Accadde oggi, 6 Giugno: 1944, è il D-Day, lo Sbarco in Normandia!

6 giugno walther Rosenblum

 

di Daniele Vanni

 

Già nel 1941, gli Alleati erano così sicuri della vittoria che avevano già deciso di concentrare le loro forze in Inghilterra, per poi invadere l’Europa e aprirvi il famoso Secondo Fronte.

Pensate che tutta la Campagna d’Italia, con i bombardamenti, gli sbandati, gli sfollati, i tanti morti della Resistenza (36.000!!) fu allungata all’infinito e così ritardata, dopo l’inizio folgorante, nel quale in 26 giorni liberarono la Sicilia, facendo cadere il Fascismo in appena 15 giorni! fu così lento perché si spostarono enormi forze, e le migliori! in Inghilterra per lo Sbarco!

Così in Italia, ad esempio i Francesi, portarono corpi come i “Marocchini” atroci di violenze e stupri inenarrabili, purtroppo famosi sotto ilterribile termine di “marocchinate”!

Ma intanto lasciavano fare il “lavoro sporco” all’Unione Sovietica, che senza l’aiuto concreto economico, militare degli USA mai avrebbe potuto fronteggiare i Nazisti, pensando agli assetti futuri.

Così ritardavano il D-Day che infine venne deciso, proprio anche su pressioni Sovietiche (i morti dell’URSS assommeranno a fine guerra in 37 milioni!) nella Conferenza di Teheran (28/11-1/12 1943).

Per convogliarle in questo sbarco, il più grande della storia dell’uomo, i cui preparativi durarono ben due anni, si erano anche allontanante dal Fronte Italiano, le migliori truppe statunitensi e britanniche, il che causò per noi poveri Italiani, un allungamento infinito della guerra e tanti lutti e tragedie.

6 giugno D-day bigmap

L’inizio del D-Day

 

La mezzanotte era passata da pochi minuti quando i primi dei 9 200 aerei alleati lasciarono lo spazio aereo britannico diretti sulla penisola di Cherbourg.

Due bombardieri Stirling della RAF, dopo aver sganciato il loro carico di bombe, proseguirono verso l’entroterra per paracadutare il loro vero carico, ossia duecento “Ruebens”, manichini di gomma dotati di paracadute e di petardi per simulare il fuoco di armi leggere che avrebbero dovuto trarre in inganno e trattenere i difensori tedeschi nell’entroterra, lontani dalle zone in cui i veri paracadutisti sarebbero entrati in azione. Mentre i tedeschi, cadendo nell’inganno, se la prendevano con i manichini, dagli Halifax della RAF si lanciarono le prime squadre del 4° Special Action Service, i parà francesi incaricati di infoltire i ranghi della resistenza bretone per l’imminente scontro: nel momento in cui toccavano terra, gli uomini della resistenza nella zona dell’invasione iniziarono a mettere in atto il piano Violet, destinato a interrompere le vie di comunicazione tedesche tagliando linee telefoniche e cavi sotterranei, e distruggendo ripetitori e centraline.

 

Prima dell’alba, davanti alla costa normanna si presentò la più grande flotta navale che la storia ricordi, divisa in due Task Force: quella statunitense che doveva aiutare lo sbarco dei Marines e quella britannica con funzioni a supporto del settore anglo-canadese.

 

5 vecchie corazzate,

23 incrociatori,

104 cacciatorpediniere

e 71 corvette,

 

spiccavano tra la flotta di 6.483 unità!costituita da navi di linea, navi ospedale, navi mercantili e mezzi di trasporto per veicoli corazzati, che arrivati a poche miglia da terra iniziarono a disporsi nelle posizioni assegnate.

 

Alle 05:30 migliaia di uomini scendevano dai fianchi delle navi da trasporto per calarsi sui mezzi da sbarco (LCA britannici e LCVP statunitensi, detti “Higgins”) che li avrebbero portati sulle spiagge.

 

 

Sessanta minuti prima dell’ora prevista per lo sbarco dei primi reparti statunitensi (ora H), alle 05:30, migliaia di aerei tra Mustang P-51, Spitfire, Hurricane, Typhoon e Lightning si lanciarono a bassa quota sulle spiagge normanne bombardando e mitragliando le difese tedesche.

Alti sopra di loro i B-17 Flying Fortress, i B-24 Liberator, i B-26 Marauder e gli Halifax sganciarono carichi di bombe sugli obiettivi stabiliti e, a largo,

 

3.467 bombardieri pesanti,

1.645 bombardieri medi,

5.409 cacciabombardieri

 

operarono nel D-Day e neppure uno fu abbattuto dalla Luftwaffe!

 

i cannoni di quasi 600 navi iniziarono a spazzare la costa col fuoco delle loro artiglierie.

 

Il D-Day è stato la più grande operazione di sbarco della storia. Fu l’avvio (codice dell’Operazione: Neptune) dell’Operazione più vasta, Overlordper la liberazione dell’Europa del nazismo, ma lo fu al prezzo di migliaia di morti. Ecco le cifre dello sbarco in Normandia, iniziato alle 06.30 del mattino del 6 giugno 1944:

 

LE VITTIME: nel primo giorno dello sbarco, vi furono 4400 morti e quasi 8mila feriti fra le forze alleate. Per i nazisti la stima è di 4-9mila vittime, fra morti e feriti. Fino all’arrivo in agosto dei liberatori a Parigi vi furono 70mila morti fra gli alleati e 200mila fra i tedeschi. In Normandia i combattimenti dello sbarco causarono 20mila morti fra i civili.

 

LE FORZE IN CAMPO:

 

Gli Alleati avevano a disposizione 156mila soldati: americani, britannici, canadesi, polacchi e francesi, che parteciparono all’operazione e giunsero sulla costa a bordo di 3.100 mezzi di sbarco, provenienti da 1200 navi da guerra.

 

I Nazisti, sulle coste della Normandia avevano dislocato 50mila fanti della marina tedesca e pochi aerei. Erano convinti che lo sbarco sarebbe avvenuto a Calais e lì avevano concentrato il grosso delle forze. Lungo tutta la costa atlantica, dalla Norvegia al sud della Francia, i tedeschi avevano costruito un sistema di bunker e fortificazioni chiamato il Vallo Atlantico.

Il maltempo dei primi di giugno aveva convinto il generale Erwin Rommel, responsabile della difesa della Manica, che avrebbe potuto prendersi il 5 una vacanza in Germania per il compleanno della moglie, ma gli alleati approfittarono di una breve pausa di bel tempo sorprendendolo lontano dalle truppe.

Ma al di là di tante interpretazioni filmiche, di suspense create per l’arte cinematografica, il raffronto fra gli Alleati e l’enorme strapotere della forza industriale statunitense, capace di sfornare una nave al giorno ed un mezzo militare ogni 40 minuti!! segnava anche il destino del pur eroicissimo sbarco, con tanti feriti e caduti, passato ai libri come il più grande sbarco militare di sempre!

 

 

foto di W. Rosenblum 6 giugno 1944, Omaha Beach

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