Accadde oggi, 26 Novembre: 1942, première del film “Casablanca”

 

 

E’ una, se non la prima, delle pellicole più famose di sempre.

E incredibilmente, vedeva la prima sua proiezione, proprio poche settimane dopo lo sbarco dell’esercito statunitense vicino alla città da cui prendeva il titolo, Casablanca!

 

 

di Daniele Vanni

 

 

 

« Suonala, Sam. Suona Mentre il tempo passa »

 

(Ilsa in Casablanca)

 

 

 

Casablanca è un film, ma definirlo solo così è riduttivo! del 1942, diretto da Michael Curtiz.

 

Si tratta di una delle pellicole hollywoodiane più celebri di tutti i tempi ed è tratta dall’opera teatrale “Everybody Comes to Rick’s” di Murray Burnett e Joan Alison.

Ma lo straordinario, oltre il mito di questa pellicola, quelle personali dei due interpreti, Humphrey Bogart, Ingrid Bergman, la colonna sonora di Max Steiner che però non è l’autore del vero pezzo musicale, uno dei più famosi di sempre di cui tra poco sveleremo più di una curiosità, è che il film, che parlava del Nord Africa francese fedele al Regime di Vichy, di fatto succube dei Tedeschi, venne girato nel 1942 ed ebbe la sua premiere nella giornata di oggi cioè il 26 Novembre, appena tre settimane dopo lo sbarco dell’esercito statunitense, l’8 Novembre proprio vicino a Casablanca!!!

Non solo coincidenze incredibili, ma anche fatti che ci dimostrano la presupponenza tedesca, ma soprattutto l’imbecillità italiana di mettersi in una guerra persa prima di essere iniziata! Tanto evidente che già nel 1941, Churchill e gli USA stavano pensando a tali azioni ed al Mediterraneo per fare crollare subito quello che era di gran lunga individuato con una lungimiranza che da noi ha sempre difettato, come l’anello debole di gran lunga più debole dell’Asse, l’Italia! E così fu: il 13 maggio del 1943, i Tedeschi e gli Italiani si arrendevano in Africa, il 10 luglio, gli Alleati sbarcavano in Sicilia, il 25 Luglio 1943, si afflosciava il regime Fascista, che forse, come fanno sempre le dittature e i dittatori, aveva preferito suicidarsi in una guerra impensabile, in una mano di poker che ci costerà 500.000 morti e la perdita reale dell’indipendenza, piuttosto che passare la mano.

 

A scene still from “Casablanca,” the Oscar®-winning Best Picture of 1943, features Humphrey Bogart as Café Americain owner Rick Blaine with Dooley Wilson who portrayed piano player Sam. Restored by Nick & jane for Dr. Macro’s High Quality Movie Scans Website: http:www.doctormacro.com. Enjoy!

Era il 1942 e in pieno conflitto mondiale, che gli Alleati sapevano di vincere prima di scendere in campo, tanto che come nella Prima Guerra Mondiale, gli USA aspettarono a lungo prima di dimostrare da che parte stava la vera forza, veniva girato uno dei film più amati della storia del cinema: “Casablanca”, di Michael Curtiz.

Il film, ambientato appunto a Casablanca, in Marocco, in realtà fu realizzato interamente in California, negli studi della Warner Bros e all’aeroporto di Van Nuys, sobborgo di Los Angeles.

La storia d’amore fra lo spietato e cinico americano Rick Blaine, interpretato da Humphrey Bogart, e l’antinazista norvegese Ilsa Lund, Ingrid Bergman, collocata appunto nell’Africa francese occupata dai nazisti all’inizio del 1941, è diventata nel tempo sinonimo dell’eterno dissidio fra passione amorosa e senso del dovere, fra spietatezza della guerra e valori morali di solida umanità. Ma è anche molto di più: un inno alle contraddizioni umane di amore e odio, passione e guerra…

Il film vinse tre Oscar (film, regia, sceneggiatura) e le sue scene più celebri fanno ormai parte del nostro immaginario collettivo.

 

Parte essenziale della trama del film è la sua colonna sonora, ma non quella di sottofondo di Styeiner, ma il pezzo richiesto da Ingrid-Ilsa (dolcissima, capace di un amore appassionato fino all’estremo, senza mai dare neppure un bacio!!) al pianista, un personaggio che si ritaglia quasi involontariamente un ruolo da protagonista: il pianista Sam.

