Ebbene sì: gli autori della più grande distruzione del Partenone, l’edificio non a caso, ma per la sua perfezione ed equilibrio più famoso al mondo, siamo stati noi Italiani!

E0702 KLENZE 9463Veramente furono i Veneziani a devastare quello che non è un tempio greco, ma l’archetipo di tutti i templi!

Octastilo, cioè con otto colonne sulla facciata e naturalmente sul retro; periptero, cioè circondato sul perimetro esterno da un colonnato su tutti e quattro i lati, per rendere più ascosa, ma percepibile la cella interna, il naòs, che racchiude la raffigurazione della divinità.

Questo tempio di ordine dorico che sorge sull’acropoli di Atene non è il più famoso reperto dell’antica Grecia, ma rappresenta da solo, la classicità antica.

Il nome Partenone si riferisce all’epiteto parthenos della dea Atena, che indica il suo stato di nubile e vergine, nonché al mito della sua creazione, per partenogenesi, dal capo di Zeus. All’interno del Partenone si ergeva la monumentale statua di culto crisoelefantina (cioè d’oro e d’avorio) raffigurante Atena Parthénos e ospitata nella cella orientale.

Il Partenone fu costruito dagli architetti Ictino, Callicrate e Mnesicle, sotto la supervisione di Fidia, dirigente sommo (epískopos) di tutti i lavori.

Il Partenone sostituì il più antico tempio di Atena Poliàs che era stato distrutto dai Persiani nel 480 a.C., al tempo di Serse (guerre persiane). Come la maggior parte dei templi greci, il Partenone fu utilizzato come tesoreria e, per qualche tempo, servì come tesoreria della lega di Delo, che diventò, successivamente, l’Impero ateniese.

  Il Partenone sopravvisse come tempio di Atena per un migliaio di anni. Era sicuramente ancora intatto nel IV secolo, ed allora era già vecchio come la Cattedrale di Notre-Dame a Parigi oggi, e molto più vecchio della Basilica di San Pietro a Roma. Ma, a quel tempo, Atene era stata ridotta in una città provinciale dell’Impero romano, sebbene con un passato glorioso. Nel V secolo la grandiosa statua di Atena Promachos, che sorgeva tra il Partenone e i Propilei, fu asportata dall’imperatore Teodosio II e portata a Costantinopoli, dove fu in seguito distrutta, forse nel saccheggio della città durante la Quarta crociata (1204).

In epoca bizantina, il Partenone fu convertito in chiesa dedicata a Maria, o della Theotokos (Madre di Dio). All’epoca dell’Impero latino diventò brevemente una chiesa cattolica dedicata sempre alla Madonna. La conversione del tempio in chiesa richiese la rimozione delle colonne interne e di alcuni dei muri della cella, e la creazione di un’abside nella facciata orientale. Questo portò, inevitabilmente, alla rimozione ed alla dispersione di alcune delle metope scolpite. Quelle raffigurazioni di dèi furono reinterpretate in base al tema cristiano, o rimosse e distrutte.

Nel 1456, Atene cadde sotto gli Ottomani ed il Partenone fu trasformato in moschea. Al contrario di racconti successivi, gli Ottomani generalmente rispettarono gli antichi monumenti sui propri territori, e non distrussero le antichità di Atene, benché non abbiano avuto un effettivo programma per proteggerle. Comunque, in tempo di guerra, furono disponibili a demolirlo al fine di procurarsi materiali per muri e fortificazioni. Al Partenone fu aggiunto un minareto e la sua base ed il suo scalone sono ancora funzionali, essendo alto come l’architrave ed invisibile dall’esterno; ma l’edificio non fu danneggiato. I visitatori europei nel XVII secolo dimostrano che l’edificio era in gran parte intatto.

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Il lato meridionale del Partenone, che sostenne considerevoli danni nell’esplosione del 1687

Il Partenone subì la maggiore distruzione nel 1687, quando i Veneziani, sotto Francesco Morosini, attaccarono Atene. Gli Ottomani fortificarono l’Acropoli ed usarono l’edificio come magazzino di polvere da sparo. Il 26 settembre, una palla di cannone veneziana, sparata dalla collina di Filopappo, fece esplodere il magazzino e la costruzione fu parzialmente distrutta. Ogni struttura rimasta all’interno del tetto fu distrutta, ed alcune delle colonne, particolarmente sul lato sud, furono decapitate. Le sculture furono rovinate pesantemente. Molte caddero per terra e più tardi i loro pezzi furono usati come souvenir. Dopodiché, molte parti dell’edificio caddero e fu eretta una moschea più piccola!

 

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