Accadde Oggi, 31 Dicembre: Ecco tutte o quasi, le principali tradizioni del Capodanno!

 

 

di Daniele Vanni

 

 

 

A voler dar seguito a tutte le tradizioni di Capodanno, ai riti propiziatori, ai gesti portafortuna, scaramantici, alle superstizioni …alle paure, ai cibi, alle usanze della sera dell’ultimo dell’anno e la mattina di quello nuovo, può essere un lavoro infinito come un’enciclopedia.

Perchè ogni nazione, ma ogni città o paese, ogni popolo, ogni religione ha suoi modi singolari e ad ogni latitudine ce n’è per tutti i gusti!

Anche se poi, ci sono quelle cose più consuete: dalle lenticchie ai soldi in tasca, dalle mutandine rosse ai fuochi d’artificio, dall’uva alle strenne e poi ancora i cocci a mezzanotte, il bacio sotto il vischio, le finestre aperte e chiuse per far volar fuori casa gli spiriti maligni…ma anche queste sono interminabili!

Noi abbiamo provate ad elencarvele tante più quante ne potevamo raccogliere…prima che fosse giorno!!!

Comunque: AUGURI!!!

 

Parte 7° – Antropologia del Capodanno ed ultime tradizioni mondiali

 

 

Il Capodanno è rito di fondazione e rifondazione. Nel senso dell’Uroboro, il Serpente che si morde la coda, simbolo del tempo circolare, del ciclo vitale, del mondo, inserito nell’ordine cosmico.

In questo senso ripete o meglio: ricorda e quindi commemora, in una specie di mito e di rito la catastrofe mitica e la sua palingenesi.

 

Il Capodanno, in questo modo, è un ricorrente Rito di Passaggio che celebra la rigenerazione dell’ordine cosmico e umano attraverso il disordine che è crisi.

In virtù di esso la collettività si faceva avanti verso i nuovi compiti incombenti, di lavoro produttivo e fecondo.

Adesso…è una festa consumistica, anzi la più consumistica perché in genere più costosa di tutte quelle dell’anno che si fanno facendo…di anno, in anno, in numero sempre maggiore. E sempre più lunghe e sfarzose.

Un po’ come le vacanze, che se si sommano ferie estive, Natale, Capodanno e Befana, Pasqua, 52 domeniche, 52 sabato, la giornata infrasettimanale di chiusura, l’onomastico, la Festa del Patrono, per molti uffici statali come le poste o i comuni, i compleanni, feste nazionali: 25 Aprile, 2 Giugno…diciamo che tranquillamente si arriva ad un giorno si ed uno di festa!

 

Diversa è la festa a seconda delle fasi di vita dell’Uomo.

Quello raccoglitore-cacciatore, vi vedeva il mutare semplice delle stagioni, a cui lui soggiaceva passivamente, con il passaggio o l’eclissarsi degli animali, migrati o in letargo, ed anche delle erbe e dei frutti

Tra gli eschimesi per esempio l’inverno limita duramente le attività di caccia e pesca, essenziali alla vita sociale. Naturale quindi, che in tale stagione si acuiscano come non mai i rischi di carestia e fame. Parallelamente con le ragioni di rischiosità esistenziale, e di inattività di caccia e raccolta, ecco l’intensificarsi della vita interiore, religiosa o meglio: mitico-rituale in inverno. E’ un ripetersi: nella malattia, nel freddo, nella penuria, nell’approssimarsi del nemico, insomma: nella autentica criticità esistenziale, l’uomo, “magicamente” si apre al “sacro”. Che poi riesce a dimenticare più in fretta di quanto non sia giunto.

I riti calendariali dei cacciatori-raccoglitori stanno su un piano storico-culturale nettamente differenziato rispetto alle feste di Capodanno di civiltà coltivatrici: qui siamo legati al ciclo del seme che muore, sotterrato, e risorge, ma qui, sempre nel timore della natura e dei suoi sbalzi, l’uomo ha già preso più forza in sé. E’ più baldanzoso perché sicuro della sua opera.

Ma in qualunque rito di Capodanno ha due aspetti fondamentali: uno conclusivo, di chiusura. L’altro di apertura, inaugurativo.

 

Nei riti degli Andamanesi e dei Fuegini della Terra del Fuoco il momento eliminatorio prevale. In essi gli indigeni sanciscono in forma solenne la chiusura dell’anno.

