Accadde Oggi, 26 Dicembre 1620: I Padri Pellegrini della Mayflower sbarcano a Plymouth

 

Le prime colonie, ad opera degli Inglesi, dell’America del Nord, nacquero con molto ritardo, rispetto a quelle spagnole e portoghesi del Centro e Sud America, motivo delle tantissime differenze tra queste nuove terre di colonizzazione!

 

di Daniele Vanni

 

 

Stranamente, la colonizzazione del Nord America, partì con molto ritardo!

Già nel primo viaggio, Colombo aveva lasciato 39 uomini con un piccolo presidio a controllare la terra scoperta (che fecero una fine orribile, sterminati dagli indigeni!).

E già nel primo viaggio di ritorno, sempre come “regalo” delle indigene, i marinai portarono in Europa quel “mal francioso” per le truppe di Carlo VIII che neanche due anni dopo, avevano già “impestato” come si disse all’epoca, l’Italia con la sifilide!!

Ma non era per questo, che Spagnoli (i quali solo nell’anno della scoperta di Colombo, 1492, avevano compiuto la Reconquista della loro Penisola) e Portoghesi non sembrarono attratti da colonizzare l’America del Nord, che pure avevano relativamente più vicina e si spinsero invece nel Centro e nel Sud America. Attratti molto probabilmente da racconti, miti e leggende, che poi trovarono un fondamento di verità, sull’esistenza di infinite quantità d’oro e argento.

Gli Inglesi e gli altri popoli del Nord avevano anche loro imparato a costruire vascelli oceanici, ma forse erano più presi da problemi interni o da difendersi da vicini che pensare ad espandersi.

Durante il XV e il XVI secolo, l’Europa entrò in una notevole fase di sviluppo, che incoraggiò le esplorazioni e la nascita di nuove colonie.

Una ripresa degli studi classici ravvivò l’interesse per la geografia e l’interesse per il mondo.

Nel contempo, lo sviluppo nelle tecniche della navigazione rese possibile affrontare le immensità oceaniche.

Le nazioni europee che più si dedicarono alla colonizzazione erano quelle in cui si stavano sviluppando innovazioni nella costruzione delle navi e nelle tecniche di navigazione e che avevano una popolazione in crescita disposta a, e capace di, emigrare e stabilirsi in terre straniere.

Gli Spagnoli e i Portoghesi, nel corso della Reconquista, avevano acquisito un’esperienza plurisecolare di conquista e colonizzazione; essa, insieme alle nuove tecniche di navigazione con navi oceaniche (sviluppate inizialmente principalmente in Italia, per l’esperienza tramandata da Roma!)fornì gli strumenti, le capacità e il desiderio di colonizzare il Nuovo Mondo.

La Reconquista ebbe termine nel 1492, lo stesso anno in cui iniziò la colonizzazione dell’America.

Fu solo più tardi che Inglesi, Francesi e Olandesi avviarono la creazione di colonie in America. Essi erano in grado di costruire navi oceaniche, ma, a differenza della Spagna, non avevano un’esperienza così significativa di colonizzazione in terre straniere, anche se la conquista e la colonizzazione inglese di parte dell’Irlanda ebbe un ruolo rilevante nello sviluppo successivo di iniziative in tal senso su scala più vasta.

A partire dal XVI secolo, i sovrani delle nuove monarchie nazionali, nel progressivo consolidamento dei loro regni, raggiunsero il livello di risorse e di potere centralizzato necessario ad avviare tentativi sistematici di colonizzazione.

Tuttavia non tutte queste iniziative furono intraprese dai governi centrali. Un ruolo cruciale nell’esplorazione fu svolto da compagnie commerciali privilegiate e da società private.

L’esperienza della Spagna durante la Reconquista fece sì che la sua colonizzazione in America fosse caratterizzata da controllo governativo centralizzato, conquista militare e sforzo religioso missionario.

Invece i paesi dell’Europa nordoccidentale furono influenzati dallo sviluppo delle prime forme di capitalismo (mercantilismo), che risalivano a organizzazioni come la Lega anseatica, e questo fece sì che le loro iniziative di colonizzazione in America fossero caratterizzate da investimento mercantile e minor controllo governativo.

Inoltre, via via che l’economia europea rifioriva, divenne chiaro che il primo paese che avesse scoperto una via commerciale diretta verso le “Indie” ne avrebbe tratto immensi vantaggi.

Fu in quest’atmosfera che Cristoforo Colombo partì dalla Spagna per il suo famoso viaggio verso ovest. Egli mirava a raggiungere l’Asia, ma le terre a cui giunse, come poi si scoprì, appartenevano a un continente del tutto diverso.

La Spagna e il Portogallo rapidamente organizzarono una decisa opera di colonizzazione e conquista, e nel giro di pochi decenni si divisero con profitto l’America Meridionale e Centrale e i Caraibi.

Nel XVI e nel XVII secolo, sorse una nuova generazione di potenze coloniali: Inghilterra, Francia e Paesi Bassi.

