Accadde oggi, 29 Gennaio 1933: Hindenburg nomina Hitler, Cancelliere del  Reich

 

La scellerata decisione, nell’illusione del vecchio generale di poter, in qualche modo, controllare Hitler e i Nazionalsocialisti, apre le porte al Terzo Reich ed alla Seconda Guerra Mondiale!

 

di Daniele Vanni

 

Paul Ludwig Hans Anton von Beneckendorff und von Hindenburg(Posen, 2 ottobre 1847 – Gut Neudeck, 2 agosto 1934) è stato un generale e politico tedesco.

 

Figura importante della prima guerra mondiale, esercitò il comando supremo dell’Esercito tedesco sul Fronte orientale, ottenendo notevoli vittorie contro i russi.

Dal 1916, promosso feldmaresciallo, assunse la guida militare di tutte le forze del Reichdirigendo, in collaborazione con il suo abile capo di Stato Maggiore generale Erich Ludendorff, lo sforzo bellico tedesco fino alla fine della guerra nel novembre 1918.

 

Godendo di grande fama e prestigio presso il popolo tedesco, anche dopo la sconfitta, fu Reichspräsident della Repubblica di Weimar dal 1925 al 1934, anno della sua morte.

Durante il suo secondo mandato presidenziale assistette e in parte avallò gli eventi che condussero alla nascita del Terzo Reich hitleriano.

 

Hindenburg era un esponente dell’aristocrazia terriera prussiana (“Junker”) ed era ritenuto un conservatore, che auspicava una restaurazione della monarchia tedesca. Anche se sperava che uno dei principi Hohenzollern venisse nominato a succedergli come capo di Stato, non tentò di usare i suoi poteri in favore di una tale restaurazione e si considerò vincolato dal giuramento di fedeltà che aveva prestato alla Costituzione di Weimar.

 

Hindenburg nacque a Posen (l’odierna Poznań, in Polonia), allora Regno di Prussia, nel 1847, figlio dell’aristocratico prussiano Robert von Beneckendorff und von Hindenburg e della moglie Luise (nata Schwickart).

Gli Hindenburg erano discendenti di Martin Lutero, iniziatore dello scisma protestante, e di sua moglie Katharina von Bora, per parte della loro figlia Margarethe.

 

Carriera militare

 

Educato alla scuola per cadetti di Wahlstatt (l’odierna Legnickie Pole, in Polonia) e alla scuola per cadetti di Berlino, combatté nella battaglia di Sadowa del 1866 e nella guerra franco-prussiana (1870-1871).

Nel 1903 venne promosso generale; nel 1911 si ritirò con il grado di generale di corpo d’armata.

 

Richiamato allo scoppio della prima guerra mondiale, fu vittorioso nella battaglia di Tannenberg e in quella dei Laghi Masuri (1914), contro l’esercito russo.

Alla fine del 1916, Hindenburg fu nominato Capo di Stato Maggiore, in sostituzione di Erich von Falkenhayn, anche se il vero potere era esercitato dal suo vice, Erich Ludendorff.

Seguendo i suggerimenti di Ludendorff, nel 1917, Hindenburg diede ordine di riprendere la guerra sottomarina indiscriminata, nota come battaglia dell’Atlantico (1914-1918), provocando il 6 aprile l’ingresso degli Stati Uniti nel conflitto mondiale a fianco della Triplice intesa.

 

Una scellerata mossa, equivalente ed equipollente all’atacco di Pearl Harbour dei Giapponesi!

 

Ancora nel 1917 e insieme a Ludendorff, il generale realizzò la Linea Hindenburg (Siegfried Stellung), un vasto sistema difensivo, che si estendeva nel nordovest della Francia per quasi 160 chilometri di lunghezza con una profondità variabile da 6 a 10 chilometri.

Costituita da tre linee successive (linea avanzata, linea dei rincalzi, linea della riserva), collegava villaggi, boschi e corsi d’acqua con un sistema di postazioni fortificate, trincee e camminamenti.

Ritenuta inespugnabile, (un po’ come la Maginot dai Francesi!) fu sfondata dagli Alleati durante l’Offensiva dei cento giorni, a prezzo di pesanti perdite di uomini e materiali.

 

Subito dopo la fine della guerra nel 1918, Hindenburg si ritirò nuovamente dall’esercito e iniziò la carriera politica, durante il periodo turbolento della Repubblica di Weimar.

 

Nel febbraio 1925, il Presidente del Reich, il socialdemocratico Friedrich Ebert, morì prima della scadenza del suo mandato.

Le elezioni presidenziali si tennero in una situazione politica ancora condizionata dalla crisi della Ruhr e dalla grande inflazione del 1923. Nelle doppie elezioni politiche di maggio e di dicembre 1924, gli elettori avevano confermato lo spostamento verso destra che si era manifestato fin da quelle del giugno 1920, premiando i nazionalisti. A sinistra i comunisti avevano conservato una forte rappresentanza parlamentare, mentre permaneva la conflittualità tra i partiti democratici, tra i quali i maggiori erano il Partito Socialdemocratico, il Partito di Centro, il Partito Democratico Tedesco ed il Partito Popolare Tedesco.