Viceversa il momento inaugurativo prevale ad esempio nei riti di Australiani, Boscimani, Pigmei, Eschimesi.

Sono riti di fondazione dell’anno, e sostanzialmente mirano a far sì che psicologicamente l’uomo entri in sintonia (magica) con il passare delle stagione e le Entità che le governano così che si rassicuri!

Cioè abbia fiducia (cioè certezza interiore) nel momento dell’esplicazione del rito, che h proprio questa funzione! (non si usa questo termine anche per la Messa cristiana??!) in una prossima abbondanza, fertilità della terra, il ritorno della selvaggina, proprio quando lo spettro della carestia preme angustiosamente.

 

Per questo, Il Capodanno dei cacciatori-raccoglitori è quasi un’orgia di danza! Come se continuasse la caccia! Nell’esaltazione rituale si riattano i miti di fondazione degli alimenti e del mondo. È una deliberata ricerca di esaltazione e di “evasione” (Boscimani e Pigmei ingeriscono bevande o “medicine” eccitanti; tra gli Eschimesi si adottano le tecniche sciamaniche).

È un’orgia di rumori (Andamanesi) come in una battuta fanno i battitori che spingono l’animale e con il suono si tolgono la paura.

È insomma una “festa” in cui tutto concorre a determinare “l’uscita” rituale dal mondo e il loro ingresso in un mondo miticamente e ritualmente ricreato, che sarà come desiderato, proprio perché svolgendo tale festa, l’uomo si dà l’assicurazione interiore che ha capito qual è il volgere delle stagioni!!

Il momento nel quale ricorre la festa dei coltivatori è quello di dimostrare ancora abbondanza di scorte!

Come per i cacciatori, è l’acme della crisi, della penuria, del freddo, ma qui, essendoci i magazzini, con i semi, i frutti, le farine, si può ostentare, per allontanare il freddo e avvicinare la Primavera, l’abbondanza più sfrenata con le strenne, i regali: A dimostrazione che abbiamo più del necessario!

Così tanto siamo cresciuti in questa linea, da ricreare nel culmine dell’inverno, la Stagione degli Amori!! L’Estate! Non servono a questo i resort, i Caraibi, le crociere o le bianche sabbie degli atolli??!!!

 

 

STATI UNITI

 

Tutti gli elettori americano o quasi, in questa notte si troverebbero d’accordo nel trasformarsi, come Cenerentola a mezzanotte, nel Presidente Trump! Al si là degli orientamenti politici o delle idee.

Infatti, negli USA è tradizione baciare, molto calorosamente, il proprio partner allo scoccare della mezzanotte, o almeno la persona che si trova più vicina in quel momento!

A Times Square, con un countdown, che fa ormai da riferimento mondiale, dal 1907, si dà il benvenuto al nuovo anno.

Ogni anno, negli States, almeno 1 milione di persone scendono in piazza, mentre altri milioni guardano in tv l’evento.

In questo caso, a parte le nostre tradizionale First Lady che non hanno mai avuto il carisma di Jaqueline Kennedy, né la presenza di Melania, ma neppure la forza di una Signora Rooswelt, per il resto (a parte il PIL ed il debito pubblico, che aumenta a dismisura in questa notte, dove fra botti e traffico, produciamo moltissima diossina di quella sparsa a Seveso!!) siamo molto americani!

 

Per niente vicini, siamo invece agli abitanti che non so come si chiamano della North Carolina, USA.

In North Carolina, gli abitanti dello stato, devono comprare un opossum il giorno della vigilia di Capodanno, per poi metterlo in una gabbia e liberarlo dopo il conto alla rovescia!

Distantissimi anche dai Georgiani!

In Georgia, USA, ogni anno si lascia cadere una pesca enorme di 362kg!

Il “Peach Drop”è una delle celebrazioni della vigilia di Capodanno che dura almeno 16 ore. La pesca è stata a lungo un simbolo di orgoglio e della storia della Georgia. La pesca gigante è in vetroresina e schiuma, ed è calata ogni anno in Atlanta dal 1989.

 

 

 

Ancora sul liberarsi del passato

 

Per iniziare al meglio l’anno è necessario lasciarsi alle spalle i dispiaceri e le sfortune di quello appena passato. Per dare corpo a queste intenzioni, in Argentina distruggono dei fogli di carta in tanti piccoli pezzi e alla mezzanotte li gettano dalla finestra.

