accadde oggi , 5 Novembre 1605, la Congiura delle Polveri

A questa congiura, a questo fatto storico, deve aver pensato la mente “anarchica” di Fabrizio De Andrè, quando scrisse quel tristissimo album monografico che è: “Storia di un impiegato”. Un bombarolo inefficace e pasticcione, con  la mente uguale a quella di tanti sempliciotti, che credono che il male del mondo stia nei “politici” corrotti e che sognano la loro eliminazione! Magari tutti assieme! Mettendo a posto, così come può pensare solo la mentre di un bambino, il mondo tutto in una volta!

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Re James I by_John_de_Critz,_c.1606.

Così come l’impiegato di De Andrè (ma poi non c’è lui stesso dietro questa figura?) che pensa di sanare il mondo facendo esplodere la Camera dei Deputati,  pensarono veramente! invece, un gruppo di cattolici inglesi, quelli della Congiura delle Polveri (The Gunpowder Plot) del 1605: un fallito complotto progettato a danno del re Giacomo I d’Inghilterra.

Il piano dei congiurati era quello di far esplodere la camera dei Lord e di uccidere così il re ed il suo governo, durante la cerimonia di apertura del Parlamento inglese, lo State Opening, che si sarebbe tenuta il 5 novembre 1605, e di rapire i suoi figli nel caso in cui  questi non fossero stati presenti alla cerimonia.

Il complotto fu ideato nel maggio 1604 da Robert Catesby, il quale sosteneva che tutte le strade pacifiche per ottenere una politica di tolleranza per i cattolici erano già state tentate; di fronte a una persecuzione che non diminuiva, restava solo il ricorso alla violenza!

Il piano fu svelato in una misteriosa lettera, che poche ore dopo giunse anche nelle mani del re. Nella notte del 4 novembre, vennero trovati trentasei barili di polvere da sparo. Quindi i congiurati furono arrestati, torturati e poi impiccati.

Alla morte di Elisabetta I, avvenuta il 24 marzo 1603, fu designato come nuovo re d’Inghilterra Giacomo VI, re di Scozia. Una parte dei cattolici favorivano come successore la sorella di Filippo III di Spagna, l’arciduchessa Isabella, sperando che il re di Spagna si decidesse a usare le sue truppe per ripristinare il cattolicesimo in Inghilterra.

Alla proclamazione del nuovo re, comunque, i papisti dimostrarono il loro sostegno a re Giacomo. Il nuovo sovrano ordinò di cessare il fuoco nel conflitto con la Spagna e, si prepararò la strada ad un trattato anglo-spagnolo e di studiare la questione riguardante la libertà di culto per i fedeli della religione cattolica.

Durante il suo regno, Giacomo fece anche una serie di dichiarazioni che suscitarono speranze in materia religiosa, senza però soddisfarle. I suoi rapporti con il papato non furono sinceri, e non prese mai in considerazione sul serio l’idea di convertirsi al cattolicesimo. Tuttavia non rifiutò di garantire la tolleranza religiosa ai cattolici, purché il loro numero non crescesse troppo.

In contrasto con la calma della maggior parte dei cattolici inglesi, nella prima estate del regno di Giacomo, ci furono due congiure organizzate da alcuni preti e laici scontenti.  I protagonisti di entrambe le congiure furono arrestati e processati. Sempre per spiate di alcuni congiurati.

Tuttavia, il 19 febbraio 1604, Giacomo proclamò pubblicamente la sua avversione per la religione papista e con un bando ordinò a tutti i gesuiti e i preti cattolici di lasciare il regno e in un discorso che il re tenne in Parlamento si vanificarono le speranze di libertà di coscienza per i cattolici.

La congiura e il piano

Si addivenne così ad una nuova congiura! Durante il primo incontro, i primi cinque congiurati, avvenuto in una locanda chiamata Duck and Drake, s’impegnarono a mantenere il segreto giurando su un libro di preghiere e celebrando la Messa e rafforzando il giuramento con la santa comunione.