 

In questo contesto, maturò, nell’opposizione nazionalista antiweimariana, l’idea di candidare un esponente di prestigio del vecchio regime, capace di raccogliere un ampio consenso.

Il candidato naturale sarebbe stato Erich Ludendorff, ma l’ex subalterno di Hindenburg pagò l’appoggio che aveva dato al tentativo di colpo di Stato fallito da Adolf Hitler nel novembre 1923, a Monaco di Baviera.

La scelta cadde allora sullo stesso Hindenburg.

 

La grande depressione fu lo spartiacque della prima presidenza

Hindenburg.

 

L’economia tedesca dipendeva, più di quella degli altri Paesi europei, dai rapporti commerciali e finanziari con gli Stati Uniti, in forza dei piani Dawes e Young (1929).

La grande crisi causò un’ondata di disoccupazione, che divenne terreno fertile per la propaganda nazista diretta da Joseph Goebbels. L’inefficacia della politica economica del cancelliere Heinrich Brüning suscitò il timore che l’inflazione del 1923 potesse ripetersi e crebbe a dismisura l’insofferenza verso la democrazia parlamentare, contribuendo a trasformare il Partito Nazista in un partito di massa: i 12 deputati ottenuti al Reichstag(Dieta del Reich, la camera bassa del parlamento) nelle elezioni politiche del maggio 1928 divennero 107 in quelle del settembre 1930.

 

 

Manifesto elettorale pro Hindenburg (1932)

 

Al termine del mandato settennale Hindenburg, che soffriva di saltuarie crisi di senilità, venne persuaso a ripresentarsi alle elezioni presidenziali della primavera del 1932 come unico candidato in grado di bloccare l’ascesa di Adolf Hitler. Quello che era stato il presidente dell’opposizione nazionalista divenne il candidato dei partiti democratici, inclusi i socialdemocratici, e di quella parte della burocrazia, dell’esercito e dei ceti medi che erano favorevoli a una svolta autoritaria, ma diffidavano dei nazisti.

 

Hindenburg, in effetti, sconfisse Hitler nella corsa alla presidenza, ottenendo al ballottaggio il 53% dei suffragi contro il 37% di questi e il 10% di Thälmann.

Ma nelle elezioni politiche del luglio 1932, lo NSDAP ottenne 230 seggi, che ne fecero il primo partito in un Reichstag frammentato.

I cancellieri nominati da Hindenburg, Franz von Papen e Kurt von Schleicher, perseguendo strategie diverse, non riuscirono a dare una maggioranza parlamentare ai rispettivi governi, che prescindesse da Hitler, il quale da parte sua non era disponibile a entrare in nessun governo di cui non fosse alla guida. Egli citava l’esempio dell’Italia, dove il re aveva ceduto a Benito Mussolini tutto il potere!

 

Di fronte all’acuirsi della crisi economica e della violenza politica, Hindenburg si lasciò convincere da ambienti conservatori, capeggiati dallo stesso von Papen, che l’ingresso della NSDAP in una coalizione di governo controllata dal Partito Popolare Nazionale Tedesco (DNVP) avrebbe permesso la formazione di un’efficiente maggioranza parlamentare e favorito l’integrazione del nazismo nell’ordine repubblicano!

 

Hindenburg nominò Hitler Cancelliere del Reich (il giuramento si tenne il 30 gennaio 1933)in un governo in cui von Papen ricopriva la carica di vice cancelliere.

 

L’illusione di poter controllare Hitler svanì in meno di un mese.

 

L’incendio del Reichstag e il conseguente decreto del 28 febbraio 1933 dettero il via alla Gleichschaltung, cioè alla sincronizzazione delle istituzioni e della società tedesche con lo spirito e le finalità del nazismo. In un quadro di formale legittimità costituzionale e con il consenso di Hindenburg, il nazismo attuò la trasformazione della Repubblica di Weimar nel III Reich.

 

 

Il presidente Hindenburg e il cancelliere Hitler (1934)

 

Hindenburg rimase in carica fino alla sua morte, avvenuta il 2 agosto 1934 nella sua casa di Neudeck (Prussia orientale), due mesi prima del suo ottantasettesimo compleanno.

Il giorno prima della sua morte, Hitler volò a Neudeck per rendergli visita. Hindenburg, vecchio e confuso, pensò di essere dinnanzi al Kaiser e lo chiamò «Sua Maestà»!!!

 

Dopo la morte di Hindenburg, Hitler dichiarò permanentemente vacante la carica di presidente del Reich, fondendola di fatto con quella di cancelliere, sotto il titolo di “Führer e Cancelliere del Reich” (Führer und Reichskanzler), rendendo sé stesso capo di Stato e capo del governo della Germania.

Hindenburg fu quindi l’ultimo presidente del Reich fino al 30 aprile 1945, quando dopo il suicidio di Hitler la carica venne assunta da Karl Dönitz, come lo stesso Führer aveva disposto nel suo testamento.

 

 

Share