, stava preparando il matrimonio di sua nipote Catherine-Désirée con il figlio del visconte, Alessandro; unione che avrebbe portato evidenti benefici economici alla famiglia Tascher, mettendo i soldi dei Beauharnais nelle loro mani. Quando la dodicenne Catherine morì, il 16 ottobre 1777, nei disegni di Edmée essa fu sostituita dalla sorella maggiore Giuseppina.

 

Nell’ottobre del 1779, Giuseppina andò in Europa con suo padre e sposò Alexandre de Beauharnais (1760 – 1794) il 13 dicembre dello stesso anno a Noisy-le-Grand. Nonostante la loro unione non fosse felice ebbero due figli.

Il 2 marzo 1794, durante il periodo del Terrore, il Comitato di Salute Pubblica ordinò l’arresto di Alessandro, che fu rinchiuso nella prigione di Carmes. Considerando Giuseppina troppo vicina ai circoli finanziari contro-rivoluzionari, il Comitato ordinò il suo arresto il 19 aprile 1794. L’ordine di arresto fu pubblicato il 2 Fiorile, anno II (21 aprile 1794), e Giuseppina fu arrestata e detenuta nella prigione di Carmes fino al 10 Termidoro, anno II (28 luglio 1794). Suo marito Alessandro, accusato di non aver difeso Magonza nel 1793 e considerato un aristocratico “sospetto”, fu condannato a morte e ghigliottinato il 23 luglio 1794, insieme al fratello Augustin, in Piazza della Rivoluzione (oggi Place de la Concorde) a Parigi.

Il 27 luglio 1794 (9 Termidoro), Tallien organizzò la liberazione di Thérèse Cabarrus, e poco dopo quella di Giuseppina. Nel giugno del 1795, grazie a una nuova legge, le fu concesso di recuperare le proprietà del marito Alessandro.

Dopo la morte del marito, e prima di conoscere Napoleone, allora ancora Buonaparte (1769 – 1821), a Giuseppina vennero attribuite relazioni sentimentali con diverse figure politiche importanti, fra le quali Paul François Jean Nicolas Barras.

Incontrò il generale Napoleone Buonaparte, più giovane di lei di sei anni, nel 1795.

Nel gennaio 1796, Napoleone chiese la sua mano e i due si sposarono il 9 marzo 1796.

Fino all’incontro con Napoleone, aveva sempre usato il nome Rose, ma Napoleone iniziò a chiamarla Giuseppina,[senza fonte] che da quel momento rimase il suo nome. Subito dopo le nozze Napoleone partì per guidare l’esercito in Italia, ma non mancò di mandarle lettere d’amore per tutto il tempo della sua assenza. Lei, meno romantica, rispose più raramente.

Molte delle lettere di Napoleone a Giuseppina sono giunte sino ai nostri giorni.

 

Giuseppina, inizialmente meno innamorata di Napoleone, cominciò nel 1796 una relazione con Hippolyte Charles, un aristocratico, noto dongiovanni. Napoleone ricambiò prendendo come amante Pauline Bellisle Foures, moglie di un giovane ufficiale, che divenne nota come la “Cleopatra di Napoleone” (la relazione ebbe luogo durante la campagna d’Egitto del 1798). A dispetto delle numerose relazioni extraconiugali, del divorzio e del nuovo matrimonio, le ultime parole dell’Imperatore sull’isola di Sant’Elena furono: «Francia, l’esercito, il comando dell’esercito, Giuseppina.»

 

 

 

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Napoleone alla battaglia del Ponte di Arcole

 

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