Accadde Oggi, 28 Settembre: 551 a.C., nascita di Confucio

Confucio, assieme a Buddha, – ed in molte cose gli è assai vicino, ed entrambe più che religioni sono insegnamenti di vita, –  ha plasmato di sé la cultura asiatica. Peccato che gli occidentali, quei pochi che si accostano a queste dottrine dell’Est, ne prendano spesso, da buoni consumisti, solo gli aspetti esteriori o del cibo o delle atività fisiche, non facendo propri gli insegnamenti profondi!

di Daniele Vanni

Confucio(28 settembre 551 a.C. – 479 a.C.) è stato è stato il primo ideatore e promotore di un pensiero originale: il suo insegnamento può essere sintetizzato come “il tentativo di elaborare una concezione etica dell’uomo nella sua integralità e universalità”.

Vale a dire che Confucio tentò di fornire una serie d’indicazioni, relativamente a quale sia il modo migliore in cui l’uomo può condurre la sua esistenza, tenendo conto di tutti gli aspetti più importanti della natura umana. Ciò comportò non soltanto l’individuazione e la ridefinizione del significato di che cosa possa significare di preciso “essere umani“, ma anche la proposta da parte di Confucio di un nuovo modello per la realizzazione di sé, giudicato compatibile, con l’edificazione di una comunità umana prospera e armoniosa.

L’insegnamento di Confucio si è rivelato determinante, per lo sviluppo del pensiero cinese: è lecito affermare che dopo la sua morte nessuna delle scuole di pensiero, delle correnti filosofiche e dei pensatori che si susseguirono in Cina, poté prescindere dal confrontarsi con quella che si presenta come una vera e propria “figura fondatrice”.

L’insegnamento di Confucio ha avuto un grandissimo impatto sullo sviluppo della cultura, della storia e degli stili di vita di quei paesi asiatici in cui si diffuse, a partire dalla Cina, per proseguire con la Corea, il Giappone e il Vietnam.

Il principale testo di riferimento per avvicinarsi al pensiero di Confucio sono i Dialoghi, una raccolta di aforismi e frammenti attribuiti al Maestro che in realtà è il frutto della selezione operata dai suoi discepoli delle generazioni successive.

Il pensiero confuciano fu introdotto in Europa nel XVII secolo ad opera dei Gesuiti, che nel corso delle prime missioni in Cina si impegnarono nello studio della lingua cinese e nella traduzione di alcune opere della letteratura cinese classica.

Confucio visse in Cina nell’ultima parte del Periodo delle primavere e degli autunni (781 a.C. – 477 a.C.),un’epoca di anarchia, d’instabilità politica e di diffusa corruzione, dominata dalle guerre tra stati feudali, che – senza soluzione di continuità – si trascinerà nell’epoca successiva, il Periodo dei regni combattenti, (476 a.C. – 221 a.C.), che culminerà con l’unificazione della Cina sotto un unico sovrano.

Secondo la tradizione, Confucio nacque nella città di Zou (odierna provincia di Shandong), apparteneva ad una famiglia nobile impoverita discendente dalla dinastia Shang e aveva sposato a sessantacinque anni, in seconde nozze, una fanciulla di quindici anni!

Un matrimonio del genere, anche secondo le consuetudini dell’epoca, era da considerarsi un’unione illecita.

Molto della vita del filosofo è pervenuto dalla raccolta postuma dei “Detti di Confucio”, redatta dai suoi discepoli attorno al 411 a.C. – 404 a.C..

Come tutti i profeti o pensatori o predicatori o santi, anche Confucio dava fastidio ai potenti, che emarginarono il Maestro e la scuola, tanto che dovettero fuggire ed il Maestro stesso rischiò la vita. Lui e i discepoli furono costretti a ripiegare su umili e miseri mestieri pur di vivere, e vissero per un certo periodo in esilio fuori dalla Cina, finchè il Maestro nell’ultima decade di vita divenne ambasciatore e rispettato uomo di corte.

La visione di Confucio si fondava sui principi di un’etica individuale e sociale basata sul senso di rettitudine e giustizia, sull’importanza dell’armonia nelle relazioni sociali, codificate secondo precise norme etiche e rituali mutuate dalla tradizione culturale dell’antichità. L’osservanza di tali norme consente di disciplinare le relazioni umane e garantisce l’ordine sociale mediante il rispetto delle gerarchie familiari e sociali.Grande importanza viene data ai sentimenti di lealtà ed empatia nei confronti del prossimo, all’apprendimento inteso come percorso di studio, pratica e riflessione, e alla messa in pratica delle conoscenze apprese per il miglioramento di sé e della comunità umana.

