Accadde oggi, 30 Gennaio: 1649, decapitazione di Carlo I

 

Primo re europeo ad essere giustiziato da un tribunale rivoluzionario.

…e mancano 140 anni alla Rivoluzione Francese

 

di Daniele Vanni

 

Nel 1625 divenne re d’Inghilterra, Scozia e Irlanda Carlo I Stuart, figlio di Giacomo I Stuart.

Il Regno inglese stava vivendo un momento di cambiamenti e di tensioni che si combinarono in modo esplosivo.

Dal punto di vista religioso i rapporti tra la monarchia e le minoranze protestanti e cattoliche si erano deteriorati soprattutto dopo la congiura delle polveri del 1605, durante la quale i cattolici provarono a uccidere re Giacomo I.

Le tensioni a livello politico,  i contrasti tra re e parlamento divenivano sempre più aspri: Giacomo I governò secondo i principi della monarchia assoluta ed evitò il più possibile di convocare l’assemblea togliendole potere.

Ma sotto stava avvenendo in anticipo sul resto d’Europa, quella rivoluzione “borghese” che avrebbe cancellato il Medioevo: in Francia sarebbe avvenuto tra un secolo e mezzo. In Italia una vera “rivoluzione” borghese, con la nascita di un capitalismo moderno, non avverrà mai: e sta qui tutta l’arretratezza incolmabile che abbiamo con quasi tutti gli stati europei, che ora fanno incetta di nostre industrie, bellezze e di BTP, controllando così il nostro debito e la nostra politica!

 

Le tensioni sul piano sociale ed economico in quest’epoca di trapasso, in quella nazione che si avviava, proprio per queste sue trasformazioni iniziate già secoli prima e concretizzatesi nel periodo elisabettiano, a diventare la vera potenza egemone mondiale. Fino alla Prima Guerra Mondiale.

Escluso qualche sprazzo napoleonico, che dimostrò che il genio militare e l’esercito, non sono niente, se dietro non si ha un’industria ed uno stato moderno!

Per quanto riguarda gli aspetti socio-economici, tra 1620 e 1650, una crisi economica senza precedenti si abbatté sul Regno inglese con conseguenze pesanti per i ceti inferiori.

 

Il regno di Carlo I, invece di mediare, esasperò i conflitti e le divisioni che laceravano il Paese. Il matrimonio con Enrichetta, figlia di re Enrico IV di Francia e fervente cattolica, e la nomina nel 1633 ad arcivescovo di Canterbury di William Laud, prelato della corrente filo-cattolica della Chiesa Anglicana, che mise in atto una politica repressiva nei confronti dei Protestanti, alienarono al re il favore della maggioranza anglicana, che seguiva le idee calviniste.

 

La politica autoritaria di Carlo I porterà così allo scontro con il Parlamento, che rappresentava sempre più i ceti “borghesi” e capitalisti emergenti e sempre meno la vecchia nobiltà.

Sul piano della gestione del potere Carlo I si ispirò invece, al governo autoritario del padre e arrivò allo scontro con il parlamento, anche se nel 1628 fu costretto a convocarlo per chiedere l’imposizione di nuove tasse per riempire le casse vuote del Regno.

 

La “Petizione dei diritti” e lo scioglimento del Parlamento

 

In questa occasione il parlamento approvò una Petizione dei diritti per sottolineare le sue prerogative e per ribadire il principio secondo cui nessuna tassa potesse essere imposta ai sudditi senza il suo consenso. I parlamentari chiesero al re di rispettare l’habeas corpus e di evitare incarcerazioni arbitrarie e si batterono per limitare i diritti della monarchia richiedendo di non adottare norme filo-cattoliche.

Nel 1629 Carlo decise di sciogliere il parlamento e di incarcerare i capi dell’opposizione: governò i successivi dieci anni senza convocarlo e imponendo forti tasse.

 

Nel 1638, di fronte al tentativo di Carlo di estendere il rito anglicano agli scozzesi presbiteriani, la Scozia di ribellò. Nel 1640 il re fu costretto a convocare il parlamento per chiedere denaro per la guerra, ma sciolse la sessione, chiamata Corto parlamento, dopo due settimane.

 

Il parlamento si oppone all’assolutismo monarchico

In seguito alle vittorie scozzesi il re dovette convocare ancora il parlamento, che proclamò il diritto di restare in sessione finché necessario, senza accettare altri scioglimenti, e di dover porre l’assenso su ogni tassa imposta. I parlamentari si attribuirono poteri di nomina sui vescovi e sui capi dell’esercito. Unica fonte di diritto venne considerato il diritto comune e furono abolite leggi e strumenti giudiziari dell’assolutismo monarchico. Infine il parlamento, divenendo Camera di giustizia, processò e condannò a morte i collaboratori più stretti di Carlo.

 

La rivoluzione inglese e la nascita della repubblica

 

In che modo è iniziata la rivoluzione inglese.

Nel 1642 Carlo tentò di far arrestare alcuni parlamentari, ma il popolo londinese prese le armi per difenderli e il re fu costretto a fuggire. Iniziò così la rivoluzione o guerra civile che vide contro: il re con la Chiesa anglicana, i cattolici e la grande nobiltà. I parlamentari puritani, la gentry, la borghesia, la città di Londra.

