Accadde Oggi, 4 Settembre: dopo 1229 anni, 4 mesi e 13 giorni, crolla l’Impero Romano

E’ la data fatidica e assai approssimativa della caduta dell’Impero Romano d’Occidente. In verità, il vero dominio dei Romani era crollato da molto tempo, ma non così la loro influenza, le loro leggi, la loro architettura e tutto quanto hanno insegnato al mondo che durerà per sempre!

di Daniele Vanni

Muore un Impero!

Il 21 aprile del 753 a.C., cioè esattamente 1229 anni e 4 mesi prima, un uomo, poi divinizzato, ma con lo stesso nome aveva tracciato il pomerio della Città Eterna ed ucciso il fratello che lo aveva proditoriamente oltrepassato! Adesso un altro Romolo! un bambino o poco più, fuggiva da Ravenna nel meridione e la sua fuga segnava la fine dell’Impero romano d’Occidente e l’inizio del Medio Evo!

Flavio Romolo Augusto, noto anche col diminutivo di Augustolo, cioè Piccolo Augusto, (461 circa – dopo il 511), è considerato tradizionalmente l’ultimo imperatore romano d’Occidente (31 ottobre 475 – 4 settembre 476), in quanto dopo la sua deposizione ad opera del generale barbaro Odoacre non fu nominato nessun nuovo imperatore.

Le fonti storiche danno pochi dettagli sulla sua vita. Fu messo sul soglio imperiale dal padre Flavio Oreste, magister militum dell’esercito romano dopo la deposizione del precedente imperatore, Giulio Nepote. Poco più che un bambino, Romolo fu di fatto un fantoccio nelle mani del padre. Regnò solo per dieci mesi. Fu spedito da Odoacre in Campania, al Castellum Lucullanum, dopodiché scomparve dalle fonti.

Dal 474 era imperatore d’Occidente Giulio Nepote, nominato tale dagli imperatori d’Oriente Leone I e Zenone. Nel 475 Nepote rimosse il patrizio e magister militum dell’Occidente, il gallo-romano Ecdicio, per nominare al suo posto Oreste. Quest’ultimo, ottenuto il sostegno dell’esercito, si mosse da Roma ed entrò a Ravenna (28 agosto), obbligando Nepote, impossibilitato a resistere, a fuggire in Dalmazia. Dopo circa due mesi, durante i quali aveva forse atteso un riconoscimento da parte dell’impero d’Oriente, il 31 ottobre dichiarò decaduto Nepote e nominò imperatore il figlio Romolo, che aveva 12 o 14 anni e che poteva assurgere al soglio imperiale in quanto la madre era di stirpe romana.

Romolo era un adolescente incapace di assumere le responsabilità che il potere comportava. Fu così Oreste a detenere effettivamente il potere in nome del figlio. A nome di Romolo, vennero coniate quantità di solidi d’oro a Roma, Milano e Ravenna, alcune persino ad Arles, in quanto la Gallia era una delle poche province ancora in mano romana. Il problema più urgente era gestire le truppe barbariche che erano poste a difesa dell’impero, nominalmente fedeli all’imperatore, ma effettivamente tenute a bada dai pagamenti versati continuamente attingendo alle casse dello stato.

Nel 476 la situazione si fece più difficile, in quanto alcune truppe mercenarie barbariche composte da Eruli, Sciri e Turcilingi, chiesero di ottenere delle terre in Italia, che Oreste però non concesse. Questi popoli si rivoltarono sotto la guida del capo sciro Odoacre, eleggendolo re il 23 agosto: cinque giorni più tardi, il 28 agosto, Oreste fu catturato vicino a Piacenza e ucciso per volere di Odoacre. Quest’ultimo occupò poi Ravenna e il 4 settembre 476 depose Romolo Augusto.

Odoacre inviò a Costantinopoli le insegne imperiali: la sovranità sulle terre dell’Occidente passò quindi formalmente a Zenone, imperatore d’Oriente, che riconobbe Odoacre governatore d’Italia col titolo di patrizio.

La successiva vita di Romolo è misteriosa. L’Anonimo Valesiano afferma che Odoacre lo abbia risparmiato in virtù della sua giovane età, esiliandolo a Napoli nel Castellum Lucullanum, l’antica villa di Lucullo, attuale Castel dell’Ovo, e concedendogli un vitalizio di seimila solidi annui (la rendita di un senatore facoltoso). Altri affermano che Odoacre lo esiliò in Campania, ma non menzionano nessun vitalizio. Da questo momento scompare dalle fonti.

Solidus_Romulus_Augustus

Solido di Romolo Augusto, celebrante le vittorie militari degli augusti

RomulusAugustus raffigurato su un trimisse, un terzo di solido

Il solido era una moneta d’oro coniata nell’Impero romano: fu introdotta da Costantino I nel 309/310 e usata in tutto l’Impero Romano d’Oriente fino al X secolo. La moneta sostituì l’aureo come principale moneta d’oro dell’Impero Romano.

Il nome «solido» era stato utilizzato in precedenza da Diocleziano (284-305) per una moneta d’oro da lui introdotta, che era differente dal solido di Costantino. La moneta veniva emessa ad un valore teorico di 1/72 di libbra romana (circa 4,5 grammi). I solidi erano più larghi e sottili degli aurei, ad eccezione di alcune emissioni dell’Impero Bizantino, più simili all’aureo. Il peso e la finezza del solido rimasero relativamente costanti per tutto il periodo della sua produzione, con poche eccezioni. Vennero prodotte anche delle frazioni del solido, chiamate semisse (mezzo solido) e tremisse (un terzo di solido).

I termini “soldo”, “soldato”, “assoldare”, oggi nell’uso corrente della lingua italiana, così come l’inglese “soldier” ed il tedesco “Soldat” , derivano proprio dal termine “solidus”.

 

 

 

 

 

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