Accadde Oggi, 27 ottobre: 1954, quel Fiorentina-Pistoiese sospesa per invasione…aliena!

 

Sessant’anni prima del drone di Serbia-Albania, un match viene sospeso per un’invasione dal cielo: ma questa volta si tratta di…Alieni (e non Bianconeri e Gobbi!) è il derby è quello tra i viola e la Pistoiese.

di Daniele Vanni

Siamo allo Stadio già “Giovanni Berta” “Fascista tra i Fascisti” ammazzato a pugnalate e poi buttato giù da un ponte sull’Arno, dopo i tumulti seguiti all’uccisione da parte dei Fascisti di Spartaco Lavagnini, comunista ante litteram, cioè già prima del Congresso di Livorno, e adesso Stadio Comunale(poi diverrà nel 1993, “Artemio Franchi” uno di quei mostri sacri del calcio italiano, quelli sì, non i “martiri fascisti” o gli Spartaco lavagnini che nessuno più conosce, ma i Franchi, i Carraro, gli Abete, i Matarrese, monumenti di se stessi, dirigenti intramontabili ed inamovibili, perché pilastri del sistema politico democristiano o dei suoi satelliti, per restare a parlare di cielo e di UFO!

È un mercoledì di ottobre, di primo pomeriggio al “Comunale”, la Fiorentina  gioca contro la Pistoiese, partita buona per il Campionato Cadetti, ma è sempre un derby.

In realtà, la testa di tutti i tifosi viola (non ancora in uso quel brutto:”della Viola” che sembra di essere ad un altro Comunale ma quello degli orchestrali del Maggio Fiorentino!) è all’altro Campionato, quello vero. La Fiorentina ha appena vinto contro la SPAL, la squadra è forte, l’allenatore Fulvio Bernardini sta costruendo un gruppo solido e affiatato, poi c’è il nuovo attaccante Giuseppe Virgili che pare una sentenza, non sbaglia niente. Insomma i tifosi viola ci credono davvero e quindi stanno in ansia e per non stare in ansia si attaccano alla squadra, in ogni occasione, funziona così. Anche oggi, 27 ottobre 1954 sono in diecimila allo stadio, già all’ora di pranzo, col fresco che pizzica la gola, scendendo giù da Fiesole, che rende il cielo ancora terso e pulito.

Quei diecimila non lo sanno, ma la squadra che vedono trotterellare in campo, con il giglio appuntato sul cuore, la stagione seguente vincerà addirittura il primo Scudetto della storia della Fiorentina: Sarti, Magnini, Cervato, Chiappella, Rosetta, Segato, Virgili, Gratton e Orzan.

La maggior parte di questi avrebbe anche disputato la finale di Coppa Campioni del 1957 contro il Real Madrid.

La prima finale anticipata al pomeriggio, su richiesta dei viola, non abituati a giocare con la luce artificiale. Ma abituati a vedere arbitri che danno rigori inesistenti, come questa volta, con il grande Di Stefano che certo non può buttare fuori la palla anche se hannoo visto tutti che il fallo è un buon metro fuori dell’area di rigore del Santiago Bernabéu!

Ma qui siamo al “Comunale” anche se c’è un Ronaldo. Però ha il numero 4. Non fa così di cognome ma di nome, giacchè Ronaldo Lomi, mediano della Pistoiese, subito dopo la guerra  giocatore di serie C, con un  guadagno di 27.000 lire al mese, ora è in forza alla Pistoiese, in IV Serie, l’odierna Serie D.

E Ronaldo lavora tutto il giorno e si allena la sera, perché è il responsabile degli impianti sportivi del comune di Pistoia. Il derby con la Fiorentina a Firenze è una gran bella partita per lui, poi lo stadio è magnifico, due anni prima durante l’amichevole dell’Italia contro l’Inghilterra aveva retto 95.000 persone, accalcate chissà come. Quella mattina Lomi realizza che è proprio bello essere un calciatore, anche in serie D.

Dopo un po’ di riscaldamento, mentre sugli spalti scartano i panini, inizia la partita. Il primo tempo fila liscio, poi durante il secondo tempo, intorno alle 14:20, si scivola sul piano dell’impossibile.

 

Francesco Rosetta e Sergio Cervato sono una bella coppia difensiva. Il primo stopper e capitano viola, l’altro più giovane e di animo intraprendente, tiratore di punizioni e di rigori, è ancora oggi il miglior rigorista della storia della Fiorentina. Insieme a Magnini fanno un trio solido, attento, quando serve sincronizzato alla perfezione. Sarà il trio dello scudetto.

