8 settembre SORDI3

 

Accadde Oggi, 8 Settembre 1943, l’Armistizio italiano nella Seconda Guerra Mondiale

 

8 Settembre: tutti a casa! No! La guerra continua, ha detto Badoglio!

Forse per scrivere la storia di Casa Savoia ci vorrebbe una penna siciliana come quella di Pirandello!

 

di Daniele Vanni

 

Per parlare dello sbandamento dell’Italia (da cui, per certi versi, questa Nazione non si è più ripresa! Nemmeno oggi ad oltre 70 ani di distanza!) dopo la data dell’Armistizio, non c’è miglior cosa che il film di Comencini del 1960:  “Tutti a casa!”!

Questo era il vero desiderio di un popolo come gli Italiani, che davvero di fare la guerra non avevano proprio nessuna voglia! Né alcuna competenza o preparazione!

Film, tra l’altro girato per alcune scene alla periferia di Livorno, dove la guerra porterà il Campo di Coltano, (per ex-repubblichini che vedrà internati Erza Pound, Ugo Tognazzi, Walter Chiari, Vianello ed Albertazzi!) la pineta di Tombolo (dove con le “seniorine” si asserragliarono fino al 1946, neri americani che non volevano rientrare) ed il Camp Derby, che ancor oggi esiste.

Ma per capire lo sbandamento di quella tragica estate del 1943, del 25 Luglio e poi dell’8 Settembre, bisogna andare a vedere lo “sbandamento” dei vertici politici, che, inspiegabilmente avevano creduto in una rapida vittoria! Ma che ancora nel 1942, quindi l’anno prima, quando tutto era ormai evidente, non lanciarono, né palesarono alcun ripensamento!

Nella prima metà del 1943, la tragedia ormai era perlomeno avvertita da molti e in una situazione generale di grave preoccupazione, indotta dall’opinione, sempre più condivisa, che la guerra fosse ormai perduta e che stesse apportando insopportabili e gravissimi danni al Paese, Benito Mussolini, capo del fascismo, operò una serie di avvicendamenti, che investirono alcuni dei più significativi centri di potere e delle alte cariche dello Stato, rimuovendo, tra l’altro, alcuni personaggi che reputava ostili alla prosecuzione del conflitto accanto alla Germania, o comunque più fedeli al Re che non al regime. Tra gli altri, furono rimossi Giuseppe Volpi, presidente della Confindustria e membro del Gran Consiglio del fascismo, Galeazzo Ciano, ministro degli Esteri e genero del duce, relegato a servire quale ambasciatore presso il Vaticano, e il ministro della Cultura popolare Alessandro Pavolini, cui fu affidata la direzione del quotidiano “Il Messaggero”.

Quindi non arresti per alto tradimento, ma spostamenti o avvicendamenti che sembrano evidenziare non una situazione che è al di là dell’orlo di un baratro, ma che si possa in qualche modo (?) aggiustare, far proseguire…

Secondo alcuni studiosi, fu a seguito di tali sostituzioni, finalizzate a rafforzare il regime in crisi di consenso, se non apertamente ostili al Quirinale (dal quale giungevano da tempo segnali critici occulti nei confronti del governo, che Vittorio Emanuele avrebbe rotto gli indugi e cominciato a progettare in via esecutiva un piano che consentisse la destituzione del duce.

Maria Josè di Savoia, moglie del principe ereditario Umberto, già ai primi di settembre del 1942 – un anno prima dell’armistizio dell’8 settembre 1943 – aveva avviato, tramite Guido Gonella, contatti con il Vaticano, nella persona di Monsignor Giovanni Battista Montini, auspicando di potersi avvalere della diplomazia papale quale tramite per aprire un canale di comunicazione con gli Alleati (in particolare con l’ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede, Myron C. Taylor) al fine di far uscire l’Italia dalla seconda guerra mondiale.

Per questo fu avvicinato Dino Grandi, (che presenterà il 25 luglio l’ordine del giorno che porterà ala caduta del Fascismo) uno dei gerarchi più intelligenti e prestigiosi dell’élite di comando, che in gioventù si era evidenziato come il solo vero potenziale antagonista di Mussolini all’interno del Partito Nazionale Fascista, e del quale si aveva motivo di sospettare che avesse di molto rivisto le sue idee sul regime. A Grandi, attraverso garbati e fidati mediatori fra i quali il Conte d’Acquarone, ministro della Real Casa, e lo stesso Pietro Badoglio, si prospettò l’opportunità di avvicendare il dittatore e si convenne che la stagione del fascismo originale, quello dell'”idea pura” dei fasci di Combattimento, era finita e il regime si era irrimediabilmente annacquato in un qualunque sistema di gestione del potere, avendo perso ogni speranza di sopravvivere a se stesso.