Un nome ed anche un modo di fare dimesso, da Capanna dello Zia Tom o da Via col vento!

Ma chi era?

L’attore si chiamava Dooley Wilson (1886-1953), ma il suo vero nome era Arthur Wilson.

Si era guadagnato il nomignolo di “Dooley” per via di una sua interpretazione del brano irlandese “Mr Dooley” al Pekin Theatre in Chicago, interpretazione che eseguiva in whiteface.

Fu attivo a Chicago e New York in numerosi vaudeville, era un batterista, un cantante, e quando venne scritturato per “Casablanca” non sapeva suonare il pianoforte!!!

Lo confessò molto tempo dopo, nei suoi ricordi, raccontava la sua avventura cinematografica e l’immensa fortuna legata a quel ruolo.

Il segreto viene svelato proprio dalle parole Dooley: “Bene, ora è venuto il momento di farvi una confessione; io, Dooley Wilson, il pianoforte non l’ho mai saputo suonare! Fin da bambino ero un appassionato della batteria che un amico di mio padre suonava in un’orchestrina di Tyler. E così diventai batterista anch’io e un batterista mica male visto che negli anni ’20 ero il leader di una jazz band che mi portò in tour anche in Europa. Il produttore e il regista Curtiz mi misero alle costole un certo Elliot Carpenter, compositore, autore e arrangiatore famoso. Me lo piazzarono proprio dietro durante le riprese: quando battevano il ciak, io volavo sulla tastiera intonando la celebre As Time Goes By scritta da Herman Hupfeld nel ’31e Carpenter gli dava giù col suo pianoforte a pochi metri da me, nell’ombra. La magia del cinema!”.

Elliott Carpenter dunque fu il vero pianista in Casablanca. Un pianista, compositore, songwriter di Philadelphia che aveva studiato al Themple School of Music e aveva poi perfezionato i suoi studi in Francia.

 

E il pianoforte? Quel verticale che vediamo in numerose scene di “Casablanca” è stato venduto all’asta da Sotheby’s, nel 2012 per 600.000 dollari, ma la stima iniziale della nota casa d’aste era fra 800mila e 1,2 milioni di dollari. Era di proprietà di un collezionista giapponese che lo aveva acquistato per 154.000 negli anni Ottanta.

 

 

Ma adesso veniamo alla trama “vera”.

 

 

Durante la seconda guerra mondiale, l’espatriato statunitense Rick Blaine gestisce un locale, il Rick’s Café Américain, a Casablanca, nel Marocco francese, parte della cosiddetta “Francia non occupata”, controllata dal regime filo-nazista del Governo di Vichy. Blaine ha un passato di contrabbandiere d’armi, in favore degli etiopi, durante l’invasione italiana del 1935, e di combattente repubblicano, durante la guerra civile spagnola nel 1936, ma sembra essere diventato un uomo cinico e dichiaratamente neutrale sulle vicende politiche e belliche che stanno accadendo.

 

Per qualche delusione politica, per delusione totale verso l’uomo o per qualcosa d’altro?

O per tutte queste cose assieme?

 

Una sera arriva nel suo locale un certo Ugarte, un malvivente molto conosciuto nella zona, con due lettere di transito rubate, reato aggravato dalla morte di due soldati tedeschi che le trasportavano. Le lettere di transito sono documenti che consentono di lasciare Casablanca. Magari sull’aereo che conduce a Lisbona, permettendo, una volta arrivati, di potersi recare anche negli Stati Uniti, grazie alla condizione di neutralità del Portogallo.

Ugarte sa di poter vendere le lettere a un prezzo molto alto. Naturalmente, al miglior offerente e, allo scopo, ha organizzato un incontro con il compratore nel locale di Rick. Tuttavia, prima che egli possa realizzare il colpo, viene arrestato, non prima però di avere consegnato le lettere a Rick, affinché le custodisca! dai poliziotti del capitano Louis Renault (un funzionario francese fedele a Vichy, che intende dimostrare in questo modo la propria efficienza al maggiore Strasser, ufficiale tedesco, giunto nella capitale marocchina, per controllare l’efficacia delle misure contro i ricercati ed i dissidenti).