Sono sempre mobili, eppure adesso Rosetta e Cervato sono fermi immobili, le braccia lungo i fianchi e lo sguardo rivolto al cielo. Magnini sta per lanciargli uno strillo ma si rende conto che tutti i diecimila seduti sugli spalti si sono ammutoliti, tutti guardano verso il cielo, anche Lomi e la Pistoiese, c’è persino Ferruccio Valcareggi, futuro tecnico della Nazionale, con la bocca aperta e lo sguardo verso l’alto.

Lo stadio è improvvisamente piombato in un silenzio spettrale.

La palla è ferma sull’erba, nessuno se ne interessa più.

Poi i diecimila ed oltre attoniti e ammutoliti, diventano un brusio sempre più forte nel quale, mentre tanti toccano il vicino, più per vedere se non stiano sognando e poi è tutto un urlare: “Lassù! Lassù!”.

Sono passati troppo pochi anni da quando lassù arrivavano le Fortezze volanti con i caccia che spezzonavano il vicinissimo scalo di Campo di Marte!

E quella visione potrebbe essere frutto di un’isteria collettiva, proiezioni psicologiche di tensioni interiori, allucinazioni, falsi ricordi, condizionamenti, suggestioni, contagi psicologici, traumi; non si spiega altrimenti. Eppure l’arbitro sospende Fiorentina – Pistoiese e sul referto scrive che la partita è interrotta per la presenza di qualcosa nel cielo.

 

Magnini descriverà gli Ufo “come delle uova che si muovevano piano”, Chiappella come “due oggetti biancastri che vanno avanti e indietro”, Tuci e Lomi come “dei cerchi luminosi con una sfera intorno,

C’è invece chi ci vede oggetti allungati come dei sigari, chi forme ad “ali di gabbiano” o come “cappelli da mandarino cinese”. Le testimonianze sono migliaia perché tutto il “Comunale” vede quelli che più tardi tutti indicheranno con il termine “ufo” coniato da troppo poco, solo deu anni per essere noto!

Ma non sono solo i tifosi ad essere stati “suggestionati”! Così è anche per  tutti quelli che erano in piazza a Santa Maria del Fiore e chiunque possa affacciarsi da un balcone o da una finestra abbastanza in alto.

Poi all’improvviso gli ufo sfrecciano via ed è a quel punto che comincia a nevicare, sul prato, sui tetti, sugli spalti, sulle cupole; neve appiccicosa e filamentosa, come una pioggia di ragnatele!!!

Mentre sale di corsa sul tetto del palazzo, Giorgio Batini, capocronista del quotidiano fiorentino La Nazione, ripensa alla telefonata che ha appena ricevuto: corri sul tetto, gli hanno detto, ci sono gli Ufo.

Anche lui è rimasto paralizzato e incantato a guardare le sfere di luce fermarsi sulle antiche cupole della città, galleggiare e sfrecciare compiendo manovre misteriose e anche lui successivamente ha ammirato con terrore il depositarsi di quegli impalpabili fili e grovigli argentati. È proprio Batini che gli dà il nome di “Bambagia silicea”, conosciuta anche come “capelli d’angelo”, un fenomeno che molte volte si manifesta in concomitanza di avvistamenti di oggetti volanti non identificati e che ha generato questo nome i n Francia due anni prima Molti scienziati, successivamente, hanno tentato di spiegare il fenomeno parlando, appunto, del ballooning, di certi ragni volanti che poi atterrano in massa. Ma qui di ragnio non si è vista neppure l’ombra

Batini si incarica di seguire questa storia clamorosa per il giornale. Per prima cosa si mette in testa di far analizzare questa strana neve argentata, ma non è impresa facile perché questa sostanza al primo contatto svanisce, è troppo sottile e impalpabile. Dopo diversi tentativi, insieme anche a uno studente di Ingegneria che è riuscito ad isolarne un filo, si reca dal professor Giovanni Canneri, all’Istituto di Chimica Analitica dell’Università di Firenze. In seguito ad approfondite analisi il luminare sentenzia che:

i filamenti che hanno ricoperto Firenze e, come si seppe dopo, anche i dintorni di Firenze, non sono radioattivi (e questo rassicura perché dopo Hiroshima e Nagasaki e la bomba atomica sovietica ormai si vive nella paura che la Guerra Fredda si illumini d’un tratto com’è accaduto sul Comunale!!

al contatto con una fiamma si sono rivelati non combustibili

sono composti da calcio, silicio, alluminio, magnesio, ferro e boro

Di questo incredibile avvenimento ne parlarono i giornali di tutta Italia e di tutta Europa

La Fiorentina vinse la partita 6 a 2 se vi interessa.