Confucio, come Cristo, non ha lasciato opere scritte di suo pugno. Il suo insegnamento è raccolto nei Dialoghi, una raccolta di frammenti di conversazioni, aneddoti e insegnamenti che hanno come protagonista il Maestro stesso e alcuni dei suoi primi discepoli. Questi episodi, molto probabilmente all’inizio tramandati solo in forma orale, sono stati messi per iscritto dai discepoli delle generazioni successive.

Il testo dei dialoghi è costellato di enunciazioni di principi morali, esempi di buona condotta, brevi aneddoti e dialoghi composti di poche battute. Confucio non proponeva un insegnamento sistematico, ma invitava i suoi discepoli a riflettere profondamente su se stessi e sul mondo, approfondendo la conoscenza del passato, da cui trarre insegnamento tramite lo studio degli antichi testi. Egli si presentava come un “messaggero che nulla ha inventato”, il cui compito è quello di trasmettere la sapienza degli antichi.

L’amore per lo studio e la volontà di migliorarsi sono gli unici requisiti che Confucio pone agli altri per divenire suoi discepoli.

Confucio proponeva ai suoi discepoli un cammino di perfezionamento della propria persona, un percorso di miglioramento delle proprie qualità morali e umane, al fine di imparare a condurre la propria vita in maniera corretta e virtuosa, imparando a comportarsi in maniera opportuna in qualunque situazione, mettendo in pratica in ogni momento gli ideali di giustizia e rettitudine che secondo Confucio sono le qualità peculiari che distinguono l’uomo da tutti gli altri esseri viventi.

Il modello che Confucio proponeva è quello dell’uomo virtuoso, talvolta tradotto come “uomo superiore“. Al tempo di Confucio questo termine indicava esclusivamente la nobiltà di sangue, ma egli ne trasformò il significato, rendendolo sinonimo di nobiltà d’animo. Questo termine indica l’ideale confuciano dell’uomo che ha raggiunto la perfetta padronanza di tutte le norme di condotta che regolano la propria vita personale e sociale, che sa come comportarsi in ogni situazione, conosce il giusto modo di comportarsi e di prestare il dovuto rispetto nei confronti delle persone che gli sono intorno, andando dai familiari più stretti sino al sovrano in persona.

Sebbene in Cina i precetti di Confucio siano stati seguiti per secoli come una religione, si discute ancora se il Confucianesimo possa essere considerato una religione. I testi confuciani, infatti, non esprimono una concezione chiara della divinità, e trascurano molti aspetti della spiritualità, come la natura dell’anima. In questo, rendendolo assai simile al buddhismo.

Guglielmo I, detto anche Guglielmo il Conquistatore(Falaise, 8 novembre 1028 – Rouen, 9 settembre 1087), è statoDuca di Normandiadal 1035 con il nome di Guglielmo II e re d’Inghilterradal 1066 fino alla morte.

Sebbene chiamato anche Guglielmo il Bastardo (in francese Guillaume le Bâtard) perché figlio illegittimo, era comunque conosciuto come “il Conquistatore” (in inglese “the Conqueror”, in francese “le Conquérant”) già prima del 1066, per le sue vittorie sui Bretoni e per la conquista del Maine.

Guglielmo ascese al trono d’Inghilterra dopo la vittoria nella battaglia di Hastings,con la quale cominciò la conquista normanna, battendo il re sassone Aroldo II.

L’epopea della conquista e le ragioni della guerra sono rappresentate nel famoso Arazzo di Bayeux.

Diede vita al primo censimento delle proprietà inglesi (il Domesday Book), che permetteva al re di avere conoscenza diretta di tutti i proprietari terrieri, senza passare attraverso i loro feudatari, anzi convocandoli tutti, nel 1086 a Salisbury, dove li fece giurare che sarebbero stati fedeli al loro re contro ogni altro uomo.

Guglielmo è considerato il fondatore del governo centrale in Inghilterrae uno dei primi costruttori della monarchia costituzionale.