 

Il giorno dopo giunge a Casablanca, Ilsa Lund, una profuga norvegese, con cui Rick, lo si capisce subito, ma lo si comprenderà poco alla volta, aveva avuto una storia d’amore, a Parigi, nei giorni a cavallo della sua occupazione. Ma la bellissima nordica non è sola! E’ assieme al marito Victor Laszlo, (interpretato da Paul Henreid, austriaco ma di Trieste, unico piccolissima parte italiana, se così si può dire in questa storica pellicola) uno stimato leader della resistenza cecoslovacca, internato in un campo di concentramento e successivamente fuggito e da quel momento ricercato dalla Gestapo.

L’arrivo della donna getta nello sconforto Rick, ancora innamorato di lei e che non riesce a perdonarle di averlo abbandonato, al momento della sua partenza dopo l’arrivo delle truppe tedesche.

Ilsa giustifica il suo comportamento con la presunzione che il marito fosse morto ma, scoprendo che invece era ancora vivo, aveva deciso di riunirsi a lui, senza però fornire spiegazioni all’innamorato.

 

La situazione di pericolo a cui è esposto Laszlo a Casablanca induce lui, ed Ilsa, a tentare di procurarsi due lettere di transito, per fuggire in America e proseguire la loro lotta al nazismo. Per questo si rivolgono a Ferrari, un faccendiere che “comanda” il mercato nero di Casablanca, il quale tuttavia, per evitare il grosso pericolo di aiutare un esule, si defila elegantemente, informandoli al contempo che Rick è in possesso di due lettere lasciapassare consegnategli da Ugarte.

Rick non vorrebbe consegnare le lettere, a nessun prezzo: da un lato per vendicarsi della sofferenza subita e dall’altro perché l’incontro con Ilsa, a Casablanca ha ridato più che mai forza al suo amore per lei.

Egli vorrebbe trattenerla con sé, ma il suo comportamento cambia quando, parlando con Laszlo, questi insiste perché lui ed Ilsa partano insieme, lasciando lo stesso Laszlo in Marocco. Anche il ceco è quindi disposto a perdere la propria donna, pur di saperla al sicuro all’estero!

 

Così Rick, finge di partire, ma poi convincerà Ilsa a salire sull’aereo con il marito, nella scena-madre, conclusiva, acme del film!

 

 

Colpito dallo spirito di sacrificio e dall’amore di Laszlo, ed al contempo ricordando il proprio passato patriottico, Rick elabora un piano: facendo il doppio gioco, promette al capitano Renault di consegnargli Victor quando, nel proprio locale, gli avrebbe consegnato le lettere, ma egli, al momento dello scambio, minaccia Renault e lo costringe ad accompagnarli (lui, Laszlo e Ilsa) all’aeroporto, dopo aver fatto una telefonata per garantirsi il libero passaggio; il capitano però finge solamente di telefonare all’aeroporto, mentre invece avvisa il maggiore Strasser, che si precipita per raggiungerli allo scopo di bloccarli.

 

Mentre attendono la partenza dell’aereo, Ilsa, in nome dell’amore che sente di provare ancora per Rick, è tentata di rimanere con lui, ma questi la convince a partire insieme al marito.

Mentre il velivolo con a bordo Victor e Ilsa inizia a rullare verso la pista di decollo, Strasser giunge trafelato e tenta di contattare la torre di controllo per bloccare i fuggitivi, ma viene ucciso da Rick.

L’aereo parte indisturbato e, all’arrivo dei gendarmi, Renault rivela la sua autentica natura di patriota, ordinando ai colleghi di fermare i soliti sospetti, e proponendo a Rick di fuggire insieme a Brazzaville, nell’Africa Equatoriale Francese, controllata dalle forze della Francia libera, iniziando tra loro quella che Rick definisce “una bella amicizia”.

 

 

Sono incalcolabili gli omaggi, le citazioni, che il cinema ha dedicato a Casablanca,

 

Ben sei battute del film sono entrate nella lista delle 100 frasi più citate del cinema:

 

«Alla tua salute, bambina»

 

«Louis, penso che questo sia l’inizio di una bella amicizia»

 

«Suonala, Sam. Suona Mentre il tempo passa»

 

«Fermate i soliti sospetti»

 

«Avremo sempre Parigi.»

 

«Con tanti ritrovi nel mondo, doveva venire proprio nel mio»

 

 

 

 

humphrey bogart & dooley wilson – casablanca

 

piano Casablanca

 

 

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