Accadde oggi, 27 Gennaio 1945: Apertura dei cancelli del Campo di concentramento di Auschwitz e Giorno della Memoria

 

 

Per non dimenticare. E quindi per riflettere sul Nazismo, certo, ma più che altro…sull’uomo!

 

di Daniele Vanni

 

Ricordo i rari racconti, perchè coloro che sono stati davvero nei lager, nei campi di concentramento, negli Stalag, non parlavano che poche volte del loro passato, di mio Zio Amelio, che tralasciando atrocità, fame, umiliazioni, il ghiaccio intenso della Polonia e della Germania, le botte gratuite date ai Badogliani e ai Traditori, parlava, se proprio forzato,  piuttosto, dei momenti finali,  del rombo dei cannoni russi, che via via si facevano più forti! Ed è davvero tragico, quando la tua speranza è agganciata al rombo del cannone che le canzonette fasciste pochi anni prima, nelle loro baldanzosa imbecillità, celebravano!

Lui era ad una quindicina di chilometri ad Est di Auschwitz. Ci siamo tornati assieme ed è stata un’esperienza drammatica! Soprattutto per me, che sono rimasto in albergo ad Oswiecin, come si chiama in polacco che mio Zio parlava correttamente, due giorni con una febbre…inspiegabile! che mi era iniziata quando una delle due gentili, belle e sensibilissime Ebree americane, accanto a me nella “Stanza dei Capelli” quel velluto di morte biondo, sfumato dal tempo, come il fumo che usciva dai camini dei Crematori che Himmel in quei giorni aveva comandato stupidamente di far saltare con la dinamite!!? Come se il Diavolo si potesse allontanare con un esorcismo! si svenne, accasciandosi ai piedi di quel vetro immenso, inclinato di 45 gradi rispetto al Cielo che in quegli anni si era dimenticato dei suoi figli, come Quello che 1945 anni prima aveva lasciato solo, senza possibilità (e forse non c’era!!?) di redimere il genere umano!”.

Mio Zio essendo in un Campo, uno Stalag per militari, era la prima volta che vedeva Birkenau, anche se la fama gli era già nota allora!! Perchè tutti, sapevano tutti! E diversi suoi commilitoni, più nervosi, o che non ce la facevano a sopportare tutto, venivano spediti proprio qui! E quei pochi che lui aveva visto tornare…senza dire troppo, diceva che erano come…impazziti!

Lui, che aveva resistito a tutto, anche grazie ad una Famiglia di industriali polacchi, i Sig. Cecewsky,  che prendevano, pagando i Tedeschi, manodopera italiana per le loro fabbriche (anche se la Germania poi non ha mai pagato questi militari che per la Convenzione di Ginevra non dovevano certo lavorare, tanto meno in fabbriche di materiale bellico avversarie!!) essendo più vicino ai Russi, fu “liberato” un giorno prima, anche se dovette seguirli fino a Berlino, scavando trincee e per fortuna, vista la fiducia, con funzioni di approvvigionamento viveri e cuoco e così riprese confidenza dopo due anni di 30 grammi di margarina, una fetta di pane di segatura che ogni giorno via via assomigliava sempre più alla paglia e poi al legno e un pò di brodo, dove ai fortunati capitava un piccolo trancio di barbabietola o un pezzetti di patata!!

Aggregato dapprima allo Stalag XXA di Thorn, disponibile per lavoro di elettricista era stato spostato prima a sud, a  Katowice e poi più ad est, verso Cracovia.

(nella foto: il bracciale di cuoio e metallo di mio Zio Amelio. Lo volle riportare a casa, assieme ad un Crocifisso ed un quadretto sacro che raccolse e ripulì dalle macerie di una chiesa polacca!!!)

 

 

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale, celebrata il 27 gennaio di ogni anno, come giornata di commemorazione delle vittime dell’Olocausto.

Comprendendo con questo termine, non solo lo spaventoso sterminio di 6 milioni di Ebrei, ma quello di 1 milione e mezzo di Zingari, Sinti, Rom, Camminanti, di Omosessuali, Invalidi, Portatori di handicap psichici, nel funesto piano T4! in cui fu coinvolto anche il consorte di una Principessa di Casa Savoia!

 

 

Questa giornata è stata così designata dalla risoluzione 60/7 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005, durante la 42ª riunione plenaria.

La risoluzione fu preceduta da una sessione speciale tenuta il 24 gennaio 2005 durante la quale l’Assemblea generale delle Nazioni Unite celebrò il sessantesimo anniversario della liberazione dei campi di concentramento nazisti e la fine dell’Olocausto.

