Accadde Oggi, 31 Dicembre: Ecco tutte… o quasi, le principali tradizioni del Capodanno!

 

 

di Daniele Vanni

 

 

A voler dar seguito a tutte le tradizioni di Capodanno, ai riti propiziatori, ai gesti portafortuna, scaramantici, alle superstizioni …alle paure, ai cibi, alle usanze della sera dell’ultimo dell’anno e la mattina di quello nuovo, può essere un lavoro infinito come un’enciclopedia.

Perchè ogni nazione, ma ogni città o paese, ogni popolo, ogni religione ha suoi modi singolari e ad ogni latitudine ce n’è per tutti i gusti!

Anche se poi, ci sono quelle cose più consuete: dalle lenticchie ai soldi in tasca, dalle mutandine rosse ai fuochi d’artificio, dall’uva alle strenne e poi ancora i cocci a mezzanotte, il bacio sotto il vischio, le finestre aperte e chiuse per far volar fuori casa gli spiriti maligni…ma anche queste sono interminabili!

Noi abbiamo provate ad elencarvele tante più quante ne potevamo raccogliere…prima che fosse giorno!!!

Comunque: AUGURI!!!

 

Parte 2°

 

 LE STRENNE

 

Un altro elemento propiziatorio è dato dalle strenne: ricevere molti regali, infatti, accumulerà abbondanza per tutto l’anno.

L’uso presso i romani si chiamava “streniarum commercium”.

Ma i regali, che sono più legati a Natale e alla Befana, ma comunque al periodo (iniziati con i Saturnali dell’Antica Roma, dove erano anche momento di scherzo) presero questo nome perché si raccontava di un regalo di un ramo (di verbena) strappato nel bosco della Dea Strenia, da cui…

In varie regioni, durante la notte di Capodanno, gruppi di giovani vanno per le strade a cantare la “strenna”, con gli auguri di un felice anno nuovo e la richiesta di doni, come avviene per le Befanate di Questua.

 

 

I “PRODIGI”

Durante il Capodanno, in diverse regioni d’Italia, si crede avvengano prodigi.

 A Pettorano sul Gizio, in Abruzzo, vi è la credenza che, nel preciso momento in cui scocca la mezzanotte di Capodanno, che l’acqua del fiume si arresti e diventi d’oro, e subito dopo torni a scorrere come prima. Una donna ignara del prodigio, si trovò ad attingere proprio in quell’attimo e invece dell’acqua portò a casa la conca piena d’oro.

Che il tempo si fermi è scritto persino nei vangeli nell’attimo della nascita di Gesù!

 

 

 LA PRIMA PERSONA CHE SI INCONTRA PER STRADA, IL PRIMO MATTINO DELL’ANNO

 

Allo scoccare della mezzanotte è importantissima la prima persona che si incontra per strada.

Ma la consuetudine dice che è meglio fare questo tipo di previsione, al mattino, al risveglio.

E con questo si apre tutta la serie infinite di tradizioni che tentano di trarre auspici da queste ore o dai giorni successivi.

È di buon augurio, infatti, incontrare un vecchio o un gobbo, mentre se si incontrerà un bambino o un prete si avrà disgrazia.

La ragione di queste credenze è nel principio dell’analogia: il vecchio vuol dire che si vivrà a lungo; il gobbo porta bene sempre, tanto più nel giorno in cui tutte le forze hanno il massimo potere.

In Piemonte, invece, porta fortuna incontrare un carro di fieno o un cavallo bianco.

Altrove si dà più importanza se è uomo o donna.

 

 

LAVORO O RIPOSO?

 

In Abruzzo, porta bene che le donne diano inizio a quante più faccende è possibile fare, mentre in altre regioni, il primo dell’anno deve trascorrere in assoluto riposo, altrimenti si lavorerà per tutto l’anno.

Ma la questione rimane irrisolta, se sia di buon auspicio lavorare o meno il primo dell’anno. In alcune regioni porta buono, in altre molto meno.

                                                                     

I PRIMI 12 GIORNI DEL NUOVO ANNO

 

Un’altra tradizione diffusa, sempre come previsione, è quella legata alle “calende”: si ritiene, infatti, che dal tempo che farà nei primi dodici giorni dell’anno, si possa prevedere quello che farà nei dodici mesi.

In alcune regioni, come il Friuli Venezia Giulia, si cerca una conferma estendendo l’osservazione ai successivi dodici giorni, ossia fino a San Paolo, facendo però riferimento ai corrispondenti dodici mesi in senso inverso.

Delle calende si hanno testimonianze bizantine fin dal secolo X d.c.

Altra tradizione simile, è quella che assimila i primi dodici giorni dell’anno nuovo ai mesi che verranno: come si trascorrerà ciascun giorno, questo influenzerà il mese “corrispondente”!

Se poi avete amici in Friuli Venezia Giulia dovrete stare attenti alle cose che fate, al tempo atmosferico e ad un sacco di altri segni per i primi 12 giorni dell’anno. Saranno loro a determinare, nel bene e nel male, l’andamento dei 12 mesi dell’Anno nuovo.

 

 

 

PREVISIONE DEL PREZZO DEL GRANO

 

Un altro pronostico è quello dei contadini, per prevedere quale sarà il prezzo del grano. I contadini, infatti, prendono dal pagliaio una spiga, di cui scelgono dodici chicchi e li pongono sul focolare entro un cerchio di brace.

Se il chicco abbinato a un mese salta in avanti, il prezzo del grano in quel mese aumenterà: se all’indietro, diminuirà.

