Accadde oggi, 7 Dicembre: 1941, l’incomprensibile attacco giapponese a Pearl Harbour: il karakiri dell’Asse!

 

 

L’incomprensibile attacco di Pearl Harbour!! Come gli u-boat tedeschi nella Prima, adesso nella Seconda Guerra Mondiale, si “induce” la più grande potenza industriale mondiale ad entrare nel conflitto che così ha già un epilogo scritto!!

 

 

di Daniele Vanni

 

Attacco di Pearl Harbor

 

Data  7 dicembre 1941

Luogo        Pearl Harbor (Hawaii, USA)

Esito: distrutta la flotta del Pacifico degli Usa, meno le portaerei!

2500 morti.

Ingresso degli USA nella Seconda Guerra Mondiale

 

Dichiarazione di guerra degli Stati Uniti all’Impero giapponese

Dichiarazione di guerra di Germania e Italia agli Stati Uniti

 

Schieramenti

Giappone Impero giapponese        Stati Uniti Stati Uniti

 

Comandanti

 

Chūichi Nagumo

Isoroku Yamamoto      Husband Kimmel

 

Walter Short

Isaac Kidd †

 

Effettivi

 

6 portaerei

2 corazzate

2 incrociatori pesanti

1 incrociatore leggero

9 cacciatorpediniere

8 navi-cisterna

23 sommergibili

5 sommergibili tascabili

389 aerei   8 corazzate

8 incrociatori

30 cacciatorpediniere

4 sommergibili

49 navi di altro genere

387 aerei

 

Perdite

 

4 sommergibili tascabili affondati

1 sommergibile tascabile arenato

29 aerei distrutti

55 avieri e 9 sommergibilisti morti ed uno catturato.

5 corazzate affondate e 3 danneggiate

2 cacciatorpediniere affondati

e uno danneggiato

una nave di altro genere affondata e 3 danneggiate

3 incrociatori danneggiati

 

188 aerei distrutti e 155 danneggiati

2.402 militari morti

1.247 militari feriti

 

57 civili morti e 35 feriti

 

 

L’attacco di Pearl Harbor (nome in codice “operazione Z“, ma conosciuto anche come “operazione Hawaii” o “operazione AI“) fu un’operazione, un attacco proditorio, assai sconsiderato e naturalmente prima concordato con Hitler  e quindi anche Mussolini! che ebbe luogo il 7 dicembre 1941 nella quale forze aeronavali giapponesi attaccarono, senza dichiarazione di guerra, anzi: il giorno prima il Presidente aveva simbolicamente “allungato una mano di pace” verso il Giappone! la flotta e le installazioni militari statunitensi stanziate nella base navale di Pearl Harbor, nelle isole Hawaii.

Certi dietrologi, a cui piace vedere sempre qualcosa “dietro” a ciò che avviene, quasi a trasformare la sete di potere e di denaro e di conquista dell’uomo in qualcosa di ancora più subdolo, più intricato, quasi a volerci vedere dietro l’opera di qualche “maligno”… – forse non accettano o non hanno la forza per accettare l’uomo per quello che è??! – “leggono” questo attacco, paragonandolo spesso con quello dell’11 Settembre, con infinite provocazioni giochi astrusi e satanici degli Stati Uniti (per loro: il Paese del Male) che sarebbero benissimo al corrente di questi attacchi, anzi: li avrebbero provocati proditoriamente, per far cadere il nemico nela trappola…di sfidarli!

Così “dietro” Pearl Harbour non ci sarebbe lo stupido orgoglio di Hitler già convinto di aver in mano il mondo e la sciagurataggine infantile di Mussolini di sacrificare qualche migliaio di uomini per sedersi al tavolo dei vincitori o la fregola del Giappone di scendere in una guerra che preparava da decenni e che non aveva mai smesso invadendo già nel 1937 nuovamente la Cina e poi nuovamente la Russia che aveva sconfitto, ma nel 1905! No, ci sarebbe solo il desiderio del Presidente degli USA di entrare in guerra per essere rieletto e degli industriali per produrre di più e guadagnare di più!!

Per l’ultima “osservazione” diciamo solo che questo è un pensiero purtroppo non americano, ma di tutti gli artefici delle migliaia e miglia di guerre che hanno cosparso il cammino dell’umanità!

C’è solo un discrimen, che i dietrologi non considerano: che ci sono politici che sì vogliono la guerra per essere rieletti e industriali che vogliono una stato di necessità per guadagnare più facilmente, ma non è questo che le contraddistingue gli uni dagli altri: se vogliamo: i “buoni” dai “cattivi”!

Bastava analizzare le potenze economiche in campo, gli sviluppi tecnologici, per capire chi era un pazzo megalomane e chi era sicuro della vittoria!

