Accadde oggi, 30 Novembre: 1979, 1982 escono in questa data: Thriller e The Wall, il primo e tra i primi album più venduti di sempre

 

 

Oggi non si vendono più o quasi dischi. O magari solo come nostalgia e ritorno al passato. Anche se il suono del vinile…

 

 

di Daniele Vanni

 

 

Che strano!!? Nella cosiddetta musica classica, (e fino a qualche decennio fa, tra i puristi, i melomani o solo cultori della musica che si appellava così, “classica” per dire che il resto non lo era e, forse, non era neanche musica!) si facevano infinite e dotte discussioni su quale fosse la melodia migliore, quella più sofisticata o quella più toccante le corde dell’animo e dell’emozione!

Oggi, sono molto più interessanti e seguite, gli indici, le classifiche (spesso controverse anche per non facilitare il lavoro degli uffici delle tasse) sui dischi più venduti!!

Che, ancora più stranamente non sono quelli in testa per più mesi o anni nelle hit-parade, né quelli più ascoltati!! Lasciamo poi stare i contenuti o, come si diceva nel ’68: il “messaggio”! Sono solo canzonette diceva Bennato ed oggi con Internet e YuoTube ecc. che disgrazia!…non vendono neppure più!

Il comico poi è…era, al tempo delle vendite, che il 100% dei dischi LP, Cd …più venduti al mondo e quindi anche in Italia che si allineava in questi acquisti “intellettuali” (sarebbe meglio dire di: intrattenimento e svago) seguiva pedissequamente queste classifiche i testi, incomprensibili per la quasi totalità degli usuifruitori erano in lingua americana (anche se erano prodotti, solo di rado, svedesi o tedeschi…) e quindi coloro che li adoravano, non sapevano neppure di cosa parlassero!!

 

Meglio, perché nella quasi totalità della produzione rock, quello duro o progressivo o anche pop, i testi paiono tratti da sogni psichedelici esono, almeno per me, incomprensibili. Ad esempio dopo anni di tentativi e dopo aver letto le dichiarazioni degli autori ed esecutori non so dirvi di cosa tratti “A Whither Shade of Pale”…più bianco del pallido…o “Paint black” dei Rolling Stones”…tutto nero, come Satana, che già cantavano con testi che non scriverebbe neppure il nipotino di Garcia Lorca nel 1968… che forse è anche il protagonista, nascosto, appunto, del primo in classifica, a metà tra gli zombi che ballano come Michael, che a Roma direbbero:” Ma trille de chè??”,… ma neppure riesco a capire cosa significhi la “poesia”  di  “The Sound of Silence” di Simon & Garfunkel, se la traduco o la astraggo dal “Il Laureato” che di significati ne ha, eccome!!

 

 

Quando si parla di vendite riguardanti gli album che hanno fatto la storia della musica, specialmente per quelli un po’ più datati, ci si trova spesso a fare i conti con diversi sistemi per stabilire quali siano i top-seller.

 

La disponibilità dei dati certificati non sempre reperibile in tutti i mercati fa sì che siano le vendite dichiarate ad essere considerate più frequentemente il valore di riferimento per stilare le classifiche di settore.

 

Per cercare di mettere ordine in questo scenario fatto di numeri dichiarati spesso al rialzo, Wikipedia ha stilato una lista basata sempre sulle vendite dichiarate che deve però essere supportata da almeno un 30% di vendite certificate. Comprensibilmente, più gli album sono recenti, più la percentuale di copie certificate aumenta sensibilmente, come ad esempio i recenti successi di Adele (“21”) e Norah Jones (“Come away with me”) che raggiungono una percentuale prossima al 70%.

 

Quello che è certo è che, a prescindere da vendite certificate o dichiarate, in qualunque classifica a tema, il numero uno è sempre l’album più rappresentativo della carriera del re del pop: “Thriller” di Michael Jackson.

Sebbene ci siano diverse versioni sui numeri, alcune delle quali ipotizzano una cifra superiore ai cento milioni di copie vendute, anche nella lista più conservativa di Wikipedia, “Thriller” fa registrare il primo posto con notevole distacco su tutti gli altri album.