In Messico, invece, nei giorni precedente al Capodanno si liberano di tutto ciò che è inutile in casa.

Una tradizione che si celebra in modo simile anche in Sudafrica, in particolar modo a Johannesburg, dove il giorno della vigilia in molti gettano via oggetti e mobili vecchi.

 

 

 

 

Filippine

 

Nelle Filippine la notte di Capodanno…è tonda!!

E’ infatti  consuetudine presentarsi nella nottata di Capodanno in compagnia di 12 frutti rotondi… ognuno di essi indica un mese dell’anno.

Ma anche altre tradizioni di Capodanno, qui coinvolgono simboli ed oggetti rotondi.

I Filippini cercano in questa sera, di vestirsi a pois, perché la rotondità significa per loro prosperità.

Le loro tasche, per l’occasione, saranno pieni di monete rotonde, che sono scosse per attrarre ricchezza.

Ma questa…”rotondità” è beneaugurale un po’ dappertutto!

 

 

 

Capodanno nel mondo: altre tradizioni in Europa

Germania: se vi trovate a festeggiare il Capodanno con gli amici tedeschi, oltre come abbiamo scritto in altra parte, non dimenticate di indossare maschere e abiti bizzarri come se fosse il nostro Carnevale.

Grande festa a base di noci, noccioli e uvetta, da degustare con un’ottima bevanda di vino, rum, cannella, chiodi di garofano e buccia di arancia, la cosiddetta Feuerzangenbowle, bibita tipica della fraternità e associazioni studentesche. Per riprendervi dalla sbornia, chiedete un’aringa affumicata, tradizione tipica dei paesi protestanti: un ottimo rimedio quando si è alzato un po’ il polso!

 

 

Inghilterra: un po’ come in Italia, si festeggia l’ultimo dell’anno tra tavola e veglione. Immancabili, alla pari delle nostre lenticchie e cotechino, il tacchino ripieno di castagne, e il Christmas Pudding, un dolce della tradizione spesso arricchito con monete d’argento in segno di buon auspicio. Finito il cenone, via libera a giochi alquanto particolari: divertitevi a pescare con le mani la frutta secca galleggiante su un liquore infiammato!

Spagna: oltre ai 12 chicchi d’uva al rintocco delle campane, non fatevi mancare i deliziosi “bunuelos”, sfogliatine ricoperte di zuccheroe tanta buona musica da ballare sino all’indomani.

 

Scozia: un Capodanno alternativo e stravagante? Tuffatevi nelle gelide acque di Queensferry, dove sarete in compagnia di coraggiosi e intrepidi scozzesi con indosso dei costumi decisamente bizzarri!

Russia: come in Scozia, anche i valorosi Russi, nello specifico i cittadini di Novosibirsk, si immergono nelle acque siberiane travestiti da Santa Claus.

Anche in Siberia diversi intrepidi, allo scoccare del nuovo anno, si tuffano in dei varchi aperti in dei laghi ghiacciati insieme a dei tronchi d’albero.

 

Sempre nel Vecchio Continente, in Svizzera,per accattivarsi la buona sorte nell’anno futuro è necessario far cadere sul pavimento un po’ di gelato alla crema.

 

 

Molti danesi festeggiano il nuovo anno lanciandosi da una sedia allo scoccare della mezzanotte! Oltre che gettare come abbiamo visto, curiosamente, piatti contro le porte dei propri vicini per simboleggiare la loro amicizia.

Saltare dalla sedia è il modo danese di compensazione dell’aria e portare buona fortuna per l’anno a venire.

Mentre le persone che restano con meno piatti sani, si vantano di avere moltissimi amici!

 

 

Estonia e…colesterolo!

I numeri 7 , 9 e 12 sono i numeri fortunati degli Estoni.

E c’è la convinzione che le persone devono mangiare 7, 9 o anche 12 volte il giorno di Capodanno!!

Questa tradizione serve per “augurarsi cibo abbondante nel prossimo anno.” Una persona che è in grado di mangiare sette pasti quel giorno si dice che sia pronto ad affrontare il nuovo anno con “la forza di sette uomini.

 

Fine…

 

ma a Voi tutti che mi avete seguito: BUON PRINCIPIO e per l’augurio più sentito, andate a vedere la Parte 6!!!

 

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