accadde oggi, 8 Ottobre 1967, cattura e uccisione di Ernesto Che Guevara

In anni ormai lontanissimi, ho voluto incontrare persone che erano state molto vicine al Che, perché chi non ha affascinato quello sguardo magnetico della foto che Korda scattò, senza averne nulla in cambio?

Già: eravamo ancora nell’illusione comunista e quel fotografo che con quel solo scatto, regalato (!) a Giangiacomo Feltrinelli avrebbe potuto fare più soldi di Andy Warrol con tutte le foto modificate alla buona di Marilin Monroe, non ebbe in cambio neanche i soldi del rullino su cui, per risparmiare, aveva già ritratto Fidel Castro e Sartre!

8 ott CheExec9B

La foto impressionante che fece subito il giro del mondo, pochi giorni dopo la morte del Che. Si parlò di fotomontaggio, di un falso, perché il rivoluzionario sembrava, nel suo sguardo magnetico, nonostante le diverse profonde ferite, incredibilmente vivo!

Ricordo un mio caro amico, medico e bravo, meno bravo e di destra in politica, che aveva dietro la poltrona nel suo ambulatorio quel ritratto “magnetico”: lo considerava un “rivoluzionario” assoluto, al di là delle etichette di destra o di sinistra e forse aveva ragione lui. Ma i più nel mondo hanno indossato t shirt o usato milioni di altri oggetti serigrafati con il Che senza sapere neanche chi fosse!

Io che giovanissimo ero stato segnato da quell’8 ottobre e dal giorno successivo, quello della sua esecuzione a La Higuera, da parte di soldati boliviani, rinforzati da agenti della Cia che lo avevano catturato in un canalone, senza viveri né munizioni, su indicazioni e spiate di quei contadini che Guevara credeva o lasciava credere di pensare, che sarebbero subito insorti appena un nucleo avesse iniziato la guerriglia, volevo sapere.

La mia domanda, dopo aver letto i suoi libri anche sulle tattiche di guerriglia, che sembravano scritti da un principiante, i suoi ingenui fallimenti di esportare la rivoluzione in Congo, i suoi discorsi pochissimo diplomatici addirittura nella sede dell’Onu, l’attacco ai Sovietici perché avevano portato via i missili, che con il loro permanere avrebbero scatenato la Terza Guerra Mondiale…era solo un puro idealista o una persona che aveva il culto di se stesso così da cercare la morte per rendersi un martire?

Altre cose mi hanno sempre fatto pensare: il fatto che Fidel gli abbia sempre dato incarichi importanti , sì, ma tutto sommato marginali e che lo tenessero ben lontano dal centro del potere, l’aver sempre il Leader Massimo subito e ampiamente approvato ogni tentativo di esportare la rivoluzione cubana così che il Che stesse lontano dall’isola, non sono il segno che questa persona si trovava a suo agio nella fase eroica, nell’esaltazione, nell’istamina che rilasciano le scariche di mitra , ma molto meno a scendere nel concreto della realtà concreta di tutti i giorni?

Forse così tornerebbe, l’avvicinarsi di Ernesto Guevara a posizioni filocinesi, mentre in tutto il mondo si apriva un dissidio insanabile trai due colossi “comunisti” e la sua Cuba dipendeva mani e piedi e armi e viveri dall’Unione Sovietica! Tanto che alcuni sospettarono che l’eroica Tania, caduta ad un guado pochi giorni prima della cattura dell’8 ottobre 1967, di origine tedesca, fosse un agente della Stasi inviato accanto al Che per controllare le sue mosse!

E le sue mosse furono così ingenue come uno che va in giro per il mondo a seminare guerriglia, ma in cerca di una morte eroica!

Così in Congo, mandò a dire a Fidel che non voleva pù tornare a Cuba e morire per quel popolo. Così in Bolivia, appena arrivato si fece comprare da Fidel addirittura un possedimento (ben noto agli Americani ed alla Cia) per addestrare i guerriglieri! Una mossa che se fatta dall’Isis o da al Qaida così apertamente oggi, si troverebbe sopra la testa dei droni in poche ore!

A me, oggi, Ernesto Che Guevara, appare più un martire, un “santo” della Rivoluzione che uno stratega.

Ferito alle gambe e affamato, fu portato nella scuola del paese. Chiese del cibo, perché, vedete che era ben consapevole della sua sorte che aveva cercato con tutte le sue eroiche forze, disse che voleva morire con la pancia piena! Forse non mangiavano quei pochissimi e malarmati guerriglieri superstiti, da giorni! Gli portarono del montone con patate.8 ott CheHigh

Per ucciderlo, si dice estrassero a sorte. Come i soldati romani si giocarono a dadi le vesti del Cristo.

Il sergente così incaricato, si dice ancora: ubriaco, che gli si parò davanti, sembrava esitare ed il Che, si racconta, gli andò davanti spavaldo, dicendogli: “Coraggio! Stai per uccidere un uomo!”

Pare che con le ultime parole salutasse i figli e Fidel.

Il colpo di grazia al cuore fu sparato da un infiltrato americano. Non era il solo attorno. Si è parlato anche di traditori e spie europee.

Il corpo fu portato via legato ai pattini di un elicottero. Come un San Giuseppe da Copertino. E giunto in un obitorio e fotografato con quei suoi grandi e magnetici occhi scuri, diventò, per quei contadini che dovevano diventare rivoluzionari, San Ernesto de La Higuera e El Cristo de Vallegrande!!

Del resto poche ore prima appena catturato e ferito alle gambe, si era offerto, come medico, di curare i soldati feriti che poco prima gli avevano sparato addosso!!!

Per una morte così, oltre che avere doti smisurate e incredibili dalla nascita, bisogna esserci preparati meticolosamente ogni giorno della vita. Come uno che di fronte ad una vittoria che credo anche il Che sapesse inarrivabile e solo Utopia, e la fine ineluttabile che ogni uomo ha davanti abbia detto a se stesso ogni giorno. Forse ogni ora! Hasta la muerte! Siempre!

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