Accadde oggi, 9 Maggio 1978: 40 anni fa, con la morte di Moro finiva davvero la Prima Repubblica!

 

Un assassinio per tantissimi, troppi versi inspiegabile, inconcepibile, tutto troppo facile e tutto troppo difficile!

 

9 maggio 1978-Moro

di Daniele Vanni

Troppi processi, troppe commissioni, inchieste, strade battute e no…40 anni senza una sostanziale verità!

Nel vero stile di tante inchieste italiane, che questa però supera tutte!

Dopo interrogatori, confessioni, dissociazioni, incredibili sconti di pene, per cui tutti i brigatisti sono usciti di galera con pene assimilabili a quelle di una violenta rapina, processi, avocazioni, coperture, servizi deviati e partecipazione di servizi e potenze straniere , camorra, banda della Magliana, IOR, Marcinkus, Palestinesi, KKB e Raf, P2, fronte della fermezza e solidarismo craxiano…Per 40 anni non si è riuscito a sapere praticamente niente, tra evocazioni di catene medianiche, Lago della Duchessa, un grandissimo Generale come Della Chiesa che si sarebbe portato a casa bobine di interrogatori “proletari” di Moro, documenti e lettere che vengono ritrovati in improbabili doppie pareti in covi scoperti e controllati al microscopio e con il raggio laser…

Insomma, la strategia per avere una verità storica…vera, cioè credibile, di mandanti, esecutori, organizzatori, fiancheggiatori, sembra ancora lontana e quindi, irraggiungibile! perché prima sembrava di saperne troppo e sembrava quasi miracolistica l’azione di questi 4…poi 6…poi 9 brigatisti che fanno fuoco con una precisione da far invidia ai killer professionisti e riescono per 55 giorni a farla franca alle ricerche dei Carabinieri di tutta la Polizia, Esercito, Finanza, servizi segreti italiani.

Poi si scopre che gli esperti ci dicono che a far fuoco in Via Fani,

già il nome di un grande educatore cattolico, fondatore di organizzazioni di cui Moro sarebbe poi stato a capo (e guardate che anche nella scelta dei nomi, tra Fani, Caetani o c’è una causalità miracolosa, direi extraterrena o una regia, terrena, ai massimi livelli mondiali, che poi non si trova nelle interviste nei libri o nelle dichiarazioni politiche, filosofiche o memorialistiche dei “protagonisti”!)

dicevamo ad operare, tra gruppi di fuoco, fiancheggiatori, ripulitori della scena del crimine, insomma presenti in Via Fani sono state almeno una ventina di persone! E tra questi, andranghetisti, che avrebbero perlomeno fornito anche le armi, terroristi tedeschi, due moto Honda killer…senza far mente locale al Bar Olivetti, in prossimità di Via Fani che si diceva chiuso, per fallimento, e invece sembra aperto quella mattina ed ha un proprietario arrestato per traffico internazionale d’armi e che ricorre anche nella Strage di Bologna, con una girandola di nomi da far venire le vertigini, con Frank Coppola, una figlia dell’ex Presidente della Repubblica, il criminologo Semerari che tra poco finirà decapitato….!!! il tutto, si sa oggi, con certezza, con le BR che erano sicuramente infiltrate, almeno dall’Arma dei Carabinieri e delle quali molto si sapeva nei loro covi toscani (Pisa e Firenze, da dove pare si monitorò il rapimento) quello dei duri di Genova o dei duri di Milano o quelli più politici di Torino…

 

Aldo Moroè stato uno dei due o tre “cavalli di razza” della “balena bianca”, la DC, che, unico caso di partito-stato al mondo, ha governato un paese per oltre mezzo secolo, fino a quel 18 gennaio 1994, una delle tante date simboliche della fine della Prima Repubblica, giorno in cui si sciolse. Ma forse la Prima Repubblica o quel che già ne restava, moriva quel giorno in Via Caetani. Il giorno della morte di Aldo Moro e di quella mattina, in cui fu fatto ritrovare il suo corpo.