Grandi riuscì a coinvolgere nella fronda sia Giuseppe Bottai, altro importantissimo gerarca che sosteneva l’idea originaria e “sociale” del fascismo operando sui campi della cultura, sia Galeazzo Ciano, che oltre che ministro e altissimo gerarca anch’egli, era pure genero del Duce. Con essi diede vita all’Ordine del Giorno che avrebbe presentato alla riunione del Gran Consiglio del Fascismo il 25 luglio 1943 e che conteneva l’invito rivolto al re a riprendere le redini della situazione politica. Mussolini fu arrestato e sostituito da Badoglio, anziché, come era stato sempre detto a Grandi, da Enrico Caviglia, vecchio generale, vincitore della Battaglia della Bainsizza nella Prima Guerra Mondiale.

Con queste premesse, l’Armistizio, firmato dopo trattative “segrete” (iniziate già molto prima del 25 luglio, con l’arresto del Duce e la caduta del Fascismo, crollato in un solo giorno!) delle quali i Tedeschi sapevano tutto e dopo tentennamenti, ritrosie, la fuga del Re e Famiglia, lasciò sbandati milioni di uomini, sotto le armi, con 700.000 militari e marinai, presi e deportati in Germania.

E milioni di Italiani che non capirono (come ancora non lo capiscono gli storici!) il proclama fatto dal vecchio e timoroso Generale Badoglio che si era distinto per tentennamenti ed insipienza già nella Prima Guerra Mondiale!

Una strepitosa coppia, Alberto Sordi e Serge Reggiani, con il contorno di grandi e grandissimi attori, nel film girato su questa data che è forse la più importante nella storia dell’Italia unitaria! rende appieno il sapore di quei giorni e di quel fine estate che aveva visto lo sbarco alleato, la caduta del Fascismo ed ora dopo due mesi nei quali si era dato tutto il tempo ai Tedeschi di prepararsi all’evento, mentre nulla di nulla era stato comunicato ai comandi delle nostre truppe e delle nostre navi, si dava il via a questa commedia tutta italiana, della fine delle ostilità verso gli Alleati, ma riservandosi il diritto di rispondere ad aggressioni di altri!!?

Cefalonia di lì a poche ore, appena al di là del mare solcato dalla navicella del reuccio in fuga a Brindisi, avrebbe dato la prima drammatica risposta!

Il film di Comencini, realizzato all’apice del boom italiano ci parlava di appena quindici anni prima, forse per dirci del presente di allora e delle illusioni che ancora una volta (e speriamo definitivamente!) ci siamo tolti sulla vera consistenza di questo Paese!

E questa consapevolezza, deve valere per l’oggi. Ma anche per il prima, la pochezza dello stato sabaudo ed il dopo, il cinquantennio democristiano, che ha stravolto un paese ancora contadino, non sapendone fare una potenza industriale moderna: prima e dopo, intendiamo, di quel periodo tragico, per certi aspetti anche comico e paradossale, della dittatura e di Casa Savoia che ci portò alla guerra. E all’8 Settembre!

E passata la cosiddetta ala nostalgica verso un Fascismo, che non ebbe un senso né storico né culturale, che pure riuscì ad imprimere una spinta ad una nazione così debole, arretrata, incongruente, dove i semianalfabeti erano la quasi totalità degli abitanti, con un Sud che è sempre stato più vicino alle sacche arretrate del Mediterraneo che non al Nord Europa, la Storia dovrà fare i conti, e non uso la parola “conto” a caso! ma in maniera molto più approfondita, non con il balletto indecoroso dell’8 Settembre 1943 con l’arresto di un Dittatore per instaurare il quale il Re aveva fatto molto per farlo salire al potere, ma mai non dico fermato, ma neppure minimamente contestato sia nei fatti fondamentali, l’avvicinamento tragico alla Germania, ma anche in quelli più marginali.

Ma bisognerà andare oltre, per capire la svolta di una Casa Savoia che non si accorge del boom demografico e soprattutto industriale di Germania Prussia e dei paesi tedeschi che in fine Ottocento e di inizio Novecento. Del perché una Dinastia che ha fondato il suo Regno d’Italia in funzione antiaustriaca per tutto il Risorgimento, poi ci porti, clamorosamente! ad una Triplice Alleanza proprio con Austria e Germania, molto vicina da sempre alla Turchia, all’Impero Ottomano ed alla causa musulmana, e poi…E poi all’inspiegabile svolta (che dovrà essere pure avvallata dalle potenze europee e mondiali, prime fra tutte Inghilterra e Francia che sono le nazioni, vere e potenti, non il piccolo e risibile Piemonte! che hanno fatto l’Unità d’Italia!) del 1911, alla Guerra di Libia, certo per dimostrare che anche alle pulci viene la tosse e mentre tutte le potenze mondiali, persino il Belgio, ma poi il Giappone, la Russia, la Germania, gli Stati Uniti, per non dire dell’Inghilterra che possiede il più grande e vasto impero mai visto nella Storia! tremano nel tenere i possedimenti coloniali, la miserrima Italia si mette alla conquista della “scatola di sabbia” la Libia fino ad allora lasciata all’Impero Ottomano per lo scarso valore!