A conferma la maggioranza dei politici, generali e ammiragli, tra i quali Yamamoto che studò l’attacco di Pearl Harbour erano convinti che le possibilità di vittoria finale, erano pari a zero! Ma si dovettero mettere in fila, pena la defenestrazione, ai fanatici e all’Imperatore ed alla sua corte, convinti dell’esatto contrario!

E’ vero che USA, Olanda, Inghilterra, avevano messo in un angolo il Giappone con sanzioni economiche tali che Tokyo puzzava in modo nauseabondo perchè non c’era più benzina neppure sollevare i rifiuti fognari e che fu costretta ad attaccare la flotta che gli Stati Uniti preventivamente, sapendo bene che la guerra era inevitabile, avevano portato nel Pacifico, per afferrare l’attacco, quando i Giapponesi, ormai senza più carburante avessero attaccato le regioni petrolifere del Su Est asiatico.

Lo sapevano anche i Giapponesi, ma il loro orgoglio l spinse ad attaccare la flotta credendola di distruggerla integralmente: la flotta di una nazione che di lì a pochi mesi si dimostrò capace di costruire e varare una nave al giorno! Assai di più di quanto questi tre strani e così diversi paesi che si erano saldati tra loro in un patto grottesco quanto tragico, Germani, Italia e So Levante, appunto, potessero mai distruggere, non in un giorno, ma forse, al massimo, in una settimana!

Quanto poi alle spie, dell’una e l’altra parte che tutto avrebbero saputo e tutto sapevano, se gli Americani, sapendo già dell’attacco, in maniera cronometrica, avevano allontanato le portaerei da Pearl Harbour, perchè i Giapponesi non avevano colpito prima o non erano informati di questa “furbissima” e spregiudicata mossa??!

 

Se si legge così, in modo “normale” senza indagini ufologiche o misteriche, nella “normale” prassi di due potenze che vogliono entrambe essere egemoni al mondo e si preparano ad uno scontro fatale e decisivo, si comprende perchè l’operazione fu attuata in assenza della dichiarazione di guerra da parte giapponese, che fu formalizzata soltanto ad attacco iniziato.Il che provocò, naturalmente, l’ingresso nella seconda guerra mondiale degli Stati Uniti, dove si sviluppò nell’opinione pubblica un forte sentimento di riprovazione e di odio verso il Giappone. Il presidente Franklin Delano Roosevelt parlò di Day of infamy (giorno dell’infamia).

Sarebbe molto bello, invece, che la storia (o laPsichiatria o la Psicanalisi!) ci spiegassero le considerazioni, che, come era avvenuto esattamente nella Prima Guerra Mondiale, fatte da chi dette l’ordine ai sommergibilisti tedeschi per l’affondamento del Lusitania, portarono alla sconfitta degli Imperi Centrali, e quelle giapponesi, condivise pienamente da Hitler (Mussolini era solo un comprimario mal tollerato) perché adesso si ripeteva lo stesso tragico “errore”!!

 

L’attacco fu studiato e guidato (anche concepito, ma solo una volta che la decisione della guerra era stata già presa!) dall’ammiraglio Isoroku Yamamoto, il quale al momento dell’attacco si trovava nella baia di Hiroshima (e forse da qui la decisione poi di sganciare la prima bomba atomica della storia, proprio in questa baia!!) a bordo della corazzata Nagato, con lo scopo di distruggere la flotta statunitense del Pacifico.

L’operazione fu un successo, limitato solo dal mancato affondamento delle portaerei che al momento dell’attacco non erano in porto; in poco più di un’ora, i 350 aerei partiti dalle portaerei giapponesi inflissero pesanti danni alla flotta del Pacifico: una corazzata saltò in aria, una si capovolse, altre tre furono affondate; molte altre navi furono colpite.

I danni inflitti alla flotta statunitense permisero al Giappone di ottenere momentaneamente il controllo del Pacifico ed aprirono la strada alle successive vittorie nipponiche, prima che gli Stati Uniti riuscissero ad allestire una flotta in grado di tenere testa a quella giapponese.

Non si capisce chi poteva pensare che la più grande industria mondiale, avrebbe subito questo colpo senza reagire e riprendersi! In pochi mesi, gli USA erano capaci (come Venezia nel suo arsenale qualche secolo prima, sotto l’urgenza della Battaglia di Lepanto!) di varare una nave al giorno!

Solo la pazzia o la paranoia di certi imperatori o dittatori e di certi generali ed ammiragli, poteva pensare che la guerra vivesse senza un’industria pesante alle spalle!!

 

Galeazzo Ciano che forse pagò anche questo con la fucilazione, nelle sue visite in America, aveva, forse troppo sommessamente o volutamente inascoltato, di aver visto un paese dove nelle case già si aveva la lavatrice o il televisore…

 

 

 

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