Accadde oggi, 29 Aprile 2001, la scoperta del primo eco del Big Bang

 

29 aprile 2001 – Un gruppo di ricercatori internazionali, guidato da Paolo de Bernardis e Andrew Lange del California Institute of Technology, presenta la scoperta del “suono” del Big Bang.

 

 

Dall’immensamente, infinitamente, grande, fino al Modello Standard o alla prova dell’esistenza del Bosone di Higgs e delle altre particelle infinitamente piccole, l’uomo sta facendo passi da gigante nella scoperta delle leggi che regolano la vita e l’universo, nel contempo…rimane incapace di darsi sane e giuste regole di convivenza, nel rispetto di sè, degli altri e della natura!

 

 

 

di Daniele Vanni

 

Quante persone attendono un segnale dallo spazio!

Inteso come un collegamento con gli UFO. Gli alieni che tutti sognano, chissà perché? forse perché delusi dall’umanità? di razza e sviluppo enormemente superiore al nostro!

Gli scienziati più possibilisti ci dicono che è molto probabile, vista che con il numero infinito di stelle e pianeti, che altre forme di vita esistano, ma sarebbe meglio aspettarci la possibilità di trovare acqua e qualche batterio o virus o forme vitali similari.

Nel 2001, in effetti, un “suono” fu captato… e la notizia fu divulgata proprio nella giornata di oggi. Ma non si trattava di qualcosa di alieno, ma piuttosto “interno”. Così interno a noi, da provenire dalle nostre stesse origini, cioè dal Big-Bang, l’esplosione primordiale da cui tutto avrebbe avuto origine!

La scoperta fu fatta da un gruppo di ricercatori internazionali, guidato da un italiano, il fiorentino Paolo de Bernardis e da Andrew Lange del California Institute of Technology.

Si trattava della cosiddetta radiazione cosmica di fondo, un residuo, un “suono” elettromagnetico, proveniente dalle fasi inziali della nascita dell’universo, cioè dalla scoppio iniziale, avvenuto 13,75 miliardi di anni fa!

Quando dopo uno stallo iniziale, l’universo cominciò a raffreddarsi ed espandersi e si cominciarono a formare i vari atomi, questa radiazione cominciò anch’essa a diffondersi.

Ipotizzata nel 1948, si cominciò a misurare nei primi anni sessanta, con un radiometro ed un’antenna per microonde (1964) che portò al Premio Nobel, il tedesco Penzias e l’americano Wilson.

Le misurazioni più perfezionate del 2001, oltre che confermare la teoria del Big-Bang, ci dissero che l’Universo è piuttosto piatto che curvo come si era pensato sino ad allora e si sarebbe espanso non rallentando, ma anzi ad un ritmo sempre più veloce, inflazionistico, come appunto è detta questa teoria, fino a superare la velocità della luce!

Un po’ come si sta velocizzando l’attuale vita dell’uomo!

 

 

 

 

Rappresentazioni possibili del Big-Bang:

 

 

Un ulteriore “suono” del Big Bang o di quello che avvenne “poco dopo” con la fusione di due buchi neri, si è avuta recentemente il 14 settembre 2015, ma la notizia è stata diffusa ufficialmente nel febbraio 2016.

E ancora una volta Albert Einstein ha avuto ragione. Le onde gravitazionali previste per via teorica del fisico tedesco nel 1916 sono state rilevate in modo diretto per la prima volta da tutti e due gli strumenti gemelli Laser Interferometer Gravitational-wave Observatory (LIGO), negli Stati Uniti, a Livingston, in Louisiana, e a Hanford, nello Stato di Washington. A cui si deve aggiungere l’European Gravitational Observatory, il Virgo di Cascina di Pisa che ha partecipato a questa scoperta.

 

I tre osservatori hanno registrato l’arrivo delle onde gravitazionali entro una finestra temporale di coincidenza di dieci millisecondi. L’osservazione, i cui risultati sono stati pubblicati oggi sulla rivista “Physical Review Letters”, è avvenuta il 14 settembre 2015.

 

Le onde gravitazionali rilevate sono state prodotte nell’ultima frazione di secondo del processo di fusione di due buchi neri in un unico buco nero ruotante più massiccio. I due buchi neri avevano masse rispettivamente di circa 29 e 36 masse solari e sono collassati uno sull’altro dando origine a un unico buco nero ruotante più massiccio di circa 62 masse solari. Le 3 masse solari mancanti al totale della somma equivalgono all’energia emessa durante il processo di fusione dei due buchi neri, sotto forma di onde gravitazionali.

 

La materia,  ci spiegano per “semplificare” gli scienziati, curva lo spazio ed il tempo. E’ come se poggiassimo degli oggetti su un lenzuolo steso orizzontale. E questa deformazione, crea la gravità. Se poi la materia è in movimento, nello spazio-tempo, si formano increspature, come quando si butta un sasso in uno stagno: sono queste le onde gravitazionali

 

 

 

Nella foto, il Virgo di Cascina, con i suoi due bracci di tre chilometri di lunghezza. Uno dei bracci “punta” verso il gruppo del Serra. Siamo nella zona della grande battaglia di Cascina tra Fiorentini e Pisani.

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