Accadde Oggi, 3 Ottobre: 1837, Morse brevetta il telegrafo elettrico

Morse, inventore del telegrafo elettrico ed anche (?) del codice, per primo, nel 1844, inviò il primo messaggio che diceva: “Cosa Dio ha creato!”.

Lucca fu una delle prime città europee (anche se un anno dopo Pisa!) ad avere il telegrafo, il 15 Giugno 1849.

di Daniele Vanni 

Samuel Finley Breese Morse(Charlestown, 27 aprile 1791 – New York, 2 aprile 1872) è stato un pittore, inventore e storico statunitense.

È ricordato per aver inventato, insieme con un altro inventore americano, Alfred Vail, il telegrafo elettrico e il relativo alfabeto (detto Codice Morse)che da lui prende il nome.

Compì anche esperimenti di telegrafia sottomarina via cavo.

Primo figlio del geografo e pastore protestante Jedidiah Morse e di Elizabeth Ann Breese, fu animato da aspirazioni artistiche.

Completò gli studi all’allora College di Yale (oggi Yale University), dove divenne un pupillo del pittore Washington Allston.

Si trasferì a Londra nel 1811 al seguito di Allston, per dedicarsi alla pittura e alla scultura. La sua carriera artistica ebbe vita breve, dopo aver ricevuto la commissione di un ritratto per il marchese La Fayette.

Rientrato in America, nel 1825 contribuì a fondare, a New York, la National Academy of Design. In quegli stessi anni continuò a dipingere dedicandosi anche all’insegnamento di pittura e scultura alla New York University.

Fu solo fra il 1832 ed il 1836, che prese ad occuparsi di esperimenti chimici ed elettrici mettendo a punto un apparecchio telegrafico elettromagnetico, che peraltro non riuscì a brevettare in Europa, ma solo negli Stati Uniti grazie ad una notifica presentata all’ufficio brevetti di Washington. Tale brevetto, che mirava a far costruire una linea sperimentale di comunicazione tra Washington e Baltimora, lungo la linea ferrata, poté esser finanziato grazie all’intercessione di un certo Smith: era il 3 ottobre 1837.

Alcuni anni dopo (1843), il Congresso USA, gli assegnò i fondi per costruire per la Western Union la linea telegrafica che congiungeva in via sperimentale Washington alla città di Baltimora (Maryland).

Il 24 maggio 1844 riuscì ad inviare il primo messaggio telegrafico in codice Morse battendo – si dice – una citazione biblica che recitava: “WHAT HATH GOD WROUGHT!” (“Cosa Dio ha creato!”).

La collaborazione con Vail si trasformò dapprima in rivalità, e, successivamente, in un aspro contenzioso giudiziario. Solo dopo numerose cause legali, Morse ottenne il riconoscimento della sua invenzione. Ma pare che l’invenzione dell’alfabeto “morse”, uno dei primi codici “digitali” della storia si debba proprio a Vail (un cugino del quale fu il primo presidente della American Telephone & Telegraph, oggi nota come AT&T.

Lucca fu una delle città europee ad avere per prima il telegrafo.

In Italia, a un mese dalle prove del 30 giugno 1847, Carlo Matteucci introduce il primo telegrafo elettromagnetico a quadrante tra Pisa e Livorno. E ad agosto del 1848 da Pisa percorre l’ultimo tratto della ferrovia Leopolda e completa la linea Livorno-Firenze. Seguono Lucca (15 giugno 1849), Poggibonsi e Siena (3 dicembre). Nel 1850 viene completata la linea Firenze-Prato-Pistoia-Pescia-Lucca, che due anni dopo è collegata con il Nord Italia e con Vienna.

Carlo Matteucci, grande fisico e politico di larghe vedute (era contrario ad uno stato unitario, quello che ci ha portato ai disastri attuali e per una forma federalista!) senatore e poi Ministro del Regno, era stato chiamato a Firenze da Leopoldo Nobili, grandissimo fisico originario di Trassilico di Gallicano, al quale avrebbe voluto succedere nella cattedra fiorentina. Matteucci si dovette accontentare dell’insegnamento di Fisica nell’Ateneo pisano e abitò nella Villa di Corliano, vicino S. Giuliano Terme.

 

 

 

 

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