Il piano era quello di far saltare in aria con le polveri il Parlamento in modo da annientare il re ed il suo governo, mettendo così la sofferenza dei cattolici sotto gli occhi di tutto il mondo. Per questo si trovarono politici incaricati di guidare la successione, alti membri del clero e Gesuiti e la congiura si allargò e furono acquisiti i tanti barili di polvere necessaria per una scoppio di tale portata! E si chiese, addirittura! anche l’appoggio velato di Roma.

Il 25 marzo 1605 fu concluso il contratto di affitto di una cantina. La cantina era disposta sotto la Camera dei Lord e fu poi conosciuta come la “cantina di Guy Fawkes“. Al suo interno, con il passare degli anni, si era accumulata una gran quantità di cianfrusaglie, pezzi di legno, materiali edili e altro; questo ne faceva il posto ideale, poiché aveva un’aria sporca e disordinata, apparentemente innocua. I congiurati iniziarono immediatamente a trasportare i barili di polvere da una parte all’altra del Tamigi, all’interno della cantina fino a raggiungere il numero di trentasei barili, acquistati da soldati che così guadagnavano un po’ di soldi.

Fu deciso chi avrebbe acceso la miccia nella cantina, che poi sarebbe poi allontanato velocemente per evitare l’esplosione, scappando con una barca sull’altra riva del fiume. Contemporaneamente sarebbe scoppiata una rivolta. “Ambasciatori” sarebbero stati inviati per spiegare ai regnanti cattolici, che far saltare in aria il re e il suo governo era stato un sacro dovere.

Ma il potere stava all’erta! Ad un certo punto, i nomi dei congiurati vennero fuori. La spia che indirizzò i sospetti su Guido Fawkes fu il capitano William Turner. Una lettera misteriosa e sgrammaticata, fu poi consegnata a un lord dove lo si avvertiva di non presentarsi in Parlamento, pena la vita. Non si volle avvertire immediatamente il re, che era impegnato nei suoi esercizi di caccia, ma furono però allertati membri del Consiglio e del Governo.

Finalmente si avvertì il Re ed il lord ciambellano Suffolk fece controllare l’intero palazzo del Parlamento “di sopra e di sotto”.

Re Giacomo non si ritenne soddisfatto delle due perquisizioni effettuate e decise di far compiere un nuovo controllo ad una piccola squadra agli ordini di sir Thomas Knevett, gentiluomo di camera del re e giudice di pace di Westminster. Così, intorno alla mezzanotte del 4 novembre, gli uomini capitanati da Knevett ricontrollarono il Parlamento e scesero nello scantinato, dove videro un uomo avvolto in un mantello che si aggirava nei pressi del Parlamento. Quell’uomo, che disse di chiamarsi John Johnson e di essere al servizio di Thomas Percy, fu bloccato e catturato. Il governo emise immediatamente dei mandati di arresto, che furono presto e bene eseguiti.

Lo stesso giorno le polveri trovate nello scantinato furono portate nella Torre di Londra, dove vennero depositate nel magazzino del re, nell’ufficio della Reale Artiglieria.

La notizia di quello che era successo a Guy Fawkes arrivò ai cospiratori, che iniziarono a fuggire. Il piano era quello di procurarsi armi e cavalli per poi dirigersi verso ovest e verso il Galles, dove i cattolici inquieti sarebbero andati ad accrescere le loro file. In quel momento i cospiratori credevano infatti che i cattolici sarebbero insorti, ma in realtà i londinesi, tra cui anche i cattolici, iniziarono ad accendere falò e a festeggiare la salvezza del re. Così il 5 novembre 1605 furono accesi i primi fuochi, che sarebbero continuati a distanza di secoli, per commemorare “le polveri, il tradimento e la congiura” (gunpowder, treason and plot).

Nel contempo, una squadra di duecento uomini armati dello sceriffo del Worcestershire, Sir Richard Walsh, con “il potere e l’autorità della contea”, che circondarono la località di Holbeach, arrestando molti dei congiurati furono arrestati e altri, tra cui Catesby: molti morirono combattendo.