 

In questo giorno si celebra la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945, ad opera delle truppe sovietiche dell’Armata Rossa.

 

La scelta della data, ricorda il 27 gennaio 1945, quando le truppe sovietiche dell’Armata Rossa, nel corso dell’offensiva in direzione di Berlino, arrivarono presso la città polacca di Oświęcim (in tedesco Auschwitz)scoprendo il tristemente famoso campo di concentramento e liberandone superstiti.

La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta a tutto il mondo (ma in molti sapevano già!) l’orrore del genocidio nazista.

 

Ad Auschwitz, circa 10-15 giorni prima, i nazisti si erano rovinosamente ritirati portando con loro, nella cosiddetta Marcia della morte, tutti i prigionieri sani, molti dei quali morirono durante la marcia stessa.

 

L’apertura dei cancelli di Auschwitz mostrò al mondo intero non solo molti testimoni della tragedia, ma anche gli strumenti di tortura e di annientamento utilizzati dentro a quel lager nazista, che a differenza di moltissimi altri, non era di sterminio e lavoro (nonostante la scritta sui cancelli!) termini che erano interscambiabili, visti i turni di lavori che erano incredibili, con lavori che erano più un massacro che un impegno o uno sforzo! e come alimenti c’era una fetta di pane, quasi tutto segatura vegetale e di legno, 50 grammi di margarina e quando andava bene, qualche pezzo di verdura in poche cucchiaiate di brodaglia! con le malattie, le infezioni, l’umido, la neve ed il ghiaccio polacco, che nelle baracche uccidevano più che fucili e pistole!

Questo accadeva un po’ in tutti i campi, con qualche rara eccezione, dove c’era un poco più di respiro. Ma ad Auschwitz-Birkenau non c’era neppure il lavoro, se non per poche centinaia di persone: perché era un campo dedicato allo sterminio!

 

 

 

 

Il Giorno della Memoria in Italia

 

L’Italia ha formalmente istituito la giornata commemorativa, nel medesimo giorno, alcuni anni prima della corrispondente risoluzione delle Nazioni Unite: essa ricorda le vittime dell’Olocausto e delle leggi razziali italiane (da noi fatto ridicolo, vista la mescolanza di popoli che ci ha formati, la miriade di invasioni, dominazioni…) e coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati ebrei, nonché tutti i deportati militari (da 700.000 al milione!) e politici italiani nella Germania nazista.

 

Gli articoli 1 e 2 della legge n. 211 del 20 luglio 2000 definiscono così le finalità e le celebrazioni del Giorno della Memoria:

 

« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

In occasione del “Giorno della Memoria” di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere. ».

 

I Giusti tra le Nazioni

 

Al 22 gennaio 2014, il memoriale dello Yad Vashem riconosceva 24.811 persone come “Giusti tra le Nazioni“, cioè i non ebrei che si sono impegnati, a rischio della vita, a soccorrere gli ebrei perseguitati. Tra le nazioni con il maggior numero di insigniti ci sono:

 

Polonia (6.394 insigniti)

Paesi Bassi + Indonesia (all’epoca colonia olandese) (5.269 insigniti)

Francia (3.654 insigniti)

Ucraina (2.441 insigniti)

Belgio (1.635 insigniti)

Lituania (844 insigniti)

Ungheria (806 insigniti)

Bielorussia (587 insigniti)

Italia (563 insigniti)

Slovacchia (534 insigniti)

Germania (525 insigniti)

 

E l’Italia che tanto sbandiera, giustamente per il ricordo di queste figure, i suoi: Gino Bartali, Brusasca, Don Giulio Facibeni(e tra i parroci noi includiamo anche il nostro Don Aldo Mei), il qualche volta contestato Palatucci, e l’incontestato eroe Giorgio Perlasca…certo con unnumero di “Giusti” pari alla Bielorussia e alla Slovacchia e praticamente al pari della Germania dove aiutrare un ebreo era davvero più pericoloso che da noi….

 

Esiste anche una Giornata europea dei Giusti che, sull’esempio del riconoscimento dato da Yad Vashem, ai non ebrei che salvarono gli ebrei durante la Shoah, ricorda le figure esemplari che si sono battute e si battono contro tutte le persecuzioni e in difesa dei diritti umani.

Il 10 maggio 2012 il Parlamento europeo ha istituito la foresta dei Giusti, la Giornata europea dei Giusti per il 6 marzo, anniversario della morte di Moshe Bejski, che per 25 anni è stato presidente della Commissione dei Giusti di Yad Vashem.

 

 

 

 

L’entrata del campo di concentramento di Auschwitz con la tristemente celebre scritta Arbeit macht frei

 

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