 

Oliver Cromwell guida l’esercito rivoluzionario e sconfigge le truppe del re

 

Inizialmente il re ottenne delle vittorie, ma la situazione cambiò quando Oliver Cromwell, membro dell’ala puritana del parlamento, prese le redini dell’esercito rivoluzionario composto dalle teste rotonde, i puritani che portavano i capelli tagliati corti attorno alla testa in contrasto con la moda di corte che privilegiava i capelli lunghi.

Cromwell creò un nuovo modello di esercito, caratterizzato da un’organizzazione interna democratica e da una forte disciplina e nel 1644 e nel 1645 sconfisse le truppe regie nell’Inghilterra del Nord.

 

La fuga di re Carlo I, la nuova sconfitta e la decapitazione

 

Il re venne arrestato dai nobili scozzesi e consegnato al parlamento inglese. Nel 1647 Carlo I fuggì, ma venne sconfitto di nuovo da Cromwell nel 1648. Portato a Londra, Carlo fu processato e condannato a morte per alto tradimento: il 30 gennaio 1649 divenne il primo re europeo ad essere decapitato da un tribunale rivoluzionario.

 

Le tappe principali del governo di Oliver Cromwell

 

La nascita della Repubblica e del Commonwealth.

Alcuni mesi più tardi il parlamento abolì la monarchia: nasceva la Repubblica unita di Inghilterra, Scozia e Irlanda, detta anche Commonwealth.

Il governo della neonata Repubblica fu affidato a un Consiglio di Stato guidato da Cromwell, che dovette affrontare la rivolta dei Cattolici in Irlanda e le truppe del figlio di Carlo I, Carlo II. Cromwell represse nel sangue gli Irlandesi e sbaragliò nel 1650 l’esercito regio.

 

Nel 1651 in seguito alla promulgazione da parte di Cromwell dell’Atto di Navigazione, una misura che salvaguardava gli interessi navali inglesi, scoppiò una guerra contro l’Olanda che sancì nel 1654 il dominio inglese sui mari.

 

Cromwell instaura una dittatura e scioglie il parlamentoVinta anche questa lotta, Cromwell fece prima disperdere con la forza il parlamento, ostile al suo strapotere politico e militare, e poi scelse nuovi membri fedeli prima di scioglierlo del tutto.

Nel 1655 Cromwell assunse il titolo di Lord protettore della Repubblica e instaurò una dittatura personale: egli rifiutò la corona di re, perché odiava la monarchia, ma rese ereditario il titolo di Lord protettore.

 

Il ritorno della monarchia e la Gloriosa rivoluzione

 

Dopo la morte di Cromwell iniziano nuovi scontri.

Nel 1658 Cromwell morì e si racconta che dopo la morte la folla ne dissotterrò il corpo e lo impiccò, lasciandolo a lungo appeso, prima di esporne la testa al disprezzo di tutti nelle sale del parlamento. Gli succedette il figlio con il quale si aprì una fase di scontri tra parlamento ed esercito e tra repubblicani e monarchici.

 

Il ritorno alla monarchia

 

Nel 1660 un parlamento dominato da membri fedeli al re spianò la strada al ritorno di Carlo II Stuart e alla restaurazione della monarchia. Malumori iniziarono a palesarsi a causa del timore che il sovrano volesse restaurare il Cattolicesimo, ma lo stesso parlamento si pose a difesa della Chiesa Anglicana: nel 1673 con l’Atto di prova vietò ai cattolici di ricoprire qualsiasi carica pubblica e nel 1679 decretò l’esclusione del fratello di re Giacomo Stuart dalla successione perché cattolico.

 

Il parlamento si oppone all’autoritarismo del re ed offre il trono ad un principe olandese protestante

 

Nel 1685 alla morte di Carlo II salì comunque al trono Giacomo II, che abolì l’Atto di prova e l’habeas corpus. Di fronte alle misure autoritarie del nuovo re, il parlamento decise di offrire il regno a Guglielmo d’Orange, principe olandese, protestante e genero di Giacomo, che nel 1689 venne dichiarato re con il nome di Guglielmo III.

 

Le decisioni del parlamento in seguito alla Gloriosa Rivoluzione

 

A coronamento di questa Gloriosa rivoluzione, chiamata così perché portata a termine senza spargimenti di sangue, vennero compiuti due atti formali. Il parlamento:

 

– dichiarò decaduto Giacomo II affermando l’idea che l’autorità dei re inglesi traesse fondamento da un patto stabilito con il popolo

 

– emanò la Dichiarazione dei diritti in cui furono elencate le leggi che il sovrano si impegnava a rispettare prima di venir eletto: nasceva la monarchia costituzionale parlamentare.

 

 

Gli eventi principali della rivoluzione inglese

 

Nel 1625 Carlo I divenne re d’Inghilterra, Scozia e Irlanda

Nel 1629 e nel 1640 Carlo I, restio a convocare il parlamento, fu costretto a farlo per imporre nuove tasse

Nel 1640 il parlamento ribadì i suoi poteri

Nel 1642 scoppiò la rivoluzione inglese

Nel 1649 Carlo I fu decapitato e il parlamento dichiarò la nascita della Repubblica

Nel 1655 Cromwell divenne Lord protettore della Repubblica

1658: morte di Cromwell

1660: Carlo II Stuart restaurò la monarchia

Nel 1673 l’Atto di prova vietò ai Cattolici di ricoprire incarichi pubblici

1685: Giacomo II Stuart divenne re

Nel 1689 il parlamento incoronò il principe olandese Guglielmo d’Orange.

 

Con la Dichiarazione dei diritti nacque la monarchia costituzionale parlamentare.

 

 

 

 

 

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