Accadde Oggi, 30 settembre: 1791, prima esecuzione del Flauto Magico di Mozart

 

 

Anche nella trama e nei testi dei libretti, oltre che nella musica, si sente la complessità grandiosa di un musicista come Mozart, che anche nelle prove liriche dimostra una sapienza musicale, ma anche concettuale e di pensiero, ben distante dai pur grandi italiani Rossini, Verdi e Puccini.

 

di Daniele Vanni

 

 

 

La prima rappresentazione avvenne al Theater auf der Wieden di Vienna il 30 settembre 1791 con lo stesso Schikaneder (Papageno) e Josepha Hofer (Regina della notte) diretti dal compositore!

 

 

Vari elementi culturali sono confluiti nel Flauto magico:

 

Il fiabesco-meraviglioso settecentesco(flauto e Glockenspiel dalle proprietà magiche, apparizioni di animali e di genietti, montagne che si aprono svelando meravigliose sale);

L’illuminismo e il giusnaturalismo(aspirazione dell’uomo alla saggezza, alla ragione e al rapporto armonico con la natura);

La massoneria(riti d’iniziazione per accedere ai misteri e alla luce, invocazioni delle divinità egizie Iside e Osiride, comunità dei seguaci di Sarastro, ricca simbologia con particolare riferimento ai numeri e alla misteriosofia) della quale fece parte Mozart.

L’Hanswurst e il Kasperl popolar-viennese(l’umile, il popolaresco, il comico, il semplice, il naturale e il bonario che sono racchiusi nella figura di Papageno).

 

 

Alla luce anche di tutte queste parti, Il flauto magico è stato interpretato utilizzando varie chiavi di lettura: oltre che come fiaba per bambini, è stato letto anche come racconto massonico o come storia a contenuto illuminista.

 

La vicenda racconta però anche lo sviluppo (psicologico, di maturazione, attraverso prove e superamento di esse) di un individuo che, da giovane, ignorante e debole che era, diventa saggio, sapiente e uomo attraverso la scoperta dell’amore e il superamento di varie prove iniziatiche.

Durante questo percorso formativo, il giudizio di Taminosui due Regni nemici si capovolge: il bene, inizialmente identificato con il Regno lunare della Regina della notte,in quanto vittima del rapimento della figlia condotto da Sarastro, finirà per essere identificato nel Regno solaredi quest’ultimo, inizialmente giudicato come malvagio.

Nel Regno di Sarastro, Tamino troverà ragione e saggezza: quasi un passaggio da una fase di dominio dell’inconscio, dell’istinto delle passioni, al dominio della ragione e della coscienza che pure l’uomo possiede!

Ma che non pare rispecchiare il cammino della vita di Mozart!

Si scoprono così le buone intenzioni di Sarastro nel portare a sé Pamina, non togliendole libertà, ma sottraendola con intento protettivo alla malvagia madre, onde poterla destinare al giovane predestinato ed eroe della vicenda, ovvero lo stesso Tamino.

Ma al di là, di un’interpretazione incentrata sulla contrapposizione orizzontale fra i due Regni, si può scorgere un’ottica verticale, quasi sociologica, ma forse meglio: antropologica, dove la contrapposizione è fra il potere, l’autorità, i Regni e il sotto-mondo popolare, semplice e genuino rappresentato da Papageno.

L’antitesi è allora fra il concreto uomo-animale, allo stato naturale, e l’eletto, aristocratico ed astratto Tamino. Qui, il Regno della luna e quello del sole sono nemici ma, sembrano, sostanzialmente uguali o perlomeno confusi tra loro.

Entrambi rappresentano l’autorità e l’ordine, mentre Papageno – che non ha superato le prove iniziatiche, ma che di ciò s’infischia beatamente (un aspetto fondamentale di Amadeus??!) – è l’uomo di tutti i giorni capace di servire allo stesso modo la Regina della notte come Sarastro, consapevole che la bontà e la felicità, seppur materiale, stanno dalla sua parte.

La Rivoluzione Francese porterà a “politicizzare” i personaggi: la perfida Regina della Notte sarà associata all’odiato Ancien Régime, Sarastro all’Illuminismo. Ma in Mozart, sembra esserci di più.

Oltre al razionalismo della cultura massonica del ‘700, l’opera documenta un filone caratterizzato dal misticismo e dall’attrazione per i misteriosi scenari dell’Oriente. Mozart vi affronta tematiche tipiche della cultura massonica, e a lui care: morte e rinascita, rapporto tra terreno e ultraterreno, iniziazione e prova come cammino per giungere all’amore universale.

 

 

 

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