Accadde oggi, 7 Gennaio 2015: il feroce e ripugnante attacco a Charlie Hebdo

 

Kalashnikov contro vignette. Un giornale satirico, la cui carta rimarrà per sempre macchiata di sangue!!!

 

di Daniele Vanni

 

 

Tutta l’Europa sembra scendere in piazza! Milioni di persone ed anche un certo di immigrati con cartelli con su scritto: “Je sui Charlie”.

Ma poi tutto finisce lì!

Anzi ci si scorda di tutto, nonostante gli attacchi terroristici, suicidi o meno continuino.

 

Charlie Hebdoè un periodico settimanale satirico francese dallo spirito caustico e irriverente. Certo a volte anche troppo, come accade a nostri disegnatori che invece di fare satira, fanno politica!

E a me Vauro, come Beppe Grillo non hanno mai fatto ridere. Meno ancora i compagni-transfughi di RAI 3 adesso sulla 7.

A mala pena, proprio per la bravura estrema, ci riesco ma solo a volte, con Crozza. Mi riusciva difficile anche con Alighiero Noschese, nonostante fossero altri tempi, dove questa satira era pure accettabile.

Oggi i temi politici sono di una drammaticità tale ed il Re così Nudo! che non mi ci viene da ridere su. Se non proprio l’intelligenza della battuta dela trovata, dell’imitazione è di gran livello.

In Francia, dove anche le Rivoluzioni sono più vere che da noi, c’è più il gusto del paradosso, di forzare la mano, come faceva spesso Charlie Hebdo e tante altre testate simili.

Ma di lì alla strage orribile, che resterà nella storia dell’umanità, come un gesto medioevale compiuto nel Terzo Millennio! ce ne corre parecchio!!!

L’azione di critica di Charlie Hebdo è (era) rivolta in primis alla difesa delle libertà individuali, civili e collettive, com’è difeso il diritto alla libertà d’espressione a partire dal proprio interno: non è infatti raro che i differenti redattori si siano trovati in disaccordo su temi più o meno importanti, per esempio in occasione del Referendum sulla Costituzione Europea.

 

La storia di Charlie Hebdo iniziò con il mensile Hara-Kiri.

Nel 1960, Georges Bernier, alias Professeur Choron, e François Cavannainiziarono le pubblicazioni, definendo il proprio giornale satirico come «journal bête et méchant» (giornale stupido e cattivo). Choron ne divenne il direttore.

Cavanna, redattore capo, costruì progressivamente una squadra comprendente Topor, Fred, Reiser, Wolinski, Gébé, Cabu.

La pubblicazione fu interdetta dalla magistratura poco dopo, nel 1961, e nuovamente nel 1966. Quest’ultimo divieto fu ritirato sei mesi più tardi, ma certi collaboratori non ritornarono alla redazione (come Gébé, Cabu, Topor, Fred), mentre arrivarono Delfeil de Ton, Fournier e Willem.

 

1969-1981

 

Nel 1969, lo stesso gruppo, sotto la guida di Cavanna, decise di trasformare il mensile in settimanale. Gébé e Cabu tornarono nel gruppo. Nel febbraio 1969, fu lanciato Hara-kiri-hebdo che più avanti, nel maggio 1969, prese il nome di L’hebdo hara-kiri.

Nel novembre 1970, il generale Charles de Gaulle morì, mentre dieci giorni prima un incendio in una discoteca aveva causato 146 morti. In quell’occasione, l’Hebdo titolò in copertina «Bal tragique à Colombey – un mort» (Tragico ballo a Colombey [=residenza di De Gaulle] – un morto). A causa di ciò la pubblicazione dell’Hebdo hara-kiri fu bloccata dal Ministro dell’Interno. Senza considerare l’interdizione, il gruppo decise che le pubblicazioni sarebbero continuate, aggirando il divieto con il cambio di nome del giornale in Charlie Hebdo.

Il nuovo titolo derivava dal mensile Charlie, che Bernier e Delfeil de Ton avevano lanciato nel 1968.

Charlie” deve la sua fama anche aiPeanuts: Delfeil de Ton fu, per un anno, redattore capo del “Charlie Mensuel” e pubblicò, introducendoli in Francia, i Peanuts di Charles M. Schulz. C’era un riferimento a Charlie Brown, come quel mensile « pieno di humour e di fumetti », e venne perciò nominato Charlie (alla stregua di Linus van Pelt che aveva già dato il nome alla omonima rivista italiana).

