Accadde oggi, 5 Dicembre 1925: prima proiezione de: “La corazzata Potemkin”

 

Credo, senza tema di smentita, che, in Italia, il ricordo di Ejzenstein e della sua corazzata Potemkin, non potrà mai più essere dissociato da Paolo Villaggio ed il Ragionier Fantozzi, costretto a guardare il film rivoluzionario durante la partita dell’Italia!

 

di Daniele Vanni

In Italia, – non me ne vorrà dall’al di là, Ejzenstein, con la sua faccia ed i capelli terribili, che dopo aver girato il film “Ivan il Terribile” forse con qualche velato richiamo a Stalin, fu trovato morto per emorragia a 50 anni, – dicevo spero non me ne voglia, ma il suo capolavoro, il film per cui è ricordato, è conosciuto, qui da noi in Italia, oltre a qualche Circolo ARCI che lo promosse, su spinta del PCI che all’epoca distribuiva anche pellicole, quasi sicuramente prodotte in URSS, quasi esclusivamente  grazie ad una famosa sequenza del secondo film della fortunata saga del ragionier Ugo Fantozzi!

Ne “Il secondo tragico Fantozzi” di Luciano Salce del 1976, il protagonista, interpretato da Paolo Villaggio, suscita infatti, all’interno di un cineforum, l’unica vera Rivoluzione attuabile e possibile in Italia: quella degli Italiani privati del calcio! con un boato da stadio (e 92 minuti di applausi) pronunciando la frase:

 

« Per me… La corazzata Kotiomkin… è una cagata pazzesca! »

 

(Paolo Villaggio ne Il secondo tragico Fantozzi)

 

Le parole di Fantozzi sono, come peraltro i “novantadue minuti di applausi” tributati all’esternazione dai suoi colleghi, un atto di rivalsa dell’uomo medio, nei confronti di una sedicente élite culturale e dei suoi atteggiamenti forzatamente intellettuali e snobistici. Che in Italia hanno allignato (e continuano nonostante certi politici e certi intellettuali siano ormai quasi privi di cultura, al pari dei loro elettori o ascoltatori!) come in nessun altro paese al mondo.

Come racconta Paolo Villaggio, durante un cineforum a cui partecipò a Genova, la scena della scalinata venne proiettata per errore, dopo appena dieci minuti dall’inizio del film. Il responsabile del cineforum dichiarò: “Questo è il più bel film di tutti i tempi!”. Subito dopo il proiezionista rivelò di aver proiettato il film al contrario. Il responsabile rispose: “Bene, allora lo riguardiamo dall’inizio”.

La celeberrima scena è stata poi ispirata da un evento realmente accaduto allo stesso interprete-autore.

Paolo Villaggio si trovava in un cinema a Mosca, quando è stata fatta partire la pellicola. Durante il periodo sovietico, che stava terminando, all’epoca di Stalin non ci sarebbe stato alcun dissenso! la pellicola era proiettata così spesso da essere venuta a noia, e quindi nel cinema molte persone iniziarono ad urlare lamentandosi per l’ennesima visione del film stesso!

L’espressione colorita di Fantozzi, e l’intero episodio del film con Paolo Villaggio, hanno contribuito a rendere “La corazzata Potëmkin” un esempio paradigmatico di come viene visto popolarmente il cosiddetto cinema d’essai: lento, lungo e insopportabile ai più.

Ma finanziato dallo stato: da noi come a Mosca!

Le scene che si vedono proiettate ne “Il secondo tragico Fantozzi non sono tratte da La corazzata Potëmkin!

A ben leggere i titoli di testa si tratta de La corazzata Kotiomkin, di tale Serghei M. Einstein!

Non avendo ottenuto i diritti, per riprodurre parti dell’opera originale, tutte le scene del capolavoro visibili nel film furono girate ex novo dal regista Luciano Salce!

Questo nella parodia.

Nella realtà bolscevica, La corazzata Potëmkin è un film sovietico di Sergej Michajlovič Ėjzenštejn, conturbante nell’aspetto ed anche in molte scene dei suoi film, come quelle che girò in Messico dove l’architetto di origini ebree era stato invitato da un contratto miliardario (alla faccia del proletariato!) di Hollywood. Cosa che non piacque per niente a Stalin che gli ordinò di rientrare in patria. Cosa che Ejzestein, forse sconsideratamente, fece.

Si tratta, al di là dell’ironia, di una delle più note e influenti opere della storia del cinema, e per i suoi valori tecnici ed estetici è generalmente ritenuto fra i migliori film di propaganda, nonché una delle più compiute espressioni cinematografiche.

Prodotto dal primo stabilimento del Goskino a Mosca, fu presentato il 5 dicembree proiettato poi il 21 dicembre 1925 al teatro Bol’šoj.

La prima proiezione aperta al pubblico avvenne il 21 gennaio 1926.

Il film è ambientato nel giugno del 1905; i protagonisti della pellicola sono i membri dell’equipaggio della nave da battaglia russa, che dà il titolo all’opera, ed è strutturato in cinque atti.

I fatti narrati nel film sono in parte veri, ma in parte preponderante fittizi: in sostanza si può parlare di una rielaborazione “a fini narrativi” dei fatti storici realmente accaduti e che portarono all’inizio della Rivoluzione russa del 1905.

Infatti – ad esempio – il massacro di Odessa non avvenne sulla celebre scalinata, bensì in vie e stradine secondarie, e non avvenne di giorno, ma di notte!

Come di notte, viene chiamato Fantozzi in fabbrica, durante una partita dell’Italia, per assistere alla proiezione che dà vita all’unica vera rivoluzione bolscevica avvenuta nel nostro Paese!

L’episodio più famoso del film di Ejzestein è naturalmente l’Atto IV: la scalinata di Odessa, per la lunga scena dell’attacco alla folla da parte dei soldati e in cui una carrozzina, spinta da una madre appena fucilata, scivola giù, giù, giù per la scalinata, facendo “partecipare” lo spettatore da una parte sola, un po’ come nei film hollywoodiani dove si attende il 7° Cavalleria per uccidere gli indiani cattivi.

In entrambe i tipi di pellicole, – ma è molto più grave in una pellicola comunista! ci si scorda che coloro che vengono uccisi sono uomini come coloro che uccidono ed il male non sta mai da una parte sola.

Molto più democratica la “frittatona con rutto libero!” del ragionier Fantozzi, preparata da Pina, mentre gioca la Nazionale, che guarda, senza impartire lezioni, a quanto piccoli siamo noi uomini!

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