Non è per riscattare Adua, per avere anche noi delle colonie, per prestigio, per scaricare tensioni  interne…sì è tutto questo, ma è anche altro che la Storia e chi è storico di professione, non certo io, dovranno un giorno alfine chiarire!!

Io è lì, in quel “Tripoli bel suol d’amore” che vedo una svolta totale nell’Italia dei Savoia, che paradossalmente!!! genererà poi tante sciagure ed anche l’8 Settembre del ’43!

Credo che Mussolini avesse nella sua borsa che voleva con una certa ingenuità consegnare agli Inglesi come sua salva-vita un tale segreto. Perché da acuto animale politico, aveva intuito prima di tutti cosa era avvenuto. Credo che così si spieghi il suo volta faccia plateale da neutralista ad acceso interventista nella tragedia immane dell’inutile Prima Guerra Mondiale voluta dai Savoia con un valzer di alleanzeche non porta ad una comodo neutralità che avrebbe consentito all’Italia un vero sviluppo industriale e culturale mentre altri scellerati di scannavano in una guerra che avrebbe distrutto infondo tutti: Impero Austroungarico, Germania, Russia, ma anche Francia ridotta ad una potenza di second’ordine ed anche Inghilterra che cesserà di essere la prima potenza mondiale a favore degli USA!

Noi no! Con una virata voluta… dico: dei Savoia, perché non vorrei mettere un carico troppo forte su una sola persona, il Re, che pare a vederlo nei filmati, a leggere della sua vita, in biografie che si capisce facilmente, sono tutte molto benevole, anche se lasciano trasparire tra le righe, pare fosse un uomo incapace anche di capire le cose più difficili! quindi dietro di lui ci doveva essere la Famiglia, le potenze mondiali, la finanza internazionale, tanti industriali italiani, solidali con Lui nelle giravolte politiche e di alleanze che hanno infine generato quell’idea malsana di un Italiano come un Alberto Sordi, mezzo vigliacco  e mezzo furbetto che ci si è appiccicata addosso come una maledizione culturale, –  dicevo con una giravolta di 180° dopo la Libia, ci si schiera contro gli ex alleati (inspiegabili!) Germani ed Austria e contro l’Impero Ottomano già nemico dal 1911!

Ma attenzione al ballo! Altra giravolta e siamo nell’Asse Roma-Berlino-Tokyo! Alle leggi razziali, viste molto bene dalla Turchia e dal mondo arabo!

Ed ecco l’ultima, per fortuna! giravolta di un valzer che nessuna dinastia, non dico europea, ma forse neanche tribale, ha mai compiuta nella Storia!

Ecco l’8 Settembre: si arresta in casa proprio, nella casa del Re, quel Dittatore che si è instaurato e poi appoggiato a 360° gradi per un ventennio e che forse è venuto incoscientemente a parlare proprio di tutto quello che abbiamo scritto e di altro che non sappiamo e non sapremo forse mai! (perché quelle borse, come quella di Moro, di Mattei…spariscono nel labirinto della storia!) e non è che ci si dichiara sconfitti, arresi, che si aspetta la sentenza, come tutti nella vita…no!

Si balla ancora, sperando che in un referendum, magari il Sud d’Italia…e gli Americani siano benevoli…e così si sbanda l’esercito con 700.000 prigionieri deportati dai Tedeschi dopo Cefalonia ed altri eccidi non ricordati…con l’Italia in mano alle folli rappresaglie tedesche, di soldati drogati dal  Pervitim disperati e folli per la sconfitta ormai certa, ma anche dobbiamo dirlo, disorientati non da un Paese che poveraccio fa quel che fa e non sa e non saprà mai appieno cosa avviene a Roma, ma da una Casa Regnante che al di là del lusso degli sfarzi e della conservazione di se stessa, non si sa né che idee abbia, né dove voglia portare il “suo” Paese!

L’unica spiegazione è che non erano neppure italiani (se mai è esistita questa Nazione!) e anche Cavour a mala pena sapeva l’Italiano e nel Governo a Torino o in Casa savoia, allora come adesso, si parla Francese!!!

 

 

Share