Con il suo regno ebbe inizio la dinastia dei Normanni, la quale, comprendendo anche i rami cadetti che si sono avvicendati, siede tuttora sul trono inglese: infatti tutti i sovrani d’Inghilterra suoi successori, escluso Guglielmo III di Orange, sono suoi discendenti diretti.

Guglielmo era l’unico figlio del sesto signore della Normandia,

Nacque a Falaise in Normandia, da un’unione in more danico(considerata illegittima dalla Chiesa), nell’anno in cui suo padre, Roberto, conte di Hiesmois, si era ribellato al proprio fratello il duca di Normandia Riccardo III e aveva posto il campo a Falaise(la città capoluogo della sua contea); Roberto, sconfitto si sottomise e fu concordata la pace.

Riccardo III, poco dopo essere rientrato a Rouen, morì, avvelenato!.

« Il mos Danicus riguardo al matrimonio o al concubinato, o piuttosto riguardo ad una sorta di terzo stato tra matrimonio e concubinato, è spesso menzionato nella storia normanna dell’epoca. »

(Freeman, p. 624)

La locuzione more danico è un’espressione in latino medioevale, che può essere tradotta “alla maniera danese” o “secondo le usanze norrene”. Indica un tipo di matrimonio, che era in uso nel Medioevo nel nord Europa, in particolare presso i Normanni.

Per tradizione e per diritto consuetudinario, i figli nati da unioni more danico erano considerati di rango pari e con pari diritti, anche successori, rispetto a quelli nati in matrimoni canonici. Diversi figli more danico divennero re o duchi per successione o per conquista.

Il more danico permetteva la poligamia (seriale o simultanea), ma non ne è sinonimo.

I Normanni(da Nordmanni o Nordmaenner, ossia “Uomini del Nord“) erano un popolo vichingo di origine danese e norvegeseche diede il proprio nome alla Normandia, regione nel nord-ovest della Francia.

Discendevano dai pirati, guerrieri e conti norreni che dopo varie scorrerie su suolo francese decisero di giurare fedeltà al re Carlo III dei Franchi occidentali in cambio di una vasta superficie territoriale nel Nord della Francia (allora territorio dei Franchi occidentali). Ultimamente però il termine Normanni viene utilizzato per descrivere tutte le popolazioni scandinave del periodo che va dal IX al XII secolo.

In prevalenza contadini, non scordarono mai di essere grandissimi grandi navigatori!

Senza bussola e carte di navigazione, raggiunsero i territori delle Fær Øer, l’Islanda, la Groenlandia (ed anche territori americani più a Sud), il Labrador (normanni norvegesi), la Gran Bretagna (tranne il Galles; normanni dani), l’Italia meridionale (Campania) e la Sicilia; risalendo il corso di fiumi che avevano la foce nel Mar Baltico, la futura Russia e l’Ucraina (Rus’ di Kiev; normanni svedesi o variaghi).

Il termine “Vichinghi“, che è divenuto equivalente e sovrapponibile a Normanni, in realtà si riferisce a quella parte della popolazione che viveva nei fiordi (in norreno vik+ing = “genìa dei fiordi”), da cui venivano avviate spedizioni piratesche o progetti di colonizzazione; da qui anche il significato di vik come toponimico: “accampamento”, “cittadella”, “colonia” (cf. p.es. Reykjavík, Aldwych, Lundenwic, Eoforwic, etc.).

lI 5 gennaio 1066, moriva il re d’Inghilterra, Edoardo il Confessore, seppellito nella cattedrale di Westminster, consacrata da appena nove giorni, il 28 dicembre 1065.

Il giorno del funerale, Harold Godwinson conte di Wessex, cognato del defunto, in sprezzo delle profezie annunciate dall’apparizione della cometa di Halley, si fece incoronare re, scavalcando Edgardo Atheling, il legittimo successore di Edoardo in quanto nipote del fratellastro di Edoardo il Confessore, al cui trono ambiva Guglielmo che, anzi: aveva ricevuto la promessa di essere nominato erede di Edoardo il Confessore e, secondo le fonti normanne, quando Aroldo era stato in Normandia aveva prestato giuramento di fedeltà a Guglielmo, rinunciando ad ogni pretesa di successione al trono d’Inghilterra.

Questo giuramento è documentato dall’arazzo di Bayeux.

