Accadde oggi, 27 Novembre: 1095, Appello di Clermont per la Prima Crociata

 

Una delle mosse più acute, intelligenti ed astute della Chiesa, che non a caso avvenne neppure un ventennio dopo Canossa, dove in verità se il Sacro Romano Impero si era per un attimo umiliato di fronte al Papa, subito dopo l’aveva spazzato via da Roma e costretto a consegnarsi in mano ai Normanni. Insomma: era meglio far combattere altrove questi eserciti che avrebbero finito per imporsi al Papato!

 

 

di Daniele Vanni

 

 

 

Il discorso di Urbano II al Concilio di Clermontviene indicato dalla storiografia tradizionale come la richiesta, lo stimolo e lo spunto che diede inizio alla spedizione armata verso la Terra Santa, chiamata in seguito: “Prima Crociata“.

 

Papa Urbano II, – Papa nobile e francese, alunno e amico di S. Bruno, fondatore dei Certosini, e sotto la sua influenza entrato nella potente abbazia di Cluny (benedettina) e come priore, accompagnò l’Abate Ugo a Canossa e da qui legato pontificio in Germania, per le controversie tra Imperatore e S. Sede (dovette nasce qui l’idea di “allontanare” i nobili francese anarchici e quelli tedeschi così minacciosi per la Chiesa, in un’impresa contro l’Infedele e per i Luoghi Santi!) –  tenne il 27 novembre del 1095 un discorso al Concilio di Clermont, per rispondere alla lettera che Alessio I Comneno, imperatore di Bisanzio, aveva inviato, chiedendo di mandare truppe per aiutare i bizantini a respingere l’attacco dei Turchi selgiuchidi, che si trovavano ormai a 100 chilometri da Costantinopoli, mentre i pellegrini cristiani in Terrasanta erano sistematicamente sterminati, dopo essere stati sottoposti a raccapriccianti torture.

 

“Nel nome di Dio, diceva la lettera, vi imploro di portare tutti i soldati fedeli a Cristo […] Se verrete, riceverete il giusto guiderdone nell’alto dei cieli; se non verrete, ricadrà su di voi il castigo di Dio”.

 

La folla enorme che ascoltava il Papa si mise a gridare “Dieu il veut!” (Dio lo vuole), cominciò ad armarsi e a cucire sui mantelli il simbolo della croce e in pochi mesi furono tutti pronti a partire!

Quel che appare delle crociate a prima vista, nei fatti seguenti all’appello di Urbano II al concilio di Clermont, può sembrare un’iniziativa dei principi europei per “liberare il Santo Sepolcro” e stabilire un regno cristiano a difesa dei Luoghi Santi, con capitale Gerusalemme, in realtà alcuni principi tedeschi, in continue lotte fra di loro e quindi con poco spazio “vitale”, videro questa come un’ottima occasione per estendere la loro potenza.

La mossa era estremamente astuta e diabolica da parte del Papa che aveva visto l’Imperatore Enrico IV scendere in Italia contro Gregorio VII, per difendere l’Antipapa Clemente III, fare e disfare vescovi, mentre i Normanni di Sicilia invece si ergevano a paladini della Chiesa e così facevano i “nordici” di Matilde di Canossa, mentre addirittura le armi francesi liberavano Roma e vi insediavano di nuovo il Papa francese!

Tanto più che portare una forza (si dice di 60.000 soldati) contro i Musulmani, che adesso mostravano di aver esaurito la loro spinta ed erano sulla difensiva, avrebbe alleggerito di molto le forze siciliane ed infatti, nel

1091, i Normanni di Ruggero I, alleati del Papa della Crociata, avevano completamente preso e ricristianizzata tutta la Sicilia!

 

Quindi cosa furono le Crociate, o guerre sante? Furono guerre di religione indette dalla nobiltà feudale e dalle repubbliche marinare europee, con l’appoggio e lo sprone della Chiesa, per liberare i luoghi santi (Gerusalemme e la Palestina) dal dominio turco-musulmano, ma come per tutte le guerre, dietro stava il vero motivo, in questo caso almeno duplice ma in verità molteplice: in effetti, dietro il motivo religioso si nascondevano anche altri interessi: il desiderio di controllare il proficuo commercio con l’Oriente e la volontà della Chiesa di convogliare le continue lotte tra le case regnanti verso un nemico lontano, esterno, cosicchè nessuno potesse prevalere per poi assoggettare davvero tutta l’Europa e “tacitare” la Chiesa, cioè renderla quella che doveva essere, un’entità spirituale.

Le spedizioni furono otto: la I dal 1095 al 1099; la II dal 1148 al 1151; la III dal 1189 al 1192; la IV dal 1202 al 1204; la V dal 1217 al 1221; la VI del 1228-29; la VII dal 1248 al 1254; la VIII dal 1270 al 1274.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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