Nel frattempo, altri venivano sottoposti ad “interrogatorio” e tutta la congiura o quasi diventava nota. Fawkes ammise solo di essere cattolico e che la sua intenzione era quella di far saltare in aria il Parlamento; disse anche che l’unico rimpianto che aveva era quello di non esserci riuscito.

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I congiurati

Così il 6 novembre il re firmò una lettera in cui scrisse che per quel “temerario” di John Johnson si dovesse ricorrere alla tortura. Il 7 novembre Fawkes crollò nel corpo e nello spirito; rivelò la sua vera identità e disse che la congiura era limitata a cinque persone. La confessione più importante fu quella dell’8 novembre, dove Fawkes fece dei nomi, ma non di preti. Disse anche che il giuramento dei congiurati era stato sancito con il sacramento della comunione, ma che il prete che aveva celebrato la messa non sapeva nulla. Non incriminò nemmeno nessuno dei cattolici più importanti del tempo, né l’identità del Protettore. L’ultima confessione fu quella del 9 novembre, autenticata davanti ai commissari il 10, in cui Fawkes fece il nome di Francis Treshman, attribuendogli però un ruolo secondario, e disse che il prete che aveva celebrato il sacramento era padre Gerard, ribadendo però che era all’oscuro di tutto.

La confessione che il Consiglio aspettava arrivò solo il 4 dicembre da Thomas Bates, il quale chiamò in causa padre Tesimond e padre Garnet, trasformando così la Congiura nel “complotto dei Gesuiti”.

Il 15 gennaio 1606 fu deciso che era stato accumulato abbastanza materiale per procedere contro i preti che avevano partecipato al complotto; il bando ufficiale citava padre Garnet, padre Gerard e padre Tesimond (che usava lo pseudonimo di padre Greenway). Da questo momento i Gesuiti vennero considerati i primi colpevoli di quella congiura ed in diversi riuscirono a scappare e ad evitare l’arresto.

Il 27 gennaio iniziò il processo contro gli otto cospiratori superstiti. Questi otto uomini furono giudicati colpevoli e condannati a morte, sentenza eseguita nel cortile di St. Paul, ed in quello del palazzo di Westminster, cioè nel luogo che avrebbero voluto distruggere!

Tutti gli altri cattolici che erano stati arrestati perché considerati complici, come anche i familiari dei colpevoli, ricevettero il perdono politico, a condizione che pagassero il dovuto.

Da quel momento i cattolici non poterono più praticare la professione legale, né diventare ufficiali dell’esercito o della marina e possedere armi. Non potevano laurearsi e non poterono votare fino al 1797. A queste si aggiungevano le sanzioni spirituali, per cui i cattolici dovevano sposarsi e battezzare i figli con il rito anglicano e farsi seppellire nei cimiteri anglicani. Nel 1613 fu presentato un disegno di legge, che però non venne accettato, per obbligare i cattolici a portare un cappello rosso o delle calze colorate, non solo per poterli riconoscere facilmente ma anche per poterli deridere.

Il 3 maggio 1606 fu poi giustiziato anche padre Garnet; egli non chiese perdono. L’usanza di sventrare e squartare il corpo ancora vivo, che fu applicata agli otto congiurati, non fu applicata al prete. La folla infatti chiese al boia di lasciarlo morire impiccato, per alleviare le sue sofferenze.

In ricordo dell’impresa fallita di Guy Fawkes, a partire dai primi anni del Novecento, dieci guardie del corpo della regina controllano i sotterranei, dove adesso passano le condutture del moderno impianto di riscaldamento del palazzo di Westminister, prima che la sovrana apra ufficialmente il Parlamento. Le guardie sono chiamate Yeomen of the Guard e ispezionano ancora oggi i sotterranei, indossando uniformi rosse e cappelli neri. Questa data viene commemorata con il nome di Guy Fawkes Day o Bonfire Night (notte dei falò).

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