 

 

Come anticipato, i 66 (o 100 come altri vorrebbero) milioni di “Thriller” (1982) risultano inarrivabili per chiunque a prescindere dall’anno di pubblicazione e, solo un altro album, “Back in Black” degli AC/DC, pubblicato qualche anno prima (1980) è riuscito nell’impresa di vendere almeno 50 milioni di copie.

 

Dando uno sguardo agli estremi dell’arco temporale preso in esame, anche se in due contesti storico-musicali ovviamente diversi, è curioso come in entrambi i casi ci siano soli due album in classifica che portano la firma di un unico artista: i Beatles negli anni ‘60 con “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” (32 milioni) e “Abbey Road” (30), mentre Adele dal 2010 ha piazzato “21” (31) e “25” (20).

 

Gli anni ‘70 sono invece il decennio in cui compare il maggior numero di album con vendite prossime o superiori ai 40 milioni di dischi e, neanche a dirlo, sono anche il periodo in cui il rock e tutte le sue declinazioni la fanno da padrone nella ripartizione tra i vari generi (hard rock 22%, progressive rock 21% e rock “tradizionale” 16%).

Tra gli artisti più rappresentativi del periodo compaiono chiaramente mostri sacri del rock come Pink Floyd (“The Dark Side of the Moon”, 45 milioni), Eagles e Led Zeppelin, anche se curiosamente, tra gli album di maggiore successo spunta un’altra icona della musica che avrebbe poi spianato la strada prima verso il cinema, poi verso la televisione: la colonna sonora di “Grease”, pubblicata nel 1978 e che complessivamente ha venduto 38 milioni di copie.

 

L’avvento del pop nella cultura musicale durante gli anni ‘80 trova riscontro sia nella suddivisione per genere con il 52% contrapposto al 37% complessivo del rock (19% tradizionale e 18% Hard Rock) sia nella nascita di figure che avrebbero poi colonizzato le scene dello spettacolo a 360° come il già citato Michael Jackson (in classifica anche con “Bad” a quota 35 milioni) e la diva delle dive, ossia Madonna (46 milioni con i due album “Like a Virgin” e “True Blue”).

 

Da notare che il 1987 è l’anno in cui compare il maggior numero di album in grado di vendere almeno 20 milioni di copie: “Faith” di George Micheal (20), “The Joshua Tree” degli U2 (25), “Appetite for Destruction” dei Guns’ N Roses (30), la colonna sonora di “Dirty Dancing” (32) e “Bad” di Michael Jackson (35).

 

Senza grandi sorprese, probabilmente anche per via dell’esplosione a livello globale di MTV, negli anni ‘90 si registra il totale più elevato per le vendite degli album top-seller raggiungendo quota 703 milioni, con un netto distacco di almeno 100 milioni sul decennio precedente (589).

 

L’aspetto più interessante di questa decade, iconicamente associata al fenomeno delle pop-band (Spice Girls e Backstreet Boys compaiono complessivamente con 3 dischi), è di sicuro lo stampo prettamente femminile che caratterizza la parte alta della classifica.

 

I tre album più venduti sono infatti “The Bodyguard”, colonna sonora dell’omonimo film interpretato sia sul palco che sul set da Whitney Houston (42 milioni di copie), “Come on Over” di Shania Twain (39) e “Jagged Little Pill” di Alanis Morissette (32).

 

Oltre alle cifre in senso assoluto, gli anni ‘90 si aggiudicano anche il titolo di periodo musicalmente più variegato come dimostra la suddivisione dei generi per quanto riguarda appunto i dischi più venduti: dall’intramontabile pop, si spazia anche verso nuovi generi come il grunge dei Nirvana (“Nevermind”, 30 milioni di copie), il thrash metal dei Metallica (“Metallica”, 30), fino a due varianti del pop come il britpop degli Oasis (“(What’s the Story) Morning Glory?”, 22) ed il pop punk dei Green Day (“Dookie”, 20).

 

 

Maggior numero di vendite certificate dalla RIAA.

 

Michael Jackson – Thriller (33 dischi di platino)

 

Eagles – Their Greatest Hits (1971-1975) (29 dischi di platino)

 

Pink Floyd – The Wall (23 dischi di platino)

 

Led Zeppelin – Led Zeppelin IV (23 dischi di platino)

 

AC/DC – Back in Black (22 dischi di platino)

 

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