Accadde oggi, 27 Febbraio: 380 d.C.: Editto di Tessalonica, la vera fine dell’Impero Romano e del Mondo Antico

 

Un episodio antico, meno conosciuto, ma che pose veramente fine, più di un secolo prima di quella della storiografia ufficiale, all’Impero Romano basato sull’antica cultura e religione pagana

 

 

di Daniele Vanni

 

 

L’editto di Tessalonica, conosciuto anche come Cunctos populos, venne emesso il 27 febbraio 380 dagli imperatori Graziano, Teodosio I e Valentiniano II (quest’ultimo all’epoca aveva solo nove anni).

 

Il decreto dichiara il cristianesimo secondo i canoni del credo niceno la religione ufficiale dell’impero, proibisce in primo luogo l’arianesimo e secondariamente anche i culti pagani!

Per combattere l’eresia si esige da tutti i cristiani la confessione di fede conforme alle deliberazioni del concilio di Nicea.

Il testo venne preparato dalla cancelleria di Teodosio I e successivamente venne incluso nel codice Teodosiano da Teodosio II. La nuova legge riconosceva alle due sedi episcopali di Roma e Alessandria d’Egitto il primato in materia di teologia.

 

« IMPPP. GR(ATI)IANUS, VAL(ENTINI)ANUS ET THE(O)D(OSIUS) AAA. EDICTUM AD POPULUM VRB(IS) CONSTANTINOP(OLITANAE).

 

Cunctos populos, quos clementiae nostrae regit temperamentum, in tali volumus religione versari, quam divinum Petrum apostolum tradidisse Romanis religio usque ad nunc ab ipso insinuata declarat quamque pontificem Damasum sequi claret et Petrum Alexandriae episcopum virum apostolicae sanctitatis, hoc est, ut secundum apostolicam disciplinam evangelicamque doctrinam patris et filii et spiritus sancti unam deitatem sub pari maiestate et sub pia trinitate credamus. Hanc legem sequentes Christianorum catholicorum nomen iubemus amplecti, reliquos vero dementes vesanosque iudicantes haeretici dogmatis infamiam sustinere ‘nec conciliabula eorum ecclesiarum nomen accipere’, divina primum vindicta, post etiam motus nostri, quem ex caelesti arbitro sumpserimus, ultione plectendos.

 

DAT. III Kal. Mar. THESSAL(ONICAE) GR(ATI)ANO A. V ET THEOD(OSIO) A. I CONSS. »

« GLI IMPERATORI GRAZIANO, VALENTINIANO E TEODOSIO AUGUSTI. EDITTO AL POPOLO DELLA CITTÀ DI COSTANTINOPOLI.

 

Vogliamo che tutti i popoli che ci degniamo di tenere sotto il nostro dominio seguano la religione che san Pietro apostolo ha insegnato ai Romani, oggi professata dal Pontefice Damaso e da Pietro, vescovo di Alessandria, uomo di santità apostolica; cioè che, conformemente all’insegnamento apostolico e alla dottrina evangelica, si creda nell’unica divinità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo in tre persone uguali. Chi segue questa norma sarà chiamato cristiano cattolico, gli altri invece saranno considerati stolti eretici; alle loro riunioni non attribuiremo il nome di chiesa. Costoro saranno condannati anzitutto dal castigo divino, poi dalla nostra autorità, che ci viene dal Giudice Celeste.

 

DATO IN TESSALONICA NEL TERZO GIORNO DALLE CALENDE DI MARZO, NEL CONSOLATO QUINTO DI GRAZIANO AUGUSTO E PRIMO DI TEODOSIO AUGUSTO »

(Codice Teodosiano, xvi.1.2)

 

L’editto, pur proclamando con forza, autorità e imperio! (era la prima volta nella storia dell’uomo!) il Cristianesimo religione di Stato dell’Impero Romano, non stabiliva, in sé essendo un editto da diramare in tutto il territorio, alcuna direttiva specifica a proposito.

