Accadde Oggi, 5 Novembre: 1955 con “Ritorno al futuro” 

 

D’improvviso ritorniamo nei “favolosi” anni ’50.

In verità, soprattutto rispetto allo squallore attuale, per gli Italiani favolosi furono anche tutti gli anni ’60 e poi buona parte degli ’80.

Ma che dire del 5 Novembre 1955, dove di colpo ci riporta questo film, quando l’Italietta uscita dalla guerra risorgeva e da paese agricolo, diveniva perlomeno…motorizzato!

di Daniele Vanni

Ritorno al futuro (Back to the Future) è un film del 1985 diretto da Robert Zemeckis e interpretato da Michael J. Fox e Christopher Lloyd.

Primo episodio della trilogia omonima, è considerato un’icona del cinema degli anni ottanta e ha riscosso un enorme successo a livello internazionale.

La pellicola ha ricevuto il premio Oscar al miglior montaggio sonoro.

Nel 2007 è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

In occasione del suo 25º anniversario, il 27 ottobre 2010 il film è stato riproposto per un solo giorno nelle sale cinematografiche italiane; la stessa cosa si è ripetuta il 21 ottobre 2015, in corrispondenza della data di viaggio verso il futuro dei protagonisti nel secondo capitolo della serie.

Trama

Hill Valley, California, 25 ottobre 1985.

Marty McFly è un diciassettenne studente di liceo, poco disciplinato e spesso ritardatario ma coraggioso, gentile e di buon cuore, fidanzato con Jennifer Parker, sua coetanea e compagna di scuola. Marty sogna di diventare una rockstar, e infatti suona la chitarra in una rock band, pur senza molta fortuna: il gruppo viene infatti bocciato al provino per suonare al ballo della scuola, perché “troppo rumorosi”.

Inoltre il ragazzo non si dà pace per la piatta esistenza che conduce: suo padre George è da sempre succube del bullo Biff Tannen, ora suo capoufficio; sua madre Lorraine è una donna che ogni tanto alza il gomito, imbruttita e inacidita dalla non certo esaltante vita con George; i suoi due fratelli maggiori esercitano lavori poco appaganti e ancora vivono a casa coi genitori.

Il migliore amico di Marty è un anziano e bislacco scienziato di nome Emmett Brown, detto “Doc”. Un giorno, proprio quest’ultimo chiama il ragazzo chiedendogli di raggiungerlo quella stessa notte nel parcheggio del Twin Pines Mall, un grande centro commerciale, per filmare un misterioso esperimento.

Una volta giunto sul posto, Marty scopre che lo scienziato ha costruito una macchina del tempo modificando una DeLorean, e l’esperimento da filmare consiste nell’inviare nel futuro (un minuto avanti) il cane di quest’ultimo, Einstein.

L’esperimento riesce, ma subito dopo sopraggiunge un commando terroristico dalla Libia (al tempo uno stato canaglia per gli Stati Uniti) a cui Doc aveva sottratto del plutonio, necessario per far funzionare il “flusso canalizzatore”, dispositivo indispensabile per il viaggio nel tempo. Doc viene atterrato a fucilate e Marty, fuggendo con la macchina del tempo, si ritrova catapultato al 5 novembre 1955,data che Doc aveva digitato sul display per spiegarne a Marty il funzionamento, in corrispondenza della quale aveva avuto per la prima volta una visione del flusso canalizzatore.

Marty visita così la Hill Valley degli anni 1950, tranquilla cittadina di provincia, alla ricerca del giovane Doc per farsi aiutare a tornare indietro nella sua epoca, ma si imbatte nel proprio futuro padre, puntualmente vessato dal giovane Tannen, e, nel seguirlo, finisce con l’intromettersi nel suo passato.

Marty infatti incappa anche nella sua futura madre Lorraine, civettuola e svampita, la quale si invaghisce di lui nelle stesse modalità con le quali si era invaghita di George, da lei soccorso a casa sua dopo che era stato investito dall’auto del padre di Lorraine (nel 1955 originale il nonno di Marty aveva investito George). Marty raggiunge finalmente il giovane Doc, il quale, superata ogni incredulità, tenta di aiutarlo. Il Doc del futuro avrebbe digitato proprio quella data del 1955, perché quello era stato il giorno in cui aveva trovato l’ispirazione che lo avrebbe poi condotto alla sua invenzione di trent’anni dopo.

Purtroppo non c’è modo di reperire il plutonio necessario per far funzionare la macchina.

