Accadde oggi, 30 Maggio: 1431, il rogo infame di Giovanna d’Arco!

 

Chi va in S. Michele in Foro a Lucca, può vedere, nel transetto di destra, una delle rarissime statue della Pulzella d’Orleans, poi divenuta santa per la Chiesa che invece l’aveva avviata al rogo: è una statua bellissima, con tanto di armatura e vessillo. Ma in pochi, purtroppo, ne conoscono l’esistenza!

 

di Daniele Vanni

 

 

Sarebbe durata così tanto da essere chiamata: Guerra dei Cent’anni.

La verità è un’altra: che la serie di conflitti, intercorsi a partire dall’XI secolo, da Guglielmo il Conquistatore, signore di Normandia, che morirà a Rouen, proprio come Giovanna d’Arco e che sbarcò in Inghilterra, per sconfiggere i Sassoni nella battaglia di Hastings del 1066, durarono quasi cinque secoli!!!

L’ultima fase, questa combattuta invece in terra di Francia e non continuativamente, durò più di un secolo: ben 116 anni!

Dal 1337 al 1453, e si concluse con l’espulsione degli Inglesi da tutti i territori continentali, fatta eccezione per la cittadina di Calais conquistata dai francesi solo nel 1558.

Nel processo di formazione dello Stato unitario francese, già avviatosi sotto i primi re Capetingi, rappresentò una lunga pausa, ma alla sua conclusione la Francia aveva sostanzialmente raggiunto l’assetto geopolitico moderno.

Giovanna d’Arco (in francese Jeanne d’Arc; Domrémy, 6 gennaio 1412 – Rouen, 30 maggio 1431) è un’eroina nazionale francese, venerata come santa.

Nata da una famiglia di contadini della Lorena, era una ragazzina molto devota e caritatevole; nonostante la giovane età visitava e confortava i malati e non era insolito che offrisse il proprio giaciglio ai senzatetto per dormire lei stessa per terra, sotto la copertura del camino.

All’età di tredici anni, iniziò a udire voci celestiali spesso accompagnate da un bagliore e da visioni dell’Arcangelo Michele, di Santa Caterina e di Santa Margherita, come sosterrà in seguito. La prima volta che queste voci le si palesarono, secondo il suo stesso racconto, reso durante il processo per eresia subíto a Rouen nel 1431, Giovanna si trovava nel giardino della casa paterna; era il mezzodì di un giorno d’estate: sebbene sorpresa ed impaurita da quell’esperienza, Giovanna decise di consacrarsi interamente a Dio facendo voto di castità «per tutto il tempo che a Dio fosse piaciuto».

Era da poco iniziato l’anno 1429, quando gli Inglesi erano ormai prossimi ad occupare completamente Orléans, cinta d’assedio sin dall’ottobre del 1428: la città, sul lato settentrionale della Loira, aveva, per la posizione geografica ed il ruolo economico, un valore strategico quale via d’accesso a tutte le regioni meridionali; per Giovanna, fu quello il momento – sollecitata dalle voci che diceva di sentire – per correre in aiuto di Carlo, Delfino di Francia e futuro re, estromesso dalla successione al trono a beneficio della dinastia inglese nella guerra che sosteneva contro gli inglesi ed i loro alleati Borgognoni.

All’inizio schernita, poi passata attraverso l’esame di teologi di fama, fu infine inviata all’assedio di Orleans, come ultima speranza.

Giovanna iniziò subito la riforma dell’armata, trascinando con il suo esempio le truppe francesi e imponendo uno stile di vita rigoroso e quasi monastico: fece allontanare le prostitute che seguivano l’esercito, bandì ogni violenza o saccheggio, vietò che i soldati bestemmiassero; impose loro di confessarsi e fece riunire intorno al suo stendardo l’esercito in preghiera due volte al giorno, al richiamo del suo confessore. Sebbene non le fosse stata affidata formalmente nessuna carica militare, Giovanna divenne ben presto una figura centrale nelle armate francesi: vestita da soldato, impugnando spada e bandiera bianca, con raffigurato Dio benedicente il fiordaliso francese ed ai lati gli Arcangeli Michele e Gabriele, ormai comunemente conosciuta da tutti come Jeanne la Pucelle ossia Giovanna la Pulzella (così come le voci l’avevano chiamata) raccolse un gran numero di volontari da tutto il regno e guidò le truppe infervorate in battaglia alla vittoria contro gli inglesi.

Riunì al proprio Paese parte del territorio caduto in mano inglese, contribuendo a risollevarne le sorti durante la Guerra dei Cent’anni, guidando vittoriosamente le armate francesi contro quelle inglesi. Catturata dai Borgognoni davanti a Compiègne, Giovanna fu venduta agli inglesi che la sottoposero a un processo per eresia, al termine del quale, il 30 maggio 1431, fu condannata al rogo e arsa viva, nella piazza del mercato di Rouen.

Un soldato inglese che partecipò al rogo, vedendola morire con tanta dedizione e fede, fu profetico sulle sorti della loro guerra, intuendo forse la caparbietà dei Francesi di allora e disse: “Siamo perduti, perché abiamo ucciso una santa!”.

Nel 1456 papa Callisto III, al termine di una seconda inchiesta, aperta su pressante richiesta di parenti di Giovanna, dichiarò la nullità di tale processo.

Beatificata nel 1909 da Pio X e canonizzata nel 1920 da Benedetto XV, Giovanna fu proclamata patrona di Francia.

 

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