Accadde oggi, 9 Giugno: 1958, muore Fido, un animale che poteva insegnare cos’è il vero amore!

 

 

Tanti, oggi, amano mostrare agli altri, magari portando in braccio un cane a cui piacerebbe tanto camminare e correre, di adorare  molto gli animali cosiddetti “da affezione”. Chissà perchè, poi, non amino, magari a tavola! tutti gli animali! Oggi direi che più che una moda, questi legami, con cani gatti o animali esotici che costringiamo a vivere nei nostri appartamenti, si presentano spesso anche come eccessi: la riprova? Amiamo i nostri animali e non quelli degli altri! E non riusciamo più a prendere da loro, le doti, ad esempio del cane Fido, il protagonista della storia di oggi, campione eccezionale per fedeltà, dedizione…e amore!

di Daniele Vanni

Fido: mai nome fu più appropriato!

Perché viene dal latino fidus, e sta a significare una persona (si: una persona!) in cui possiamo avere fiducia pienamente. Su cui possiamo fare assegnamento sicuro. Uno fidato devoto, fedele.

Noi, spesso, questo nome, lo mettiamo ai cani.

Dimenticandoci di assegnarlo a qualche cucciolo d’uomo. Che di questi tempi, dove conta solo l’interesse più sfrenato, non sarebbe male. Accorgendoci così che, naturalmente, il cane è l’unico animale così fedele al suo padrone umano, da oltrepassare spesso la fedeltà di un amico o di un parente.

Fido, di cui vogliamo parlare oggi, era nato in tempo di guerra e la guerra lo doveva lasciare orfano. Era il 1941, e dicembre, quindi inverno pieno. Quando faceva più freddo di sempre, perchè c’è attorno la morte della battaglia e perché cominciava ad esserci poco da mangiare. Anche per le persone, figuriamoci per le bestie!

Ma quello che doveva diventare il padrone di Fido, pareva mosso da altre considerazioni. Trovato questo cucciolo di Pointer inglese, neppure di razza, ma meticcio, e per di più ferito, abbandonato in un fosso, l’aveva custodito a dovere! E lo aveva riempito anche di quello che i cani pretendono insieme a qualche osso e qualche zuppa: l’amore!

Carlo Soriani, di Luco nel Mugello, operaio alle Fornaci Brunori, a Borgo S.Lorenzo, dove si fanno coltelli pregiati, se n’era innamorato subito e coccolandolo, gli aveva messo nome: Fido!

Una volta ristabilitosi, il cane si era affezionato talmente a Carlo, che ogni mattina lo accompagnava da casa, alla piazza centrale di Luco, dove Soriani avrebbe preso la corriera per Borgo San Lorenzo. Fido tornava quindi a casa, ma alla sera era di nuovo alla fermata della corriera, attendendo l’arrivo del padrone, che poi riaccompagnava a casa.

Il 30 dicembre 1943, Borgo San Lorenzo fu oggetto di un violento bombardamento alleato: anche le Fornaci Brunori furono colpite e, si sa, le bombe non fanno scelte: molti operai, perirono, e tra questi, Carlo Soriani!

La sera stessa, Fido si presentò, come al solito, puntuale, alla fermata della corriera, ma cercò inutilmente, con gli occhi e con il fiuto, il proprio amato padrone, che non sarebbe arrivato mai più.

Quante volte abbiamo tradito! O non siamo stati così costanti nell’amicizia, nell’amore…Fido no!

Perché la fedeltà, quella vera, è come la virtù: è fine a se stessa! Senza ricompense: così, senza avere un osso, un premio, una carezza, per 14 anni! oltre 5.000 volte! Fido continuò ad andare all’appuntamento con Carlo alla corriera della sera!

I sindaci ci parevano mossi, o almeno fingevano molto meglio di quelli di adesso, da sentimenti diversi e, colpito da tanta fedeltà, quello di Borgo San Lorenzo dispose che Fido venisse esentato dalla tassa sul possesso dei cani!

Non era molto, di fronte ad un comportamento eroico. Se ne accorse anche il primo cittadino, che gli confermò allora, ufficialmente, il diritto di circolare senza museruola.

Infine, di fronte alla fama del cane di cui parlava tutta la valle, gli conferì, il 9 novembre 1957, una medaglia d’oro, alla presenza di molti concittadini e della commossa vedova di Soriani. Nel medesimo anno, il Comune di Borgo San Lorenzo decise giustamente di omaggiare Fido con un monumento, collocato nella centrale Piazza Dante, ove si trova tutt’oggi. E all’inaugurazione c’era anche Fido!

Non erano i tempi di Internet, dove sembrano avere visibilità solo le storie brutte, gli scandali, le esagerazioni, le esecuzioni piene di sangue, e Fido destò l’interesse mediatico italiano: finì su Gente e Grand Hotel e apparve anche in diversi cinegiornali dell’Istituto Luce!

 

Fido morì il 9 giugno 1958. La notizia fu diffusa al pubblico dal quotidiano fiorentino La Nazione con un titolo a quattro colonne!

Il 22 giugno, La Domenica del Corriere commemorò Fido con una commovente copertina firmata da Walter Molino, che ritrasse il cane in punto di morte sul ciglio della strada, con la corriera che ogni giorno attendeva sullo sfondo!

Per permettergli di ricongiungersi finalmente con il padrone, Fido fu sepolto appena all’esterno del cimitero comunale di Luco, ove riposavano le spoglie di Carlo Soriani.

Io, se fossi stato il sindaco, lo avrei fatto sicuramente entrare dentro!

 

Piazza_Dante_e_Monumento_a_Fido

 

 

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