L’unica alternativa per ricavare la potenza elettrica richiesta, pari ad 1,21 GW, sarebbe sfruttare la scarica di un fulmine, e Doc non la considera praticabile, data l’impossibilità di prevedere dove e quando un simile evento sarebbe accaduto. Marty, tuttavia, riaccende la speranza: lui sa che un fulmine si sarebbe abbattuto sull’orologio del tribunale alle 22:04 del 12 novembre 1955, di lì a una settimana. L’evento verrà ricordato nel futuro perché il fulmine era stato così potente da danneggiare l’orologio fermandolo proprio su quell’ora (e nel 1985 sarà ancora fermo). Nel frattempo Marty deve rimediare ai cambiamenti che stanno minacciando la sua futura famiglia e la sua stessa esistenza, ovvero far cambiare idea alla sua futura madre, ancora innamorata di lui. Marty cerca così di fare amicizia con il timido e impacciato George, spingendolo con ogni mezzo, anche il più assurdo, ad avvicinarsi a Lorraine, per invitarla al ballo della scuola, che si terrà proprio la sera del ritorno a casa di Marty. Alla fine riesce a convincerlo e, per conquistare il cuore di Lorraine, Marty propone al padre di prendere parte a una messinscena in cui questi deve salvare la ragazza da una prepotenza dello stesso Marty.

Le cose vanno diversamente.

Lorraine si fa accompagnare al ballo dal suo futuro figlio, e lo bacia ardentemente, restandone peraltro interdetta. Biff, desideroso di vendetta verso Marty e George per i recenti episodi, sopraggiunge con i suoi amici, tenta di costringere Lorraine ad avere un rapporto con lui, mentre i suoi amici chiudono Marty nel bagagliaio di un’auto. George sopraggiunge e, grazie ai consigli di Marty, trova il coraggio di reagire e con un pugno mette al tappeto Biff, che voleva pestarlo, riscattandosi definitivamente. Marty viene salvato dai membri dell’orchestrina che intratteneva il ballo, proprietari dell’auto in cui era stato chiuso. La missione non è ancora finita: il leader del gruppo musicale, Marvin Berry, cugino del celebre Chuck, ferito alla mano nel tentativo di liberare Marty, non può continuare a suonare la chitarra, così Marty lo sostituisce per l’ultima parte del ballo, durante il quale i suoi genitori si baciarono per la prima volta. In questa Marty si trova a improvvisare Johnny B. Goode, brano rock ‘n’ roll allora non ancora composto, che sarebbe stato portato al successo dallo stesso Chuck (al quale Marvin lo ha fatto sentire per telefono).

Il futuro di Marty è salvo, così il ragazzo può raggiungere Doc nell’ora e nel luogo convenuto dove sta per cadere il fulmine, non prima di avergli consegnato una lettera dove gli svela che nel 1985 morirà per mano terroristica. Doc, restio a conoscere il suo avvenire per non rischiare di perturbarlo, si rifiuta di leggerla e la strappa. Una volta tornato nel 1985, Marty scopre però che il presente gli riserva più di una sorpresa. Doc gli rivela di aver poi letto la missiva premunendosi dagli assassini (che gli hanno comunque sparato, ma lui si è salvato indossando un giubbotto antiproiettile), ma soprattutto il ragazzo si trova in un clima familiare totalmente cambiato: suo padre è uno scrittore di successo, Lorraine è in forma smagliante, suo fratello e sua sorella hanno una brillante carriera, Biff è il servile gestore di un autolavaggio. Marty, modificando il passato, ha fatto sì che il sogno americano si sia avverato nel presente nella sua famiglia. Per Marty sembra cominciare una nuova vita tra la serenità e il lusso, quando sopraggiunge Doc a bordo della macchina del tempo, con abiti di foggia futuribile, esortandolo a partire per un nuovo viaggio temporale per salvare nuovamente la sua famiglia, ma stavolta nel futuro.

Produzione – Sceneggiatura

Il produttore e sceneggiatore Bob Gale concepì l’idea dopo aver visitato la casa dei suoi genitori a Saint Louis nel periodo seguente l’uscita del film La fantastica sfida. Cercando nella loro cantina, Gale trovò l’annuario scolastico di suo padre e scoprì che aveva ricoperto la carica di class president nell’ultimo anno di liceo. Gale pensò al suo class president, un ragazzo con cui non aveva nulla in comune, e si domandò se sarebbe potuto diventare amico di suo padre qualora fossero andati a scuola insieme. Quando tornò in California, raccontò a Robert Zemeckis la sua idea.[7] Zemeckis pensò poi all’idea di una madre dei tempi attuali che andava sostenendo di non aver mai baciato nessuno a scuola, quando in realtà negli anni giovanili era stata una ragazza molto promiscua.[8] I due portarono il progetto alla Columbia Pictures, e trovarono un accordo per la realizzazione della pellicola nel settembre del 1980.[7]

La DeLorean DMC-12 utilizzata nel film come macchina del tempo.

