Accadde oggi, 29 Giugno: 2009, la Strage della stazione di Viareggio

 

 

Si era in piena stagione balneare.

Del 2009.

L’immane tragedia di Viareggio! Che ancora rivive nelle aule di tribunale a quasi dieci anni di distanza! Anche se qualche verità e qualche colpevole, alla fine, sono venuti fuori.

 

di Daniele Vanni

 

Dalla stazione viareggina, lo sanno tutti coloro che sono stati in villeggiatura in Versilia almeno una volta o ci vanno solo a ballare o anche a prendere un caffè in Passeggiata, passano continuamente treni. Eurostar verso Roma o Genova o Torino. E tanti treni merci.

E’ una linea fondamentale tra nord e sud, e per i trasporti di merce, macchinari o altro, essendo tra Livorno ed il porto di Genova, è forse la più importante, tra nord e sud. E non solo d’Italia.

Qualcuno, vista anche l’alta velocità di questi lunghi convogli, che passano a pochi metri dalle abitazioni, aveva parlato di pericolo. Ma, si ribatteva, i treni oggi sono molto più sicuri di una volta…Gli incidenti sono molto più rari…

Invece, proprio un fatale deragliamento, fatale anche per le concomitanze, il luogo, il momento, – al di là di tutte le responsabilità che hanno tentato di far emergere i vari processi, il deragliamento del treno merci 50325 Trecate-Gricignano, – a causa della fuoriuscita di gas da una cisterna contenente GPL perforatasi nell’urto, provocherà una tragedia enorme!

 

Sono le 23:48 del 29 giugno 2009, quando il treno merci 50325 Trecate-Gricignano, con il suo convoglio di quattordici carri cisterna contenenti GPL, deraglia per cause probabilmente legate al cedimento del carrello del primo carro cisterna, che trascina fuori dai binari altri quattro carri.

Subito infatti, si innesca un incendio di vastissime proporzioni che interesserà la stazione di Viareggio, qualche centinaio di metri a sud del fabbricato viaggiatori della stessa, e le aree circostanti.

Tutto è partito dal primo carro deragliato, la cui cisterna rovesciandosi viene perforata da un elemento dell’infrastruttura, un pezzo di traversina piantata ai margini della massicciata della ferrovia. Fuoriesce subito un’ ingente quantità di gas GPL che a contatto con l’ossigeno e alla prima possibilità d’innesco, forse con le stesse scintille dei carri che strusciano ribaltatati, si incendia!

I danni sono immediati e devastanti! 11 persone muoiono in pochi minuti, investite dalle fiamme o travolte dal crollo degli edifici; 2 altre persone sono stroncate da infarto! Decine i feriti: di questi, molti rimangono gravemente ustionate, e la maggior parte muore, molti anche a distanza di diverse settimane dall’evento.

I due macchinisti sono rimasti indenni: dopo aver dato frenatura al resto del convoglio si sono messi in salvo dietro ad un muro, che li ha protetti dalla fiammata del gas innescato.

Il deragliamento si è verificato in corrispondenza del sovrappasso pedonale che scavalca il fascio binari sud della stazione ferroviaria, collegando via Burlamacchi con via Ponchielli.

Il  gas sembra essersi propagato in direzione di quest’ultima via, nella cui area si registra infatti il maggior numero di vittime, feriti e di edifici crollati o danneggiati.

Alcune abitazioni verranno poi abbattute su ordinanza delle autorità comunali, perché non più agibili o per costi di riparazione superiori ad una ricostruzione ex novo.

Si abbatterà anche lo storico sovrappasso (“La Passerella”) per i gravi danni strutturali riportati dallo stress termico.

In totale si conteranno 31 morti (33 contando i due deceduti per infarto) e 25 feriti!

I funerali di Stato ai quali hanno partecipato almeno 30.000 persone si sono tenuti il 7 luglio allo Stadio Torquato Bresciani per 15 vittime, altri 7 hanno ricevuto le esequie con rito islamico in Marocco. Due altri morti, avvenuti indirettamente per infarto, non sono stati messi nella lista ufficiale.

Il treno, composto da 14 carri cisterna, era trainato dalla Locomotiva E.655.175. Il primo carro era immatricolato presso la compagnia ferroviaria polacca PKP ed era stato costruito nel  2004 e revisionato il 2 marzo 2009 da una società di Bozzolo (MN), la Cima Riparazioni, mentre gli altri 13 erano immatricolati presso le ferrovie tedesche Deutsche Bahn. I carri con il gas sono stati instradati lungo il binario del raccordo interno che collega la raffineria SARPOM a San Martino di Trecate (NO) alla rete ferroviaria convenzionale da FS Logistica, che prima avrebbe compiuto le operazioni di verifica della sicurezza dei 14 carri e alla Stazione di Novara sono stati agganciati alla locomotiva. Le cisterne del convoglio, tra cui quella da dove è fuoriuscito il gas che ha innescato l’incendio, appartengono alla multinazionale statunitense GATX (sebbene rechino l’insegna KVG, la quale è una società austriaca di proprietà di GATX Rail) e poi date in locazione a FS Logistica che ha utilizzato i carri per i servizi a Sarpom. I treni erano diretti senza alcuna sosta a Gricignano di Aversa in provincia di Caserta, destinato all’Aversana Petroli della famiglia Cosentino di Casal di Principe.

Dalle conclusioni ufficiali delle commissioni di inchiesta, la causa dell’incidente è attribuibile al cedimento strutturale di un’asse del carrello del primo carro-cisterna deragliato.

La prima foto pubblicata sembra confermare che l’incidente sia stato provocato dalla rottura dell’asse per fatica (cricca della boccola), dato che la sezione fratturata mostra la  classica superficie “marezzata” per il 90% della sua superficie.

Questa modalità di rottura è tipica degli assili ferroviari, ma non è immediata, anzi si innesca e propaga nel lungo periodo: per prevenirla sono previste stringenti procedure cicliche di controllo che consentono di individuare la cricca prima che si espanda e diventi pericolosa. Nel caso di specie, la rottura dimostra che non tutte le procedure di controllo furono rispettate.

 

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