Le regioni che oggi costituiscono gli Stati Uniti orientali apparivano a queste nuove potenze un luogo attraente per stabilirvi colonie. Nonostante la loro relativa vicinanza all’Europa, queste regioni avevano suscitato scarso interesse in Spagna e Portogallo, anche se entrambi questi paesi avevano esplorato la costa e compiuto diversi tentativi di stabilire avamposti nel tratto settentrionale, dalla baia di Chesapeake a Terranova. Il loro insuccesso nel creare colonie a nord della Florida spagnola diede la possibilità di farlo ai paesi dell’Europa nordoccidentale.

Un ostacolo rilevante per la fondazione di colonie in queste zone erano i nativi americani, la cui presenza sul territorio richiedeva agli europei la conquista militare, per poter stabilire insediamenti che non fossero piccoli e temporanei.

Durante il XV e il XVI secolo le malattie epidemiche (importate dai conquistatori!) decimarono le popolazioni locali, rendendo più facile la colonizzazione europea su vasta scala!

Quindi furono per tutte queste ragioni, che fu solo all’inizio del XVII secolo che i tentativi degli Inglesi di stabilire colonie in Nordamerica ebbero successo.

In questo periodo, il proto-nazionalismo inglese e la capacità della nazione di affermarsi sulla scena internazionale si svilupparono in risposta alla minaccia di invasione da parte della Spagna, e furono sostenuti anche da una certo grado di militarismo protestante e di adorazione verso la regina Elisabetta I.

A quell’epoca, comunque, non vi fu alcun tentativo ufficiale, da parte del governo inglese, di creare un impero coloniale. Invece, le motivazioni che spinsero alla fondazione delle diverse colonie furono variabili e disparate. Tra esse ebbero influenza considerazioni pratiche come la volontà di sviluppare nuove attività imprenditoriali, la sovrappopolazione, il desiderio di libertà religiosa.

 

I Padri Pellegrini

I Padri Pellegrini  o Pellegrini Padri sono considerati tra i primi coloni del Nord America; Plymouth, la colonia da loro fondata nel 1620 sulla costa del Massachusetts, divenne la seconda colonia dopo la fondazione di Jamestown, in Virginia, nel 1607,ed è oggi il più vecchio insediamento degli Stati Uniti abitato continuativamente.

Prima di allora vi erano state spedizioni e insediamenti di natura governativa e militare, mentre i Padri Pellegrini altro non erano che un gruppo di privati cittadini inglesi, di religione cristiana puritanaed è con loro che ha inizio il massiccio flusso immigratorio che è poi proseguito nei secoli successivi.

Re Giacomo I aveva fondato a Plymouth, in Inghilterra, nel 1606 la Plymouth Company, chiamata anche New England Company, con lo scopo di stabilire delle colonie lungo la costa del Nord America. La compagnia marittima era il secondo ramo della Virginia Company.

Questa compagnia aveva già inviato un primo nucleo di “fondatori” che si era stabilito, in un tragico forte con altissime palizzate per difendersi dagli Spagnoli a Jamestown, e, soprattutto, dai nativi Algonchini (alla quale apparteneva Pocaontas la prima donna indiana a sposare un inglese) che più volte assediarono gli inglesi decimati da malattie, freddo e una tale mancanza di cibo che qui si verificarono episodi di canibalismo!

Nel settembre 1620 (alcune fonti indicano il 6 settembre, altre il 16) salpò da Plymouth la Mayflower, con 102 persone a bordo, compresi donne e bambini. La traversata dell’Oceano Atlantico fu durissima e durante essa morirono un passeggero e un membro dell’equipaggio.

La terra fu avvistata il 9 novembre 1620, all’altezza di Cape Cod, ma lo sbarco e l’insediamento finale, dopo una lunga serie di esplorazioni, avvenne oltre un mese dopo, il 26 dicembre, in un luogo che la tradizione identifica con la Roccia di Plymouth.

Dopo un viaggio durissimo, durante il quale gran parte dei passeggeri si era ammalata di mali, quali lo scorbuto, erano approdati nel nuovo continente, quando ormai l’inverno era alle porte e le terre circostanti deserte, selvagge e inospitali. Il primo inverno fu quindi durissimo e durante esso morirono di stenti più di 40 persone!

Il primo Giorno del Ringraziamento

 

L’anno successivo però la colonia si era insediata ed era ben organizzata. Aveva costruito case solide e coltivato le terre rivelatesi generose. Aveva inoltre instaurato rapporti d’amicizia con gli indiani, tra cui Samoset, Squanto e Massasoit, capo della tribù dei Wampanoag.

Nel marzo del 1621, Massasoit e il Governatore Carver stabilirono un trattato di pace e di mutua protezione. I nativi inoltre aiutarono i Pellegrini insegnando loro, come sfruttare la terra e coltivare il mais.

Nell’ottobre del 1621, i 53 Pellegrini sopravissuti festeggiarono il raccolto, insieme a Massasoit e circa 90 dei suoi uomini. Le celebrazioni durarono tre giorni, durante i quali si banchettò con anatre, pesci e tacchini,procurati dai coloni e cinque cervi portati dai nativi. La ricorrenza di questa celebrazione è in seguito stata commemorata come Giorno del Ringraziamento(Thanksgiving Day) ed è oggi una delle principali festività americane. All’epoca, tuttavia, i Pellegrini non la chiamarono con questo nome: la prima festa che i Pellegrini stessi chiamarono “del ringraziamento” si svolse nel 1623, in seguito alla notizia dell’arrivo di ulteriori coloni e di provviste.

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