Accadde Oggi, 8 Febbraio 1865: Gregor Mendel annuncia la scoperta della Genetica

 

E la storia non potrà mai più essere la stessa!!

 

di Daniele Vanni

 

 

Gregor Johann Mendel(Hynčice, 22 luglio 1822 – Brno, 6 gennaio 1884) è stato un naturalista, matematico e monaco agostiniano, ceco ma di lingua tedesca, considerato il precursore della moderna genetica per le sue osservazioni sui caratteri ereditari.

Il nome “Gregor” – con cui oggi è universalmente noto – è quello che assunse dopo la professione religiosa.

Nel 1843 Mendel fece ingresso nell’Abbazia di San Tommaso a Brno, accolto dai frati agostinianie dall’abate Cyrill Napp. Il monastero privilegiava l’impegno accademico alla preghiera, dato il fatto che lo studio era considerato la più alta forma di orazione. Ciò costituiva un vantaggio per Mendel: lì poteva finalmente dedicarsi allo studio delle sue discipline preferite (matematica, botanica, meteorologia), e, in un clima di maggiore libertà economica, si laureò sia in biologia sia in matematica.

Il 6 agosto 1847, Mendel fu ordinato sacerdote.Nel 1849 cominciò a insegnare in una scuola media a Znaim (odierna Znojmo, Repubblica Ceca): nella città si sottopose all’esame per diventare professore, che superò solo dopo numerosi fallimenti e bocciature. Nel 1851 quando l’abate Napp gli concesse la possibilità di iscriversi all’Università imperiale di Vienna Mendel divenne quasi subito assistente all’istituto di fisica, ruolo riservato agli studenti migliori.

Nel 1853 Mendel conobbe Andreas von Ettingshausen e Franz Unger, l’influenza dei quali fu determinante per lo sviluppo del suo esperimento sui piselli rugosi: il primo gli spiegò la teoria combinatoria, il secondo le tecniche più avanzate di impollinazione artificiale.

 

Scoperte e pubblicazioni

Dopo anni trascorsi a Vienna, nel luglio del 1853, Mendel tornò al monastero come professore, principalmente di discipline scientifiche, quali fisica, matematica e biologia. Lì sviluppò le sue doti di ricercatore e scienziato, fondamenti della sua attività futura nel monastero di Brno. Mendel amava dedicarsi alla meteorologia (pubblicò diversi lavori al riguardo) e all’orto dell’abbazia, dove scoprì le caratteristiche variabili delle piante, svelando dopo molti anni di lavoro i meccanismi dell’ereditarietà.Gregor Mendel, oggi conosciuto come il “padre della genetica moderna“, per compiere i suoi esperimenti coltivò e analizzò durante i sette anni di esperimenti circa 28.000 piante di piselli; successivamente impegnò un biennio per elaborare i suoi dati, che portarono a tre generalizzazioni che divennero in seguito famose come Leggi dell’ereditarietà di Mendel.

 

Nell’inverno 1865 Mendel ebbe l’occasione di esporre il lavoro di una vita a un pubblico di circa quaranta persone, tra cui biologi, chimici, botanici e medici, in due conferenze tenute rispettivamente l’8 febbraio e l’8 marzo, ma nessuno riuscì a seguire né a comprendere il suo lavoro. L’anno successivo pubblicò il proprio lavoro facendone stampare quaranta copie che inviò agli scienziati più famosi d’Europa, per invitarli alla verifica della sua grande scoperta mediante ulteriori esperimenti. Questa poteva essere l’occasione del suo tanto atteso e desiderato riconoscimento, ma l’unico che s’interessò al suo operato fu il professore universitario di botanica di Monaco, Karl Wilhelm von Nägeli con il quale rimase in contatto per molto tempo.

 

Il fondamentale contributo di Mendel è di tipo metodologico: egli applica per la prima volta lo strumento matematico, in particolare la statistica e il calcolo delle probabilità, allo studio dell’ereditarietà biologica. Il concetto innovativo da lui introdotto affermava che alla base dell’ereditarietà vi sono agenti specifici contenuti nei genitori, al contrario di quanto sostenuto all’epoca. Non si può parlare ancora di genetica, ma trentacinque anni dopo, l’olandese Hugo de Vries, il tedesco Carl Correns e l’austriaco Erich von Tschermak, dopo essere giunti alle stesse conclusioni del monaco della Slesia, si accorsero della sua opera e gli riconobbero il merito. Così, nel 1900 l’opera di Mendel riuscì ad avere il ruolo che le corrispondeva nella storia della scienza. La scienza dell’ereditarietà ricevette il nome di genetica nel 1906 ad opera di William Bateson; il termine “gene” fu introdotto ancora più tardi, nel 1909, da Wilhem Johansen.

 

Mendel, dopo sette anni di selezione, identificò sette “Linee pure”: sette varietà di pisello che differivano per caratteri estremamente visibili (forma del seme: liscio o rugoso; colore del seme: giallo o verde; forma del baccello: rigonfio o grinzoso; colore del baccello: giallo o verde; posizione dei fiori: lungo il fusto o in cima; colore dei fiori: bianco o rosa; lunghezza dei fusti: alti o bassi). Proprio le caratteristiche di tale pianta (Pisum sativum) si prestavano particolarmente allo studio, unitamente a un semplice sistema riproduttivo, grazie al quale il monaco poteva impollinare a piacimento i suoi vegetali. Operò con un vastissimo numero di esemplari perché sapeva che le leggi della probabilità si manifestano sui grandi numeri.

 

Mendel prese due varietà di piante di pisello completamente diverse, appartenenti alle cosiddette linee pure (ovvero quelle nelle quali l’aspetto è rimasto costante dopo numerose generazioni) e iniziò ad incrociarle per caratteri specularmente diversi: ad esempio, una pianta a fiori rossi con una pianta a fiori bianchi. Notò che la prima generazione filiale (detta anche F1) manifestava soltanto uno dei caratteri delle generazioni parentali (detta anche P) e ne dedusse che uno dei due caratteri doveva essere dominante rispetto all’altro: da questa osservazione trae origine la legge sull’uniformità degli ibridi. Incrociando poi tra loro le piante della generazione F1, Mendel osservò, in parte della successiva generazione, la ricomparsa di caratteri “persi” nella F1 e capì quindi che essi non erano realmente scomparsi, bensì erano stati “oscurati” da quello dominante. Osservando la periodicità della seconda generazione filiale o F2, (tre esemplari mostrano il gene dominante e uno il gene recessivo) Mendel portò le scoperte ancora più avanti:

 

L’esistenza dei geni (detti da lui caratteri determinanti ereditari);

I fenotipi alternativi presenti nella F2 sono definiti da forme diverse dello stesso gene: tali forme sono chiamate alleli;

per dare origine alla periodicità della F2 ogni tipo di gene deve essere presente, nelle piante di pisello adulte, con due coppie per cellula che si segregano al momento della produzione dei gameti.

 

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