Non si dovette attendere molto! Con i cosiddetti decreti teodosiani, promulgati dallo stesso Teodosio I, tra il 391-392 normarono violentemente e tassativamente, l’attuazione pratica dell’editto di Tessalonica.

 

Nel 391-392, infatti, i nuovi decreti (“Decreti teodosiani”) inasprirono le proibizioni verso i culti pagani e i loro aderenti, dando il via a una vera e propria persecuzione del Paganesimo.

Furono distrutti molti templi, con incendi, devatazioni, come quello di Giove di Olimpia e dovunque si compirono stragi ed atti di violenza contro il paganesimo e gli ordini sacerdotali: uno dei più noti, fu la distruzione, nel 392 circa, del Serapeum di Alessandria, ad opera del vescovo di Alessandria Teofilo che, alla guida di un esercito di monaci, provocò l’uccisione di numerosi pagani che erano intenti alle loro funzioni sacre!!! Inoltre L’arcivescovo Giovanni Crisostomo organizzò una spedizione di asceti fanatici ad Antiochia, per demolire i templi e far uccidere i fedeli, mentre il vescovo Porfirio di Gaza fece radere al suolo il famoso tempio di Marnas!!!

Atti di vera persecuzione che sopravvanzavano di molto le rare persecuzioni fatte a danno dei Cristiani in quattro secoli di vita della nuova religione!!

 

Nel 416 un editto dell’imperatore romano d’Oriente Teodosio II stabilì che soltanto i cristiani potevano svolgere la funzione di giudice, rivestire cariche pubbliche ed arruolarsi nell’esercito!

Tutti i giudici, impiegati pubblici e ufficiali dell’esercito non cristiani avrebbero dovuto dimettersi!

Eravamo allo stato etico. Di più ad una vera e propria teocrazia!

 

Nel 423 Teodosio II dichiarò che tutte le religioni pagane non erano altro che “culto del demonio” ed ordinò per tutti coloro che persistevano a praticarle, punizioni quali il carcere e la tortura.

 

Successivamente, l’imperatore Valentiniano III emanò (17 luglio 445) un editto che contribuì in maniera determinante all’affermazione dell’autorità e del primato della sede vescovile di Roma in Occidente. Questo editto, che non era valido nella parte orientale dell’Impero, riconosceva pienamente il primato giurisdizionale del papato, perché «Nulla deve essere fatto contro o senza l’autorità della Chiesa romana»!

 

In molti casi, la politica degli imperatori successivi si basò sul presupposto che l’unità dell’impero richiedesse anche un’unità religiosa.

Così Giustiniano impose pesanti restrizioni a tutte le religioni non cristiane.

Nel 527 tutti gli eretici e i pagani persero le cariche statali, i titoli onorifici, l’abilitazione all’insegnamento e gli stipendi pubblici.

Nel 529 fu imposta di fatto la chiusura della scuola filosofica di Atene, ultimo centro di eccellenza ancora attivo della cultura pagana, e a Costantinopoli e in Asia Minore i pagani, ancora numerosi, furono costretti al battesimo.

 

L’editto di Tessalonica è ritenuto importante dagli storici in quanto diede inizio a un processo in base al quale «per la prima volta una verità dottrinale veniva imposta come legge dello Stato e, di conseguenza, la dissidenza religiosa si trasformava giuridicamente in crimen publicum: ora gli eretici potevano e dovevano essere perseguitati come pericolo pubblico e nemici dello Stato».

È altresì da precisare che durante tutto l’Impero romano e anche durante l’Esarcato d’Italia (che ebbe vita fino al 752) la Chiesa non ebbe in concreto (ma certo lo esercitò fino in fondo!) il potere civile, né quello giudiziario, che rimase monopolio dello Stato.

Uno stato che non era più laico.

 

 

 

 

 

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