Two Kennedys & A Monroe

 

 

di Daniele Vanni

 

 

Anche i miti muoiono.

Marilyn Monroe, un fisico in fondo come tante, una recitazione come tante, ma un mito come può esserlo una Venere moderna, è trovata morta nella camera da letto della sua casa di Brentwood, a Los Angeles, una casa come tante non come quella di molte star, il 5 agosto 1962.

I miti non vogliono mai invecchiare e Lei ha trentasei anni.

 

Il cadavere di Marilyn, così dicono! (?) era privo di vestiti.

In mano la cornetta del telefono.

 

La “scoperta” è stata fatta da un vicino, “urgentemente” chiamato, alle 3.30! dalla governante dell’attrice, preoccupata perché non riusciva a entrare nella camera di Marilyn.

La porta è chiusa da dentro e, nonostante si vedesse la luce accesa, non sentiva alcun rumore e nessuno rispondeva alle sue domande.

La chiamata alla polizia per denunciare il fatto è pervenuta alle 4:25, ora locale, come da successivi accertamenti telefonici.

Alcuni biografi ritengono però che siano trascorse almeno cinque ore dal momento del decesso, a quando sono state avvisate le autorità. In questo lasso di tempo, Marilyn sarebbe stata portata al Saint John’s Health Center di Santa Monica, ma l’ospedale avrebbe rifiutato di accettare il caso per l’eccessiva notorietà della vittima.

 

Un’indagine formale, nel 1982, del procuratore generale della contea di Los Angeles si concluse però, senza nessuna credibile evidenza di un complotto.

 

Secondo il dottor Thomas Noguchi, che eseguì l’autopsia, la morte di Marilyn era con “alta probabilità” un suicidio, dovuta a un’overdose di barbiturici.

Nel corpo dell’attrice si trovarono 8 milligrammi di idrato di cloralio e 4,5 milligrammi di Pentobarbital, per 100 millilitri di sangue.

Amori pericolosi…i Kennedy.

 

 

L’incerta, ingarbugliata ricostruzione degli eventi di quella notte, la presenza non confermata di Bob Kennedy nella casa dell’attrice la sera prima della sua morte e alcune incongruenze nelle dichiarazioni dei testimoni e nel referto autoptico, hanno dato adito, da subito, a molteplici interpretazioni sugli eventi di quella notte e sulle cause della scomparsa dell’attrice.

Le congetture, i dubbi, i sospetti si alimenteranno per anni. Crescendo di anno in anno.

 

Tra le varie versioni formulate, venne ipotizzata proprio la complicità dei Kennedy, che vedevano nella Monroe, che si era detta pronta a confessare le loro relazioni con lei ed anche altri segreti, una minaccia per la loro carriera politica.

Certo che la sua aumentata instabilità, dovuta alle sue crisi depressive, all’uso di sostanze, una certa fragilità isterica, l’istrionismo insito in ogni star, la rendevano una mina vacante negli ambienti che lei era solita frequentare.

 

Attorno alla sua morte c’è anche un fuggi fuggi mesto e ipocrita.

Joe DiMaggio organizzò, insieme a Inez Melson, amministratrice dei beni di Marilyn e tutrice della madre dell’attrice, il funerale, occupandosi delle spese!

La cerimonia si tenne al Westwood Memorial Park l’8 agosto 1962.

31 furono le persone, tra parenti e amici, che presenziarono al funerale!

Oltre Di Maggio nessuno degli altri mariti.

Non la madre Gladys, già colpita dalla schizofrenia, é incapace anche di ricordare la figlia.

La bara era di bronzo massiccio, foderata con un tessuto di seta color champagne, forse come da suo desiderio. Ma non si segue l’altro, ben più profondo e importante desiderio dell’attrice, confidato espressamente a Truman Capote, quello di voler essere cremata, con le sue ceneri poi disperse nelle onde del mare. Da quella spuma, dalla quale era nata Venere. Ma chissà se Marilyn lo sapeva…

Marilyn Monroe è sepolta in un loculo presso il Westwood Village Memorial Park Cemetery.

Rimanendo fedele a una promessa fatta a Monroe, Whitey Snyder, il suo visagista personale, truccò il cadavere per la cerimonia. Anche Pearl Porterfield, la costumista Marjorie Plecher e la parrucchiera Agnes Flanagan, si occuparono del corpo dell’attrice, mettendole sulla testa la parrucca bionda che aveva portato nel film “Gli spostati” e vestendola con un abito verde di Emilio Pucci.

 

Hugh Hefner, il fondatore di Playboy, ha addirittura acquistato una tomba accanto a quella di Marilyn per 85.000 dollari, mentre l’altra tomba adiacente è stata venduta per ben 125.000 dollari.

 

L’ex marito, Joe Di Maggio, nei primi tempi dopo la morte di Marilyn, portò personalmente, una volta a settimana, un mazzo di rose rosse sulla tomba dell’attrice. In seguito, sino al 1982, li fece recapitare da un fioraio, ma solo in ricorrenza del compleanno.

Non tanto diversamente, ma con più continuità ed insistenza, farà Slatzer (scrittore e critico letterario, uno degli amici più fidati di Marilyn Monroe, tanto che i due si sposarono quasi come fosse un gioco, a Tijuana il 4 ottobre. Ma per via delle insistenti richieste da parte di amici e produttori, dopo tre giorni i due decisero di annullarlo, pagando 50 dollari): lui deporrà per tutta la vita! delle rose bianche sulla tomba.

 

Nel suo testamento, tra le tante disposizioni, ben ponderate e sagge, quelle di destinare il 50% del suo bilancio al direttore dell’Actor Studio.

Un quarto dei suoi lasciti, il 25%, a Marianne Kris, la sua psicoterapeuta, che le girò ad Anna Freud, la figlia di Sigmund che con quei soldi creò la Hampstead Child-Therapy Clinic con sede a Londra, che fu l’ente beneficiario scelto da Kris per versare la percentuale indicata nel testamento. Tale società venne anche riconosciuta come «legataria principale» dei diritti dovuti all’immagine dell’attrice, ricavando circa un milione e mezzo di dollari all’anno per diversi anni.

Pensate se fosse riuscita  ad incanalare così bene i proventi e lo sfruttamento del suo Mito!

Sarebbero state cifre colossali, da grande multinazionale, con miliardi di dollari l’anno versati all’Actor Studio ed alla Psicoanalisi!!!

5 agosto marilyn-monroe

 

 

Share