Forse è nato così il pop corn!

 

 

 BACIARSI SOTTO IL VISCHIO

 

Un’altra tradizione, ancora molto seguita e tornata di moda, è quella di baciarsi sotto il vischio.

A mezzanotte, come brindisi speciale, (ma anche in tutti i giorni natalizi) il bacio sotto al vischio, con la persona amata vi porterà amore per tutto l’anno.

Se le persone che si baciano, sono all’inizio di una relazione, devono sapere che da allora in poi, si attaccheranno come il vischio!

Ed anche qui, bisogna rifarsi al mondo contadino, quando una “pania”, una colla molto appiccicaticcia, veniva preparata con le bacche del vischio. Con questa colla filante, si ricoprivano dei sottili rametti che poi, ad arte, con uno spillo o un piccolo chiodo o innesto di legno, venivano fissati ad un ramo di un albero. Quando gli uccelletti (specie cardellini o lucarini e comunque uccelli di piccola taglia) si posavano su questi rami posticci, cadevano al suolo, non potendo più staccare le zampine e venivano così catturati.

 Il vischio è una pianta benaugurale, che dona prolificità, sia materiale che spirituale.

Questa era la considerazione dei Celti, che lo ritenevano sacro, sopra tutte le piante che pure adoravano come dei!

Non si spiegavano il perché nascesse, lassù, “spontaneamente”, tra i rami più alti degli alberi.  Ritenevano (non pensando agli escrementi degli uccelli!) che quest’arboscello nascesse dove era scesa una folgore e che una bevanda particolare composta di questa pianta fosse un potente elisir contro la sterilità. Così, i loro sacerdoti, i Druidi lo usavano nei sacri cerimoniali e nelle celebrazioni di purificazione, e lo coglievano, assolutamente sospesi da terra, in vesti bianche e con un falcetto d’oro!

 

 

 

 

VESTIRE BIANCHERIA INTIMA ROSSA

 

Intanto si è già visto che bisogna in questo “rito di passaggio” rinnovare (e rinnovarsi!).

Rosso poi è il colore degli dei nell’Antica Roma, almeno per gli dei principali, tanto che le tuniche di lana candida dei senatori erano bordate di rosso.

Questi due primi parametri per cominciare a spiegarsi la tradizione italiana di indossare biancheria intima rossa la sera di Capodanno.

Si tratta, anche questo, di un modo per attirare i buoni auspici per il nuovo anno.

Per il cenone dunque è d’obbligo un intimo color rosso sia per gli uomini che per le donne.

 Indossare biancheria rossa (diciamo meglio: mutande o mutandine, spesso con messaggi a volte scherzosi, a volte stupidi e pesanti): tutti noi abbiamo ricevuto in regalo da amici, parenti o fidanzati, per Natale o in prossimità del Capodanno, un capo di biancheria intima rossa, spesso spiritosa, da indossare la notte del 31 dicembre.

Questo è infatti il rituale in assoluto più seguito.

 L’usanza di indossare capi rossi in questa occasione risale addirittura agli antichi Romani. Il rosso, infatti, è considerato da sempre simbolo di forza e portatore di buoni auspici quindi, indossare qualcosa di rosso servirebbe ad attirare prosperità e fortuna per il nuovo anno.

E’ però solo in tempi recenti, per motivi non chiari, che il colore rosso è stato limitato agli indumenti intimi.

Probabilmente si tratta di una scelta di carattere pratico, poiché si tratta di un colore molto impegnativo e appariscente per un ambito elegante, ma magari, perché no, può essere anche il contatto con la pelle a rafforzare il potere portafortuna del colore rosso.

Ma attenzione!! Per portare veramente bene, le mutande devono essere regalate!!

Come dire: non siamo soli…il resto si vedrà!

 

 

 MANGIARE 12 CHICCHI D’UVA

 In Spagna, c’è la tradizione di mangiare alla mezzanotte dodici chicchi d’uva, uno per ogni rintocco dei dodici scoccati da un orologio (il principale è quello di Puerta del Sol a Madrid) per propiziarsi abbondanza di cibo per l’anno nuovo. Dopo aver fatto tintinnare i bicchieri per tre volte consecutive, si brinda pronunciando la formula “Arriba, abajo, al centro y pa’ dentro” e bevendo tutto d’un sorso. Inoltre, porta fortuna indossare un indumento di colore rosso, come in Italia, e posare un anello nel bicchiere del brindisi di mezzanotte per propiziare la buona fortuna.

 

 APRIRE LA PORTA DI CASA

 

In Russia, dopo il dodicesimo rintocco, si apre la porta di casa e due finestre per far entrare l’anno nuovo.

Ma è una tradizione che ritroviamo anche nella nostra cultura popolare: aprire le finestre crea una corrente d’aria che spazza via gli spiriti maligni, mentre la porta aperta serve a far entrare gli spiriti buoni!

 

 

 

 I MELOGRANI E L’UVA

 

Sono i frutti che non devono mancare sulla tavola del cenone di Capodanno. Sembra che portino fortuna…anche solo a guardarli. Il melograno simboleggia la fedeltà coniugale ed è di buon auspicio mangiarne per Capodanno.

La leggenda narra che Proserpina, dopo aver mangiato questo frutto, sia stata condannata a passare il resto della vita nell’Ade, (almeno sei mesi all’anno) insieme a Plutone suo sposo. Ma forse non era melograno…

 

 

→ SEGUE PARTE 3°-4°-5°-6° e 7°

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