Zemeckis e Gale ambientarono la storia nel 1955, affermando che, matematicamente, un diciassettenne degli anni 1980 che va indietro nel tempo per incontrare i propri genitori al tempo coetanei, si sposterebbe in quel decennio. Il periodo, inoltre, marcava l’ascesa di importanti elementi culturali per i teenager, la nascita del rock and roll e l’espansione dei suburbi, elementi che avrebbero insaporito la storia.[9] In origine la macchina del tempo era un frigorifero e aveva bisogno dell’energia di un’esplosione atomica presso il Nevada Test Site per tornare indietro: Zemeckis era però «preoccupato che i ragazzi si potessero accidentalmente chiudere all’interno dei frigoriferi» imitando la scena, e trovò più conveniente che la macchina del tempo fosse un mezzo di trasporto; Spielberg successivamente utilizzò l’idea del frigorifero e del sito per i test nucleari del Nevada nel suo film Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo del 2008.[10] La DeLorean DMC-12 venne scelta per il suo design che rendeva credibile la gag in cui la famiglia di contadini la scambiava per un disco volante. L’idea dell’esplosione nucleare come fonte di energia per il ritorno di Marty al 1985 fu scartata a favore di un fulmine, perché gli effetti speciali di quel tipo, negli anni ottanta, erano molto più costosi di oggi. Gli sceneggiatori trovavano difficile rendere credibile l’amicizia tra Marty e Brown prima di creare il gigantesco amplificatore per chitarra, e risolsero la relazione edipica con sua madre quando scrissero la battuta: «è come baciare mio fratello». Biff Tannen prese il suo nome dal produttore esecutivo della Universal Ned Tanen, che si comportò con aggressività nei confronti di Zemeckis e Gale durante la riunione preventiva del film 1964: Allarme a New York arrivano i Beatles.[8]

Eric Stoltz, l’iniziale interprete di Marty McFly, venne licenziato dopo sei settimane di riprese

La prima bozza di Ritorno al futuro venne completata nel febbraio 1981. La Columbia Pictures mise in vendita i diritti sul film. «Essi ritenevano che fosse un film molto bello e carino, ma non abbastanza sexy», raccontò Gale. «Ci suggerirono di proporlo alla Disney, ma noi decidemmo di vedere se un altro importante studio avesse voluto il nostro lavoro».[7] Tutti i più importanti studi cinematografici rifiutarono il film nei successivi quattro anni, mentre Ritorno al futuro subì nel frattempo due ulteriori revisioni. Infatti, durante i primi anni ottanta, le popolari commedie per ragazzi (come Fuori di testa e Porky’s – Questi pazzi pazzi porcelloni) erano osé e orientate ad un pubblico di adulti, così il film veniva sempre rifiutato con la motivazione di essere troppo leggero.[8] Gale e Zemeckis decisero infine di proporre Ritorno al futuro alla Disney: «ci risposero che una madre che si innamora del proprio figlio non era appropriata in un film per famiglie della Disney», raccontò Gale.[7]

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Per il ruolo di Marty McFly furono considerati anche C. Thomas Howell, Corey Hart ed Eric Stoltz, che fu licenziato dopo sei settimane di riprese; Zemeckis affermò che Stoltz (fisicamente molto simile a Michael J. Fox) aveva la stoffa per recitare nel film, ma mancava di quell’ironia che il regista andava cercando. Nella scena dei libici all’inseguimento di Marty si sono potute riutilizzare alcune sequenze in precedenza girate da Stoltz, non riconoscibile in inquadrature distanti e molto dinamiche.

Claudia Wells, l’attrice che interpretò Jennifer Parker (la fidanzata di Marty), dopo che alla madre fu diagnosticato un tumore, decise di non partecipare più ai sequel. Nel 1989 fu sostituita da Elisabeth Shue, già famosa per aver interpretato, nel 1984, la ragazza di Daniel LaRusso, protagonista di Karate Kid – Per vincere domani.

Tra i camei dei membri di produzione, all’inizio del film, quando Marty si dirige a scuola in skateboard, si fa trainare da una macchina alla cui guida c’è Kevin Pike, supervisore agli effetti speciali del film; in seguito, all’audizione musicale dove viene bocciato, il professore è Huey Lewis, leader del gruppo The News autore di due brani inclusi nella colonna sonora, Back in Time e The Power of Love.

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

La fittizia location della piazza centrale di Hill Valley, con la torre dell’orologio

A seguito dell’esclusione di Eric Stoltz, il programma per Michael J. Fox era di recitare per Casa Keaton durante il giorno, e per Ritorno al futuro tra le 18:30 e le 02:30 di notte. Poteva dormire solo 5 ore al giorno. Nei venerdì recitava dalle 22:00 alle 06:00-07:00 del mattino, e dopo si spostava per filmare gli esterni durante il weekend, visto che erano le sole ore disponibili durante il giorno. Fox lo trovò estenuante, ma dichiarò: «era il mio sogno lavorare per la televisione e per il cinema, anche se non sapevo che sarebbe stato in contemporanea. C’era questa strana opportunità e mi sono buttato».[11]

A tal proposito, Zemeckis aggiunse anche che, visto che si filmava tutte le notti, lui era sempre mezzo addormentato: «fu il periodo più pesante, più fuori forma e malato della mia vita».

Location[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato quasi interamente girato nei sobborghi di Los Angeles e, in parte, agli Universal Studios, e più precisamente:

strada e piazza principale (Courthouse square) di Hill Valley (1955 e 1

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