Lui, il grande statista, aveva ereditato il partito omnipresente ed omnipotente di De Gasperi, di Amintore Fanfani, e, solo in seguito, di Giulio Andreotti.

Da qui, l’importanza nazionale, ma anche internazionale, del ritrovamento di quel cadavere.

Nel bagagliaio di una misera Reanault 4, rossa, in via Caetani, dove al contrario di quanto affermato dai terroristi del covo di

In pochi sanno, che è il nome dato a questa via è quello di un’antichissima famiglia pisana, di origine addirittura longobarda, che ha guidato i Pisani nella Prima Crociata!

La via si presta al gesto simbolico: è posta infatti, a metà distanza tra le sedi della stessa DC in Piazza del Gesù, e quella delle Botteghe Oscure, del PCI: quasi a significare che scompariva con Aldo Moro, non solo colui che questa distanza aveva voluto colmare con la creazione di un governo nazionale, sogno del Compromesso Storico berlingueriano, ma anche l’idea stessa di questa unità.

Che poi a me pare raggiunta, in qualche modo, per via strane e lontane da allora, nelle multiforme anime del Partito Democratico. Dove siedono (o meglio: sedevano) uno accanto all’altro, D’Alema e Renzi, Rosy Bindi e Bersani.

Per queste sue valenze e per le innumerevoli incongruenze, depistaggi, ricostruzioni discordanti o contraddittorie, mai forse si scriverà la parola fine sul Caso Moro: con il suo sequestro, la mattina del 16 marzo, ore in cui Andreotti deve ottenere la fiducia per il suo nuovo Governo.

Cruento, spietato e realizzato con una precisione tale da far invidia ai primi servizi segreti del mondo.

Quei 55 giorni di sequestro, con la farsa del “processo” da parte dei Brigatisti e “incomprensibili” divisioni fra le forze politiche.

Ma ci sono divisioni anche tra i Brigatisti, che, poi, pare a maggioranza, (dove nel covo o altrove?) decidono questo atto barbaro, le cui conseguenze segneranno la vita italiana per molti anni a venire.

Anzi: per sempre.

 

 

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Un fotografo, Gherardo Nucci, aveva scattato numerose foto in via Fani subito dopo l’agguato. Il rullino risulta consegnato all’allora pm romano Luciano Infelisi, ma non si trova più: è sparito!

A recuperare alcune copie di quelle foto, anni dopo, sono i magistrati di Perugia che indagano sull’omicidio del giornalista Mino Pecorelli, che dopo poco, quando dirà che nel prossimo numero di OP il suo settimanale, pubblicherà proprio quelle foto, verrà freddato a Prati, vicino al Vaticano.

Si tratta di un noto componente dell’Andrangheta, ma la sua presenza o la presenza di un suo sosia, non è mai stata chiarita!

 

Sparite, come tutte le foto di un fotografo ANSA, Ianni che giunse appena un quarto d’ora dopo l’eccidio, con i corpi non ancora coperti da teli, che fotografò anche un misterioso e non identificato elicottero che sorvolò subito la zona!Tre rullini che scomparvero negli archivi Ansa, mentre la casa del fotografo, la sera stessa del rapimento Moro fu messa sottosopra senza rubare niente!

Foto sparite anche quelle di un ottico dei paraggi, che nota la celebre 128 sfrecciare più volte nelle vie vicine e poi con i brigatisti a bordo che indossano le celebri divise da aviatori militari italiani che portarono anche a fare indagini un a fabbrica lucchese che allora produceva divise militari. Nelle sue foto  si vedrebbe un altro andranghetista Giustino De Vuono, vicino alla BR e poi scomparso e di cui oggi non si Sto arrivando! niente, neppure se sia in vita, dopo un condono di pena e una fuga in Paraguay.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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