Charlie Hebdo continuò le pubblicazioni con lo stesso titolo senza riprendere i titoli iniziali (Hara-kiri hebdo o l’hebdo Hara-kiri).

Il direttore delle pubblicazioni era Georges Bernier.

Il redattore capo era Cavanna, nominato dall’intera équipe «angelo custode».

Nel dicembre 1981, a causa della diminuzione dei lettori, la pubblicazione fu interrotta.

Il giornale, infatti, non aveva abbastanza introiti pubblicitari, ma soprattutto non aveva un numero sufficiente di abbonati, sua principale fonte di sostentamento.

È allora che, davanti alle difficoltà di una tale impresa, faranno appello agli anziani Cavanna, Delfeil de Ton e Wolinski, sollecitando la loro collaborazione. Questi accetteranno senza esitare. Nel corso di una riunione-banchetto, alla ricerca di un titolo, Wolinski propose «et pourquoi pas Charlie Hebdo?» (e perché non Charlie Hebdo?): la proposta fu immediatamente accettata.

Philippe Val, Gébé e Cabu procurarono il capitale per finanziare il primo numero. Fu creata una società per azioni. Detenendone l’80%, i tre si resero praticamente i proprietari del giornale e ne assicurarono l’indipendenza politica.

È così che Charlie Hebdo nacque, nella sua nuova versione, nel luglio 1992. Per il suo lancio beneficiò della prestigiosa notorietà del Charlie Hebdo storico, tanto più che vi si ritrovarono le firme d’avanguardia degli anni settanta: Cavanna, Delfeil de Ton, Gébé, Wolinski, Cabu e un formato identico. Fu presentato e accolto non come un nuovo settimanale ma come il seguito, la ricomparsa del predecessore. Del primo numero sarebbero state vendute 100.000 copie: un grande successo.

Sotto la direzione di Philippe Val portò avanti delle battaglie che ricordano la linea contestataria d’estrema sinistra.

In questo si differenziava dalla linea editoriale dell’anziano Charlie Hebdo, che non mostrava particolari preferenze politiche, cosa che il talento individuale riconosciuto dei redattori e dei disegnatori – umore caustico e satira efficace – e la stabilità del gruppo rafforzò ancora.

L’attuale Charlie non ha questa continuità e stabilità, difatti durante questa nuova linea editoriale parecchi collaboratori lasciarono il giornale. La maggior parte, a leggere le loro stesse dichiarazioni, licenziati dal redattore capo.

Il 26 aprile 1996 Cavanna, Val e Charb depositarono al Ministero dell’Interno 173.704 firme, ottenute in 8 mesi, con lo scopo di bandire il Front National, essendo quest’ultimo, a loro dire, irrispettoso degli articoli 1, 2, 4, 6 e 7 della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino.

Il giornale viene pubblicato tutti i mercoledì e pubblica ugualmente un certo numero di numeri extra, con frequenza variabile.

Simbolo dell’anticonformismo e della sinistra radicale, Charlie Hebdo, con Hara Kiri oggi scomparso, rimane il simbolo di una stampa che dispone di una libertà che ad oggi tende a sparire in Francia eccetto che con il Le Canard enchaîné (tendenzialmente a sinistra), Minute (d’estrema destra) e il Marianne (della sinistra riformista).

 

Nel novembre 2002, il cronista filosofico Robert Misrahi del Charlie Hebdo pubblicò una tribuna dibattito intitolata Coraggio intellettuale che trattava l’opera della scrittrice fiorentina Oriana Fallaci La rabbia e l’orgoglio. In questo articolo si manifestava chiaramente un appoggio all’opera: “Oriana Fallaci dà prova di coraggio intellettuale […] Non protesta solamente contro l’islamismo assassino. […] Protesta anche contro la negazione in corso nell’opinione pubblica europea, sia italiana, sia francese, per esempio. Non si vuole vedere condannare mentre afferma con chiarezza il fatto che è l’Islam a partire in crociata verso l’Occidente, e non il contrario”.

 L’articolo fece scoppiare una polemica presso diverse associazioni, convinte che l’opera contenesse propositi razzisti. Il sostegno di Charlie Hebdo all’autrice italiana fu vivamente criticato anche da pubblicazioni francesi come Acrimed. La settimana seguente la pubblicazione dell’articolo, diverse lettere di lettori sbalorditi furono pubblicate da Charlie Hebdo, e una risposta del settimanale a queste missive sconfessò parzialmente il cronista autore dell’elogio.

