Accadde oggi, 25 Maggio: 1521, la Dieta di Worms, con Martin Lutero e l’inizio ufficiale del Protestantesimo

 

 

Si chiudeva oggi, una delle “Diete”, cioè riunioni dei principi del Sacro Romano Impero, più famose, quella di Worms del 1521, dove Martin Lutero illustrò e difese la sua Riforma del Cristianesimo: ciò significò l’inizio ufficiale dell’Era del Protestantesimo.

 

di Daniele Vanni

 

Quante volte a scuola ci hanno fatto studiare la “Dieta di Worms”!

Un mio compagno di scuola ci scherzava, dicendo che erano un nuovo metodo per dimagrire!

In verità, lì si mangiava lautamente e si discuteva di come spartire o meglio: continuare a gestire il potere, visto che le “Diete” altro non erano che un’assemblea dei principi del Sacro Romano Impero.

Chissà perché poi, si tenevano tutte nella “Città dei Nibelunghi”!

La prima Dieta importante (vedi l’articolo del santo del giorno che parla proprio di Canossa e della lotta tra Papato e Impero) si tenne a Worms nel 1122, per dirimere la lotta sulle investiture dei vescovi-conti, cioè se la nomina dovesse spettare al Papa o all’Imperatore.

 

Quella di cui parliamo invece oggi (ma nella città si terranno almeno sei Diete importantissime!) si tenne a Worms, in Germania, nella Renania-Palatinato, dal 28 gennaio al 25 maggio 1521. Fu presieduta dall’imperatore Carlo V d’Asburgo.

L’aspetto storicamente più rilevante della Dieta fu l’audizione di Martin Lutero, convocato per ritrattare le sue tesi. Dal 16 al 18 aprile Lutero parlò davanti all’assemblea ma, invece di abiurare, difese la sua riforma del cristianesimo, che sarà successivamente denominata Riforma Protestante.

L’anno precedente, Papa Leone X(toccò proprio ad un Toscano, un Medici, affrontare Martin Lutero l’enorme rivolgimento della Riforma protestante) aveva emesso una bolla, la Exsurge Domine, richiedendo che Lutero ritrattasse quarantuno delle sue 95 tesi che criticavano la Chiesa. Lutero venne convocato dall’Imperatore per comparire davanti alla Dieta Imperiale. Il principe Federico III, Elettore di Sassonia, ottenne che a Lutero, se si fosse presentato, sarebbe stato concesso un transito sicuro da e per il luogo dell’incontro.

Il consiglio della città di Wittenberg gli assegnò una carretta coperta a quattro ruote e due cavalli. Delle spese di viaggio se ne incaricò l’Università. Il viaggio avrebbe fatto soste a Lipsia, Erfurt, Eisenach, Francoforte e infine a Worms. Per compagnia e protezione insieme a Lutero viaggiavano un collega, Nicolò Amsdorf, un confratello ed uno studente pomerano. La carretta era preceduta da un araldo a cavallo con le insegne imperiali e quando arrivarono ai confini, non alla porta della città di Erfurt, segno di grande distinzione, lo stesso rettore con un corteo di cavalieri in gran pompa, accolse l’ex studente dell’Università con tutti gli onori. In città Lutero tenne una predica a cui era accorsa così gran folla che la galleria cominciò a scricchiolare pericolosamente ed egli allora per scongiurare il panico disse scherzando: «Riconosco le tue astuzie o Satana». Un giovane teologo, Justus Jonas, in segno di onore per il riformatore, volle scortare a cavallo la carrozza e così quando Lutero arrivò a Worms più di cento cavalieri dei vari paesi attraversati, gli facevano scorta d’onore. Ma intanto il diavolo ci stava mettendo la coda: a Ghota mentre celebrava la messa alcune pietre caddero dal tetto della chiesa e, presagio ancora peggiore, gli giunse la notizia che l’imperatore aveva ordinato che gli scritti dell’eretico professore fossero consegnati da chiunque li possedesse per essere distrutti. Il che era chiaramente una minaccia di metterlo al bando dell’impero se non avesse ritrattato. Ma racconta lo stesso Lutero: «Ci andrò contro tutti i diavoli dell’Inferno». Ma il diavolo non desisteva: si ammalò; ma con un salasso e una medicina poté riprendere il viaggio. A Francoforte pare che Lutero gradisse molto il vino di malvasia; suonò il liuto e cantò in allegria con i suoi compagni.

Di fronte alla Dieta riunita, Lutero fece numerose dichiarazioni in sua difesa, che sarebbero divenute celebri. Egli ammise la paternità degli scritti che portavano il suo nome, ma si rifiutò di abiurare i suoi insegnamenti. Egli sostenne che non poteva recedere a meno che:

«A meno che non venga convinto da testimonianze delle scritture o da ragioni evidenti — poiché non confido né nel Papa, né nel solo Concilio, poiché è certo che essi hanno spesso errato e contraddetto loro stessi — sono tenuto saldo dalle scritture da me addotte, e la mia coscienza è prigioniera dalla parola di Dio, ed io non posso né voglio revocare alcunché, vedendo che non è sicuro o giusto agire contro la coscienza. Dio mi aiuti. Amen.»

Il nunzio pontificio alla Dieta, Girolamo Aleandro, stilò e propose le violente denunce che erano incarnate dall’editto di Worms, promulgato il 25 maggio. Questo dichiarava Lutero un fuorilegge e vietava la lettura o il possesso dei suoi scritti. Permetteva a chiunque di uccidere Lutero senza subire conseguenze legali. L’editto provocò agitazione nei più moderati e in particolare in Erasmo da Rotterdam. Quando alla fine Lutero uscì dal suo rifugio, l’imperatore era preoccupato da questioni militari e a causa del crescente sostegno pubblico in favore di Lutero tra le popolazioni tedesche, l’editto di Worms non venne mai attuato. Lutero continuò a chiedere la riforma fino alla sua morte, avvenuta nel 1546.

Il Papa Medici, Leone X era intanto morto lo stesso anno della Dieta di Worms, il 1521!

 

 

 

 

Leone X raffigurato da Raffaello

 

Martin Lutero

 

Lutero a Worms

 

Lutero si difende a Worms

 

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