Intanto i tifosi lasciano lo stadio in massa, camminando piano, spazzandosi l’abito e il cappello dai fili argentati caduti dal cielo. Ne parlano tutti e siccome siamo a Firenze, si creano subito battute salaci, giochi di parole, scherzi e barzellette. Anche se sotto, sotto…

C’è chi parla di esperimenti atomici, chi dei Russi, che da queste parti fino ad adesso non dispiacciono troppo. Chi incolpa gli Americani…

 

 

 

La cosa strana del fenomeno durato appena pochi minuti è che ha interessato la cattedrale di Santa Maria del Fiore e lo stadio Comunale.

Le testimonianze riportarono tutte l’individuazione di numerosi oggetti non identificati di colore bianco, o a forma “di ali di gabbiano” o ancora “a forma di cappello da mandarino cinese”, ma tutti indicavano un’ora precisa, le 14:20, ed un luogo altrettanto preciso: sopra il Duomo. Ed anche il tempo coincideva per tutti a parte pochi sfasamenti, ma in un limite massimo di circa 15 minuti. Coincidente anche lo svolgimento: gli oggetti sarebbero provenuti da nord-ovest, dalla zona delle Cascine, per proseguire verso sud-est, in direzione di Rovezzano.

Quindi prima si erano visti sopra il Cupolone e poi sullo stadio.

Alle manifestazioni sopra il duomo e lo stadio, sarebbe seguita, per circa mezz’ora, la caduta di filamenti di materiale appiccicoso, la cosiddetta bambagia silicea, detta anche “capelli d’angelo”.

L’analisi dell’evento

Un’indagine del Cicap rilevò che in quella settimana erano in corso esercitazioni militari che facevano uso di chaff, contromisure per trarre in inganno il sistema di puntamento degli aerei, che avrebbero creato riflessi nel cielo.

La presenza di filamenti, sempre secondo il Cicap, sarebbe stata dovuta a un fenomeno naturale legato alla tecnica del ballooning messa in atto da alcune specie di ragni per migrare. Questi ragni producono dei lunghi filamenti biancastri, che, portati dal vento, sollevano i ragni e li trasportano per lunghe distanze. Il periodo della migrazione coincide con quello in cui avvennero gli avvistamenti di Firenze. Il fenomeno, quasi del tutto ignoto all’epoca, è stato poi spiegato e documentato anche con riprese e analisi chimiche.

Altra cosa assai strana è che nello stesso giorno del 27 Ottobre, due testimoni parlarono di un egual fenomeno su un albergo di Piazza S. Marco.

L’ipotesi dei ragni non è tanto peregrina, perché tutta una serie di questi fenomeni sono avvenuti nella stessa stagione di Ottobre-Novembre

Il fenomeno venne poi segnalato anche in concomitanza col Miracolo del sole a Fatima il 13 settembre e nell’ottobre 1917.

Il 13 ottobre 1917 il fenomeno si verificò a Cova da Iria. Tale fenomeno si verificò nuovamente nella stessa località il 17 ottobre 1957.

Il 13 ottobre 1917 il fenomeno si verificò a Cova da Iria. Tale fenomeno si verificò nuovamente nella stessa località il 17 ottobre 1957.

l 2 novembre 1959 la città di Évora in Portogallo è stata quasi interamente ricoperta dai capelli d’angelo, precipitati dal cielo poco dopo l’avvistamento di due UFO.

Il 20 ottobre 2014 il fenomeno è stato segnalato a Polonnaruwa, nello Sri Lanka.

In Nuova Zelanda e in Australia i giornali locali hanno riportato numerosi avvistamenti sin dagli anni ’50, anche se molti sono stati identificati come ragnatele dopo essere stati analizzati.

A Firenze, grazie all’intraprendente solerzia di uno studente, allora laureando in Ingegneria, si potè eseguire l’analisi chimica dei filamenti presso l’Istituto di Chimica analitica dell’Università di Firenze. Il referto analitico conclude lapidariamente: “Sostanza a struttura macromolecolare, contenente boro, silicio, calcio e magnesio. In linea puramente ipotetica, potrebbe trattarsi di vetro borosilicico. Firmato: il Direttore, Prof. G. Canneri”.

Share