 

 

2006: “L’affaire” delle caricature di Maometto

Mentre la tiratura era solitamente di 140.000 copie, l’8 febbraio 2006, 160.000 copie furono pubblicate e tutte vendute.

Il giornale decise allora due ristampe, giungendo alle 400 000 copie.

Quella settimana, Charlie Hebdo pubblicava la serie delle caricature di Maomettodel giornale Jyllands-Posten.

Le vignette scandinave avevano scatenato delle proteste la settimana precedente in alcuni paesi musulmani, dopo che alcuni imam danesi avevano animato una campagna contro le vignette nel mondo musulmano.

Alcune organizzazioni musulmane francesi, come il Consiglio francese del culto musulmano, chiesero la messa al bando del numero del giornale, che conteneva anche delle caricature di Maometto disegnate da collaboratori regolari del giornale. Questa richiesta non andò a buon fine, a causa di un vizio di procedura.

Il 15 marzo 2006, il ministero della Cultura organizzò una serata in onore dei disegnatori della carta stampata, proprio a causa della questione delle caricature di Maometto.

Plantu, Cabu, Wolinski e i più giovani Sattouf, Jul, Charb e Luz, tutti i disegnatori di Charlie, furono omaggiati.

Un omaggio nel quale il direttore del gabinetto del ministro, Henri Paul, riaffermò lo statuto di «agenti della libertà» dei vignettisti, e parlò della creazione di una «missione per la conservazione e la valorizzazione del disegno della carta stampata», patrocinata da Wolinski.

 

2 novembre 2011

Nella notte tra il 1° e il 2 novembre 2011, la sede del giornale venne distrutta, a seguito del lancio di diverse bombe Molotov, appena prima dell’uscita del numero del 2 novembre, dedicato alla vittoria del partito fondamentalista islamico nelle elezioni in Tunisia.

Sulla copertina del numero in questione sono apparsi una vignetta satirica con Maometto che dice “100 frustate, se non muori dalle risate” e il titolo “Charia Hebdo”, gioco di parole tra Sharia e il nome del giornale.

Anche il sito internet della rivista viene bersaglio di un attacco informatico.

 

7 gennaio 2015

Il 7 gennaio 2015, attorno alle ore 11.30,un commando di due uomini armati con fucili d’assalto kalashnikov(uno dei quali alla guida di un’auto pronta per la fuga) ha attaccato la sede del giornale durante la riunione settimanale di redazione.

Dodici i morti, tra i quali il direttore Stéphane Charbonnier, detto Charb, e diversi collaboratori storici del periodico (Cabu, Tignous, Georges Wolinski, Honoré), due poliziotti e numerosi feriti.

Pochi istanti prima dell’attacco, il settimanale satirico aveva pubblicato sul proprio profilo Twitter una vignetta su Abu Bakr al-Baghdadi, leader dello Stato Islamico.

Dopo l’attentato il commando, che durante l’azione ha gridato frasi inneggianti ad Allah e alla punizione del periodico Charlie Hebdo, è fuggito.

Nei giorni successivi, durante la caccia ai criminali, sono morte altre otto persone, una poliziotta, quattro ostaggi colpiti dal fuoco dei terroristi islamici ed i 3 attentatori colpiti dalla gendarmeria francese.

Si è trattato del più grave attentato terroristico in Francia dal 1961, fino a quello del 13 novembre 2015.

In seguito agli attentati, è tornato ad uscire in edicola, il 14 gennaio, con il numero 1.178 con una tiratura di 7 milioni di copie e in 16 lingueuscendo in Italia allegato assieme a Il Fatto Quotidiano, dove ha subito esaurito le 268 mila copie destinate all’Italia.

La redazione del settimanale è stata ospitata presso quella del giornale Libération.

Dopo l’uscita di questo numero, è stato deciso di sospendere le pubblicazioni del numero 1180 almeno fino a metà di febbraio 2015.

 

 

In seguito agli attentati, è tornato ad uscire in edicola, il 14 gennaio, con il numero 1.178 con una tiratura di 7 milioni di copie e in 16 lingueuscendo in Italia allegato assieme a Il Fatto Quotidiano, dove ha subito esaurito le 268 mila copie destinate all’Italia.

La redazione del settimanale è stata ospitata presso quella del giornale Libération.

Dopo l’uscita di questo numero, è stato deciso di sospendere le pubblicazioni del numero 1180 almeno fino a metà di febbraio 2015.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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