Guglielmo, appena apprese la notizia dell’incoronazione di Aroldo, inviò messaggeri in Inghilterra, per ricordare allo stesso Aroldo la promessa fattagli e poi in tutta Europa, per denunciarne lo spergiuro e quindi, con l’approvazione del Papa Alessandro II, progettò l’invasione dell’Inghilterra.

Chiamò alle armi tutti i feudatari del ducato e inviò richiesta di aiuto a volontari da tutto il nord Europa e dalle Puglie: Guglielmo riuscì a raccogliere circa 2000 cavalieri (di cui 1200 normanni), con circa 2500 cavalli, e circa 3000 altri uomini tra arcieri, armigeri a piedi e addetti alle barche da trasporto.

Inoltre ordinò che in tutto il ducato si predisponessero natanti per il trasporto delle truppe ed equipaggiamenti e viveri necessari per l’impresa .

Una parte della flotta si raccolse alla foce del Dives e solo dopo un mese ebbe il vento favorevole per unirsi al resto della flotta alla foce della Somme[48].

Ora le circa 700 imbarcazioni erano pronte alla traversata, ma il vento per tutto il mese di settembre non fu favorevole, e, mentre Guglielmo organizzava processioni di reliquie per avere condizioni atmosferiche favorevoli, un altro pretendente al trono d’Inghilterra, il Re di Norvegia Harald III detto Harald Hardrada (Aroldo lo Spietato)[50] era giunto, nel mese di settembre, sulla costa orientale inglese e aveva risalito il corso del fiume Humber, sbarcando nei pressi di York dove, in uno scontro campale, il 20 settembre, aveva riportato una vittoria contro l’esercito dei conti del Nord Edwin di Mercia e Morcar di Northumbria nella battaglia di Fulford. Aroldo II, che aveva ammassato le sue truppe sulle coste meridionali in attesa di Guglielmo il Bastardo, dovette spostarle in tutta fretta verso York sul fiume Derwent: qui l’esercito di Harald Hardrada venne colto di sorpresa e sconfitto nella Battaglia di Stamford Bridge, vicino a York, il 25 settembre 1066 dalle forze di Aroldo II d’Inghilterra[48]. Harald III morì nel corso della battaglia, colpito da una freccia alla gola[48]. La vittoria di Aroldo II fu completa, però indebolì le sue truppe che, poi, furono sconfitte nella battaglia di Hastings.

La battaglia di Hastings

Guglielmo salpò da Saint-Valery-sur-Somme il 28 settembre 1066 alla testa di un esercito di circa 5000 uomini; una volta sbarcato nella baia di Pevensey, nel Sussex, si diresse sul borgo di Hastings e il 29 settembre iniziò a fortificarlo. Aroldo, che si trovava a York, appena ricevette la notizia dello sbarco, fu costretto a ritornare a sud, costringendo il suo sparuto esercito ad una marcia forzata, mentre l’esercito del Nord dei conti Edwin di Mercia e Morcar di Northumbria, con la cavalleria, l’avrebbe seguito in un secondo tempo.

Il 6 ottobre Aroldo arrivò a Londra, dove raccolse altre truppe e il 13 ottobre, senza attendere Edwin e Morcar (molto probabilmente Aroldo II d’Inghilterra aveva fretta di difendere il Sussex, sua contea di origine, non volendo che fosse conquistata da Guglielmo), si accampò sul colle di Senlac, bloccando in questo modo Guglielmo ed obbligandolo ad attaccare in salita nella pianura di Telham Hill.

Il mattino del 14 ottobre, sotto il drago del Wessex, i guerrieri sassoni erano schierati sul colle in una formazione stretta e compatta: i loro scudi formavano un muro per la fanteria normanna, che fino a metà mattina caricò lo schieramento sassone senza mai riuscire ad avere la meglio; una finta ritirata della cavalleria normanna portò però una parte dei sassoni all’inseguimento del nemico, rompendo la compattezza della formazione sassone e lasciando un varco in cui si gettò la cavalleria normanna, che era tornata indietro e che in poco tempo accerchiò i sassoni[51]. Questi combatterono a lungo, resistendo per ore, anche dopo la morte del loro re Aroldo, colpito in un occhio da una freccia, ma verso la fine della giornata vennero sopraffatti dai normanni, condotti alla vittoria dall’uso dell’arco e dall’impiego della cavalleria.

La battaglia si concluse con la vittoria di Guglielmo, che venne anche creduto morto, a differenza del sovrano sassone, che, invece, morì veramente!

 

 

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